Disabilità e sostegno, ANIEF incontra la FISH. Affrontare assieme ai sindacati le criticità dell’avvio del prossimo anno scolastico

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Si è svolto nella giornata del 2 luglio un incontro tra la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), organizzazione cui aderiscono alcune tra le più rappresentative associazioni impegnate, a livello nazionale e locale, in politiche mirate all’inclusione sociale delle persone con differenti disabilità e i sindacati rappresentativi.

Con ANIEF, presente con Giovanni Portuesi, componente della segreteria nazionale, i rappresentanti di CGIL, CISL e UIL.

L’incontro, richiesto dal presidente della FISH Vincenzo Falabella ha riguardato diversi temi; dalle criticità dell’avvio del prossimo anno scolastico alla qualità dell’inclusione delle scuole, dalla formazione in servizio al nuovo PEI.

Concordi gli intenti dei presenti di costruire una alleanza tra sindacati dei lavoratori e rappresentanti delle associazioni impegnate da decenni per l’inclusione degli alunni disabili per costruire un fronte ed una strategia comuni per affrontare e risolvere con proposte concrete le criticità del sistema scolastico italiano in tema di disabilità.

Accogliamo volentieri la proposta del presidente Falabella di costruzione di un tavolo tecnico che metta assieme la FISH ed i sindacati della scuola per sciogliere definitivamente i nodi di una inclusione mai del tutto realizzata con proposte concrete da portare al Ministro Bianchi, al Governo ed ai parlamentari di tutte le forze politiche – ha dichiarato Giovanni Portuesi – la legislazione italiana in materia di disabilità è tra le più avanzate al mondo ma il sistema di istruzione sconta ancora ritardi e miopie da parte del decisore politico che non ne permettono ancora una effettiva realizzazione. Anief ha sempre avuto a cuore il tema degli alunni disabili e del loro successo formativo, non ultima la campagna gratuita #nonunoradimeno che il giovane sindacato ha sviluppato fin dalla sua nascita per garantire il diritto alle ore di sostegno richieste dalle certificazioni e negate dall’amministrazione centrale e periferica; così come ci siamo sempre battuti per una stabilizzazione degli organici di sostegno attraverso la trasformazione dell’organico di fatto in cattedre in organico di diritto“.

 

Abbiamo ricordato al tavolo le questioni critiche da affrontare assieme – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF – aumenta costantemente il numero ufficiale di studenti con disabilità che frequentano le scuole italiane, mentre tra gli insegnanti di sostegno si contano sempre pochi specializzati: ben il 37% non ha una formazione specifica. Il problema non è nella quantità, ma nel numero di insegnanti specializzati che risulta ancora insufficiente; la richiesta di queste figure aumenta di anno in anno più velocemente di quanto non cresca l’offerta. E la didattica a distanza ha reso queste problematiche ancora più evidenti. Tra le carenze c’è anche quella degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione nel Mezzogiorno, dove il rapporto alunno/assistente è di 5,5, oltre 13 in Campania e in Molise; come risulta scarsa l’accessibilità per gli alunni con disabilità motoria (solo nel 32% delle scuole) e molto critica la disponibilità di ausili per gli alunni con disabilità sensoriale (2%)”.

L’Anief lo sostiene da tempo: è indispensabile aumentare le cattedre di sostegno, cancellare le cattedre in deroga, ammettere al Tfa sostegno tutti i candidati che hanno presentato domanda oppure sono risultati idonei nelle precedenti procedure di selezione, sono già di ruolo o hanno svolto 36 mesi di servizio, scongiurando così le realtà provinciali dove i candidati ai corsi specializzanti sono meno dei posti disponibili.

È da tempo che chiediamo un incremento sostanziale delle cattedre e l’ammissione ai Tfa specializzanti dei candidati che hanno svolto 36 mesi di servizio, ma anche per tutti coloro che hanno presentato domanda – continua Marcello Pacifico – i corsi di specializzazione vanno rivisti, perché ad oggi si basano su una selezione in entrata incentrata su una cattiva distribuzione dei posti a bando rispetto alle necessità effettive e alla richiesta. Come bisogna farla finita con le cattedre in deroga, con scadenza 30 giugno, che non comportano assunzioni e trasferimenti; come diventa sempre più impellente la stabilizzazione degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, senza i quali l’opera di inclusione e integrazione scolastica non sarebbe attuabile”.

All’incontro ne faranno seguito altri secondo uno specifico calendario, in quanto è volontà dei partecipanti costituire un tavolo tecnico permanente per la redazione di una proposta concorde da sottoporre all’attenzione del Ministro per l’istruzione ed alle forze politiche parlamentari.

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