Diritto studio, M5S Camera. Nostro emendamento depotenziato da riduzione fondi

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Movimento 5 Stelle – “Questa mattina è stato approvato l’emendamento 2.16 al D.L. Cultura della deputata Silvia Chimienti che prevede di informare in modo capillare, attraverso modalità telematica, gli studenti delle scuole secondarie relativamente al diritto allo studio. Peccato che tale diritto venga garantito solo a livello telematico e teorico, dal momento che relativamente ai fondi erogati, siamo ai minimi storici”.

Movimento 5 Stelle – “Questa mattina è stato approvato l’emendamento 2.16 al D.L. Cultura della deputata Silvia Chimienti che prevede di informare in modo capillare, attraverso modalità telematica, gli studenti delle scuole secondarie relativamente al diritto allo studio. Peccato che tale diritto venga garantito solo a livello telematico e teorico, dal momento che relativamente ai fondi erogati, siamo ai minimi storici”.

Lo dichiarano i deputati in commissione Cultura, Scienze e Istruzione del MoVimento 5 Stelle.

 

“L’emendamento della deputata del M5S Chimenti – spiegano – prevede, entro il mese di marzo, l’invio telematico agli studenti, anche mediante il portale del Miur che verrà istituito con il D.L. Istruzione, di un opuscolo informativo contenente tutte le indicazioni relative alle borse di studio: disponibilità, criteri e modalità per accedervi oltre a tutte le comunicazioni istituzionali. Al momento attuale, infatti, gli studenti delle scuole secondarie non vengono adeguatamente informati sulla possibilità di ricevere borse di studio”.

Il nodo di fondo, però, è che in sede di commissione non è stato approvato un singolo emendamento che preveda l’aumento dei fondi destinati al diritto allo studio, come noi abbiamo più volte richiesto. I 112 milioni previsti nel D.L. istruzione rappresentano una cifra inferiore anche rispetto agli scarsi fondi stanziati dalla Gelmini e durante il Governo Monti. In questo modo – precisano – uno studente che abbia già ottenuto la borsa quest’anno e mantenga gli stessi requisiti, l’anno prossimo anno potrebbe non riceverla più.

A questo va aggiunto – proseguono – il fatto che oggi è stato bocciato l’emendamento presentato dal deputato del M5S Gianluca Vacca attraverso il quale si chiedeva l’eliminazione della norma contenuta nella spending review del Governo Monti che prevede la possibilità per gli atenei, in futuro, di alzare le tasse universitarie.

Continuare a chiamare questo fondo sempre più falcidiato ‘diritto allo studio’ – concludono – sta diventando davvero irriverente rispetto alla realtà dei fatti, mentre in questi giorni gli studenti manifestano proprio per quello che è, o dovrebbe essere, un loro sacrosanto diritto”.

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