Diritto allo studio: in Italia solo il 14% degli studenti percepisce una borsa di studio. Media europea è del 30%

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L’effettivo esercizio del diritto allo studio e l’accesso ai “gradi più alti degli studi” (art. 34 Cost.) è spesso ostacolato, in Italia, dai costi che le famiglie devono sostenere, non riuscendo, di fatto, a valorizzare le capacità e i meriti degli studenti.

La disponibilità di risorse finanziare è, infatti, un fattore determinante nell’accesso all’istruzione superiore e universitaria: in Italia, soltanto il 20% della popolazione tra i 25 e i 64 anni è in possesso di una laurea e soltanto il 62,7% è in possesso di un diploma (in Europa, la media è, rispettivamente del 33,4% e del 79,3% – dati Istat 2021). Il report sui livelli di istruzione dell’Istat segnala anche un forte divario territoriale nei livelli di istruzione:

  • al Sud il 38,5% degli adulti ha il diploma di scuola secondaria superiore e soltanto il 16,2% ha conseguito una laurea;
  • al Centro-Nord circa il 45% è diplomato e oltre il 20% è laureato (21,3% al Nord e 24,2% al Centro).

Rimangono sempre lontani gli obiettivi della Strategia Europa2020 tra i quali l’innalzamento della quota di 30-34enni in possesso di una laurea. In Italia, per il secondo anno consecutivo, il dato si è stabilizzato al 27,8%: un gap molto netto rispetto alla media europea che si attesta al 41% e con gli altri grandi Paesi dell’UE (in Francia si arriva al 48,8%, in Spagna al 44,8% e in Germania al 36,3%).

Tasse e costi universitari elevati, aiuti spesso inefficaci

La rete Eurydice, nel suo report “National Student Fee and Support Systems in European Higher Education – 2020/21”, ha analizzato e confrontato i dati di 38 Paesi europei, inclusi i 27 Stati membri dell’UE. Emerge come la formazione universitaria pubblica in Italia abbia dei costi molto elevati (1.628 euro ogni anno di tasse, con le dovute differenze in base ai corsi di studio e all’ISEE familiare), superiori alla media europea. Sono escluse dal conteggio le spese, ad esempio, per gli affitti, i pasti e i trasporti. Esistono le borse di studio, ma raramente sono strumenti efficaci: soltanto il 14% circa degli studenti percepisce borse di studio e l’Italia si riconferma tra i Paesi che erogano meno borse di studio negli ultimi anni (tra il 2018 e il 2021, circa 7mila studenti non hanno beneficiato dei sostegni economici pur risultando idonei).

In Europa la situazione è diversa sia in termini di modalità di erogazione degli aiuti statali (borse di studio e prestiti scolastici), sia in termini di percentuali di borse di studio erogate (in media circa il 30%, con le eccezioni, ad esempio, di Malta il 95%, Danimarca il 92% e Svezia l’88%). Esistono, inoltre, programmi statali di sostegno alle famiglie per abbassare o azzerare i costi collaterali (affitti, trasporti, pasti). In Francia, ad esempio, la CAF (Caisse d’Allocation Familiale) è un organismo pubblico che permette di contenere i costi di affitto di una casa (si rivolge sia agli studenti – francesi e stranieri – sia a famiglie numerose, persone anziane o con disabilità).

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