Diritto allo sciopero, Giordano (Anief): scandaloso inserire i docenti nel contingente minimo [INTERVISTA]

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Lo scorso 29 settembre si è tenuto un incontro tra Aran e organizzazioni sindacali in merito alla disciplina del diritto allo sciopero del comparto istruzione e ricerca. A Orizzonte Scuola spiega i punti principali del tavolo Marco Giordano, segretario generale Anief.

L’incontro è stato interlocutorio. E’ stata fatta la summa di ciò che fino ad oggi è emerso, ovvero la volontà da parte della commissione di garanzia di apportare delle modifiche, sulle quali l’Anief – sottolinea Giordano – è in assoluto disaccordo“.

Quali sono le modifiche richieste dalla commissione?

Da una parte una sorta di franchigia temporale che impedisca la proclamazione dello sciopero nei cinque giorni immediatamente successivi alla ripresa delle lezioni e cinque giorni prima e dopo la ripresa  dalle vacanze. Questo si posa su una base che già di per sé è contestabile, cioè che lo sciopero sia un’arma per vacanzieri. Non è così. Lo sciopero serve per le rivendicazioni dei lavoratori stessi, non è assolutamente una scusa per fare vacanza. Tra l’altro sarebbe controproducente perché lo sciopero, ricordo, non è retribuito.

C’è poi la questione della piattaforma informatica in cui inserire i dati delle adesioni degli scioperi.

Da settembre il ministero ha inaugurato una piattaforma che consente di rilevare tutta l’adesione agli scioperi. Si è passati a un sistema telematico di rilevazione degli scioperi. Da quello che ci viene detto dall’Aran, la commissione garanzia insiste sul fatto che bisogna prevedere un’innovazione delle informazioni che la scuola deve fornire alle famiglie, in occasione di ogni sciopero, introducendo dei dati in più, per esempio il numero di voti raccolti da quelle organizzazioni sindacali proclamanti lo sciopero all’ultima tornata e i dati di adesione agli scioperi di quell’anno e dell’anno precedente. La commissione di garanzia intende dare alle famiglie la sensazione dell’effettiva possibilità che docenti e personale Ata aderiscano a quell’azione di sciopero. Noi invece riteniamo che si rischia di fornire alle famiglie dei dati fuorvianti. Può succedere che organizza uno sciopero una sigla sindacale che ha un peso alle elezioni Rsu, o un’adesione a scioperi dell’anno prima, bassa e che invece nel nuovo sciopero raccoglie le adesioni in modo molto più massiccio. Al contrario, può accadere che organizzano uno sciopero le cinque sigle sindacali confederali e non ci siano adesioni. Ripenso allo scorso 8 giugno, l’adesione fu risibile. Se le famiglie avessero dovuto basarsi sulle informazioni che ho detto prima, probabilmente avrebbero creduto a un’adesione totale.

Qual è la posizione di Anief riguardo la precettazione dei docenti

Questa è sicuramente la parte più scandalosa. La commissione di garanzia preme perché si inserisca il personale docente nel contingente minimo, così ci viene detto dall’Aran. Questo verrebbe fatto per garantire il diritto allo studio: troppe azioni di sciopero potrebbero causare una perdita di ore di lezione per gli studenti. Anief a questo punto si chiede: se la rilevazione di questi dati è cominciata a settembre e non ci è stato fornito ancora nessun dato, perché dobbiamo discutere della precettazione dei docenti?
Anief vuole le evidenze numeriche di questo rischio paventato, non deve essere teorico. La vera domanda è: il diritto all’istruzione dei nostri studenti è messo in discussione dagli scioperi della scuola? Non ci risulta.

Prossimo incontro?

Ancora non si sa quando sarà. L’Aran riporterà alla commissione ciò che è emerso dal tavolo: non c’è un accordo, le altre sigle hanno riportato una certa disponibilità sulla questione della franchigia e sull’informazione delle famiglie. Anief mette invece in dubbio tutti e tre i punti.

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