Diritto allo sciopero, Anief: trattative per la revisione delle norme per l’attuazione del diritto allo sciopero rinviate a settembre

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Comunicato Anief – Si è svolto oggi l’incontro con i sindacati rappresentativi per revisionare le norme che attuano la legge 146/90 sullo sciopero.

L’Aran ha comunicato che presenterà un nuovo testo dell’accordo e ha rinviato a settembre la prossima riunione. Marcello Pacifico (Anief): “Attendiamo nuovo testo, ma le criticità già rilevate dal nostro sindacato restano ferme e confermiamo la nostra posizione”.

I segretari generali Anief Andrea Dario Messina e Chiara Cozzetto erano presenti all’incontro in videoconferenza e anche in questo incontro i rappresentanti del giovane sindacato hanno ribadito l’irricevibilità di alcuni punti della proposta Aran, reiterati nel tempo e mai modificati. “Ancora una volta – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – la nostra delegazione ha chiarito che il permanere della figura del docente nel contingente minimo per garantire la sola vigilanza agli alunni durante il tempo scuola e l’impossibilità di indire scioperi a ridosso della sospensione delle attività didattiche nei periodi pasquali, natalizi e di inizio anno scolastico sono proposte di modifica per noi irricevibili e immotivate. Nel corso dei vari incontri sono state tante le nostre segnalazioni e le abbiamo ribadite ancora una volta”.

Tutto rinviato a settembre, dunque, ma i punti per cui è davvero difficile che si possa giungere a un accordo sembrano troppi. Anche la proposta di decentralizzare, a livello di singola istituzione scolastica, l’individuazione del contingente minimo attraverso un protocollo di intesa tra il Dirigente Scolastico e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali rappresentative e che non include la presenza Rsu al tavolo, resta inspiegabile per il sindacato Anief. “Aspettiamo di vedere il nuovo testo, ma ovviamente la nostra posizione non varierà rispetto a questioni per noi fondamentali: il diritto allo sciopero è diritto individuale del lavoratore e non possiamo permettere che questo venga compresso sic et sipliciter”.

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