La Dirigenza Scolastica nella XVII legislatura in 10 punti

Di Lalla
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red – La DIR-PRESIDI-SCUOLA, organizzazione professionale e sindacale dei dirigenti scolastici, ha elaborato un documento politico nel quale sono stati elencati i problemi della categoria che sono, peraltro, quelli della scuola italiana.

red – La DIR-PRESIDI-SCUOLA, organizzazione professionale e sindacale dei dirigenti scolastici, ha elaborato un documento politico nel quale sono stati elencati i problemi della categoria che sono, peraltro, quelli della scuola italiana.

Questi i punti in cui si esplicita l’appello:

  • Intervenire efficacemente sulle criticità strutturali in materia di sicurezza . Occorre una più equilibrata revisione di spesa e l’utilizzo di fondi ricavati dalla lotta alla mafia e all’evasione fiscale (più soldi alle scuole).
  • Rivedere i commi 4 e 5 dell’art. 19 della L. 111/2011, nel rispetto della sentenza n.147 di giugno 2012 che ne ha dichiarato l’incostituzionalità, ridimensionando i parametri numerici elevati, adeguandoli alle caratteristiche socio-economiche e culturali delle aree geografiche. E’ impensabile che un dirigente possa assicurare anche la qualità dell’offerta formativa e del successo scolastico e formativo se deve gestire istituzioni con oltre mille alunni suddivisi in sedi e plessi anche distanti decine di chilometri.
  • Riconoscere e valorizzare lo status economico e sociale della dirigenza scolastica. Occorre promuovere una urgente revisione giuridico-normativa che sani al più presto le sperequazioni sofferte ed esplicitate in premessa. I dirigenti scolastici, soggetti qualificati della P.A., meritano dallo Stato lo stesso trattamento, se non superiore, di quello riservato agli altri dirigenti di pari fascia; eliminando ancor prima la sperequazione interna riconoscendo la R.I.A. a tutti i dirigenti scolastici.
  • Prevedere, come per tutti gli altri dirigenti della pubblica amministrazione, dopo la selezione concorsuale, la frequenza della Scuola Superiore per la P.A. anche per i dirigenti scolastici. Il semplice superamento delle prove concorsuali non assicura il possesso delle necessarie competenze che vengono oggi richieste al dirigente scolastico il quale può accedere alle procedure concorsuali con il possesso di una qualsiasi laurea. La frequenza della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione servirà sicuramente allo scopo.
  • Istituire la vice-dirigenza, il c.d. middle management. Anche questa è una delle tante anomalie riservate alla scuola. In tutti gli altri settori del pubblico impiego è prevista la figura della vice dirigenza o di figure intermedie. Nella scuola, a causa anche della impossibilità di delegare funzioni superiori anche ai collaboratori del dirigente, così come ribadito dalla L. 135/2012, la c.d. spending rewiev, vengono a determinarsi vere e proprie situazioni di vuoti di potere non avendo previsto il legislatore alcuna forma di sostituzione del dirigente se non per assenze superiori a due mesi.
  • Stabilizzare la coda dei presidi incaricati . Detto personale, dopo la soppressione dell’istituto dell’incarico di presidenza, da oltre un decennio serve lo Stato senza alcun demerito. Trattasi di poche decine di “servitori dello Stato” che hanno diritto allo stesso trattamento riservato a migliaia di altri presidi incaricati, che , con apposito concorso riservato, sono stati assunti nel ruolo della dirigenza anche con un solo anno di servizio da incaricato.
  • Eliminare il precariato dei docenti. Non vi è alcuna ragione, se non legata a logiche di sfruttamento e di dipendenza, per ricorrere annualmente a decine di migliaia di contratti annuali su posti vacanti. Tale situazione, oltre che danneggiare i diretti interessati, ha conseguenze negative sull’avvio dell’anno scolastico, che i dirigenti non riescono a garantire in modo regolare, e che pregiudica notevolmente la tanto conclamata, anche nelle recenti indicazioni nazionali, continuità.
  • Legare la soluzione del personale al reale possesso delle competenze atteso che ai titoli di studio, spesso acquisiti “sul libero mercato”, non corrispondono le competenze richieste dalla funzione e/o mansione da svolgere .  Soltanto nella P.A. si continua ad assumere personale senza alcuna verifica delle competenze.
  • Prevedere forme  di coinvolgimento del dirigente nell’assunzione del personale. Il dirigente non può assicurare l’efficienza e l’efficacia del servizio se non ha alcun potere di selezione del personale.
  • Prevedere un valido sistema di valutazione interna ed esterna che valorizzi e premi il merito aumentando anche il potere disciplinare del dirigente . Non è più tollerabile che soggetti a cui è affidato “ lo sviluppo armonico e integrale della persona, all’interno della Costituzione italiana e della tradizione culturale europea” non debbano rispondere di risultati della loro funzione. Parimenti non tollerabile è che, soggetti terzi, debbano e possano intervenire a livello disciplinare. La competenza in materia deve essere riservata esclusivamente al dirigente prevedendo adeguati provvedimenti sanzionatori nei confronti di quanti dovessero abusare di tale potere.

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