Dirigenti Scolastici: vademecum per stilare la relazione di richiesta di Accertamento Medico d’Ufficio e a Richiesta del lavoratore (AMU e AMR)

di Vittorio Lodolo D'Oria
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Tra le più importanti incombenze medico legali dei dirigenti scolastici (DS) rientra la stesura della relazione ex-art.15 del DPR 461/2001 per il Collegio Medico di Verifica (CMV) in seguito alla richiesta di accertamento medico effettuato dal datore di lavoro (AMU) o dal lavoratore stesso (AMR).

Non essendo effettuata nessuna formazione istituzionale dal MIUR in proposito, questo articolo intende fornire a tutti i DS (soprattutto a quelli di nuova nomina) alcuni suggerimenti per evitare problemi e denunce di mobbing e ribadirne la natura a esclusiva tutela del lavoratore del provvedimento.

  1. AMU e AMR sono strumenti a esclusiva tutela della salute del lavoratore. Semmai esistesse un DS che intenda utilizzare l’AMU a danno del lavoratore (ho incontrato rarissimi casi in 30 anni di attività), sappia che sta sbagliando due volte.
  2. Nella relazione è sempre importante indicare che l’AM è richiesto a tutela della salute del lavoratore nonché a protezione dell’incolumità dell’utenza.
  3. La relazione deve essere sintetica (max una pagina), organizzata per punti ed efficace. Si deve evitare il rischio che la CMV non la legga per intero, magari saltando i passaggi più delicati ed eloquenti. Molto importante segnalare se il comportamento professionale nei precedenti anni e destinazioni presentava episodi particolari.
  4. Ogni episodio citato nell’AMU deve essere documentato con testimonianze e allegati a riprova del fatto che si tratta di circostanze realmente accadute. L’elenco degli allegati deve essere puntualmente riportato in appendice alla relazione.
  5. Una volta espletata la pratica, cioè a giudizio medico-legale concluso e comunicato all’interessato, il lavoratore può richiedere copia della relazione per l’accesso agli atti.
  6. Proprio in virtù del punto precedente diviene fondamentale il rispetto del punto 4, così come diviene indispensabile astenersi dal formulare diagnosi o ipotesi diagnostiche che non competono al preside, quindi dall’esprimere pareri o giudizi e riportare fatti non documentati.
  7. Spesso i DS sono restii a ricorrere all’AMU per paura di subire denunce per mobbing, nonostante siano esplicitamente menzionati dalla legge i casi in cui è obbligatorio ricorrere alla CMV (art. 3 DPR 171/11). Si veda sotto, a titolo d’esempio, come gestire un caso complesso.
  8. La legge di cui al precedente punto impedisce inopinatamente di chiedere l’AM per i lavoratori che non hanno superato il periodo di prova. Trattasi di un provvedimento palesemente incostituzionale poiché discrimina le tutele tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato. Consiglio pertanto, quando occorre, di forzare la norma e richiedere l’AM anche nel caso che il lavoratore in questione non avesse superato il periodo di prova. Il DS non ha altro modo per risolvere i problemi medico-sanitari dei suoi sottoposti (ATA inclusi).
  9. L’AMU si rende particolarmente necessario nei casi più difficili quali i disturbi psicotici e di personalità che rappresentano l’8% delle diagnosi psichiatriche alla base delle inidoneità all’insegnamento. In questi pazienti è assai frequente il delirio persecutorio che si accompagna ad aggressività nei confronti dei colleghi più stretti e soprattutto dell’autorità diretta (DS). Non sono perciò infrequenti le denunce per mobbing nei confronti del dirigente che potrà difendersi facilmente solo se avrà osservato scrupolosamente i punti 4 e 6.
  10. Infine il trattamento dei dati ipersensibili, quali quelli riguardanti la salute del lavoratore, deve essere eseguito con grande scrupolo nel rispetto della privacy. Mi è capitato di assistere, per ben tre volte, altrettanti docenti che si erano visti aprire sotto gli occhi dal DS la “busta chiusa e siglata” indirizzata alla CMV. Basti sapere che questo è un reato che prevede multa e carcere.

Segue un caso delicato (adeguatamente modificato per renderlo irriconoscibile) per il quale è stata stilata una relazione osservando le avvertenze sopra riportate.

Oggetto: Relazione del Dirigente Scolastico sull’insegnante della Scuola dell’Infanzia di anni 44, in servizio presso questa Istituzione Scolastica.

L’insegnante svolge attività di insegnamento nella scuola dell’infanzia presso questa istituzione scolastica a far data dall’ 1.09.2017. Pur vantando un servizio di ruolo dal 01.09.2008, la docente mostra difficoltà e problematiche nella gestione degli alunni a lei affidati e nel comportamento personale non pienamente rispondente ai doveri d’ufficio.

Sono di seguito rappresentati sinteticamente comportamenti e atteggiamenti che hanno indotto lo scrivente a richiedere l’accertamento medico d’ufficio a tutela della salute dell’insegnante e dell’incolumità della piccola utenza: l’insegnante…

  • arriva a scuola in ritardo assai frequentemente (testimonianze plurime di colleghe di classe e di padiglione);
  • si reca nei bagni di sovente (anche più volte al giorno) e vi si trattiene a lungo (testimonianze come sopra);
  • si allontana spesso dalla classe con un voluminoso zaino;
  • richiamata più volte al rispetto dei doveri d’ufficio dalle docenti di classe, dalla vicaria e dallo scrivente, tra cui quello di non introdurre materiali non attinenti alle attività didattiche nella scuola nel succitato zaino, la docente dichiara di portare con sé solo effetti personali;
  • in più occasioni si è reso necessario chiamare il servizio del 118: una prima volta quando si è osservata una fuoriuscita di sangue dal braccio della maestra (intervento medico peraltro rifiutato dalla docente) e una seconda volta quando, chiusasi nel bagno, l’insegnante vi è rimasta così a lungo da far temere un grave malore. Anche in quest’ultimo caso la docente ha rifiutato qualsiasi tipo di assistenza;
  • nel corso del corrente anno scolastico, la docente ha manifestato notevoli difficoltà a gestire i disturbi cognitivi e/o della sfera affettivo-relazionale degli alunni a lei affidati;
  • spesso permane nelle classi completamente assorta nei suoi pensieri mentre consulta il suo cellulare non operando alcuna vigilanza sui minori a lei affidati che vedono così esposta al pericolo la loro incolumità;
  • nell’ultimo periodo dell’anno scolastico, il comportamento della docente è divenuto sempre più ansioso e concitato ricorrendo a un eloquio spesso incomprensibile;
  • parimenti trascurato è divenuto anche l’abbigliamento fino ad assumere un aspetto trascurato e poco consono all’ambiente scolastico;
  • nei numerosi colloqui personali con lo scrivente e con la vicaria, condotti sempre in maniera pacata e serena, aveva un atteggiamento disorientato con tendenza a ripetere ossessivamente la stessa domanda;
  • in relazione alla “storia professionale” della docente, si segnala che la stessa è stata più volte oggetto di osservazioni, ispezioni e richieste di visite medico-collegiali alle quali, peraltro, non si è mai presentata producendo certificato medico.

Alla luce degli episodi esposti, che si sono decisamente acuiti rispetto a quanto segnalato dal dirigente della scuola di provenienza, si ritiene indispensabile un accertamento medico d’ufficio a tutela della salute della docente e dell’incolumità della piccola utenza.

Il dirigente.

www.facebook.com/vittoriolodolo

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