Dirigenti scolastici, uno su tre ha più di 60 anni. Anief: neanche il prossimo concorso ringiovanirà la categoria, Miur continua ad escludere i laureati precari

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Anief – Ancora quarantott’ore e sulla prima fase del concorso allestito per selezionare 2.425 nuovi dirigenti scolastici si potrà dichiarare la parola fine: a ridosso di Natale, le domande pervenute erano circa 25mila ma in questi ultimi giorni la quota dovrebbe velocemente salire, fino a superare le 35mila candidature.

 Per presentare la propria candidatura al Ministero dell’Istruzione, tramite il sistema telematico Istanze on line, c’è tempo fino alle ore 14.00 di dopodomani, venerdì 29 dicembre.

La selezione comporta diverse novità, tutte introdotte dalla Legge 107 del 2015. La prima riguarda i bandi: è vero che continueranno ad essere regionali, ma nel caso in cui i posti vacanti dovessero finire “coloro che risulteranno vincitori – sottolinea La Repubblica – dovranno scegliere una sede su tutto il territorio nazionale e non più nella regione prescelta”. Inoltre, “la selezione dei 35mila ed oltre partecipanti sarà severissima: cinque prove, un corso di formazione e un tirocinio. Si parte con un quizzone di 100 domande, pescate a sorte da una banca dati di 4mila quesiti, a risposta multipla da svolgere al computer in 100 minuti. È questo, con tutta probabilità, l’ostacolo più difficile da sormontare. Perché verranno ammessi alla prova scritta in 8.700”.

Tra le nuove figurano anche quella sulla formazione degli idonei, per lungo tempo affidata ad un organismo ad hoc della Pubblica Amministrazione, ma che d’ora in poi diventa totalmente in carico al Miur. Tra gli obiettivi che lo stesso Ministero si è prefissato ci sarebbe poi quello sull’esigenza di ringiovanire la categoria, “considerato che il 31,6 per cento dei dirigenti in servizio ha più di 60 anni con un’età media che si aggira attorno ai 55,6 anni”.

Ma come si fa a ridurre l’età media dei capi d’istituto se lo stesso dicastero dell’Istruzione si ostina a lasciare fuori dal concorso a preside tutti i laureati con cinque anni di servizio non ancora assunti o appena immessi in ruolo? È quello che continuiamo a chiedere da mesi, da quando il Miur ha manifestato l’intenzione di includere nel computo dei cinque anni minimi di servizio anche quello svolto da precari, salvo continuare a tenere la porta chiusa ai precari e a chi non ha ancora superato l’anno di prova.

Oltre ai laureati che hanno svolto cinque anni di servizio ma non ancora assunti a tempo indeterminato e i neo-immessi in ruolo o coloro che per vari motivi non hanno ancora svolto l’anno di prova, ai docenti di ruolo con cinque anni di servizio computando il Dottorato di Ricerca, tra gli esclusi dal Miur figurano pure i vicari dei presidi che hanno svolto per almeno tre anni (negli ultimi otto) la funzione di reggente. Per tutti costoro, l’Anief ha attivato un apposito ricorso al Tar del Lazio, finalizzato ad ottenere l’ammissione alla selezione nazionale in deroga ai requisiti d’accesso previsti dal bando di concorso per dirigenti scolastici, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90.

“L’amministrazione – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – non ha voluto prendere totalmente atto della sentenza del Consiglio di Stato, ottenuta dall’Anief, che ha cassato centinaia di esclusioni illegittime analoghe attuate dallo stesso Miur in occasione dell’ultimo concorso a preside del 2011. Perché ha introdotto la valenza del servizio svolto come supplenti, proprio per non incorrere ancora una volta nella discriminazione dei docenti precari rispetto ai colleghi di ruolo. Ha dimenticato, però, di aprire in modo totale a chi svolge questo lavoro da almeno cinque anni, continuando a rendere imprescindibile l’aver sottoscritto un contratto a tempo indeterminato”.

“Lo stesso eccesso di requisiti – continua Pacifico – è stato attuato nei confronti di chi ha svolto periodi di dottorato e nei confronti dei vicari dei presidi, confermati su più anni, per i quali non è stata prevista alcuna corsia preferenziale, a dispetto della lunga formazione sul campo già svolta. Per noi e per i nostri legali si tratta di esclusioni prive di logica e non in sintonia con le disposizioni dell’Unione europea in fatto di selezioni del personale che aspira a ricoprire un ruolo a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione”, conclude il presidente Anief.

Per questi motivi, il sindacato intende permettere ai precari e alle altre categorie escluse di partecipare al concorso, fornendo loro un apposito modello cartaceo di partecipazione al concorso DS riservato ai ricorrenti, proprio per consentire a precari e neo immessi in ruolo di partecipare nuovamente, oltre ad avviare la procedura di adesione allo specifico ricorso predisposto dallo stesso sindacato autonomo.

Coloro che aderiscono ai ricorsi per la partecipazione al concorso a preside potranno anche avvalersi della speciale convenzione Anief con Eurosofia e partecipare al “Corso di aggiornamento professionale e preparazione al Concorso per Dirigente Scolastico” usufruendo dello sconto Eurosofia dedicato ai ricorrenti Anief: le lezioni, tenute da dirigenti scolastici altamente qualificati, consentiranno di acquisire nozioni, competenze ed abilità gestionali, di problem-solving, strutturali e di leadership per orientare nel modo più adeguato i candidati e agevolarli nel superamento della prova preselettiva in linea con lo schema di regolamento emanato dal Miur. Per maggiori informazioni sulle sedi, scrivere una e-mail all’indirizzo [email protected]

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