Dirigenti scolastici, Udir: risorse insufficienti per aumento stipendi. Anche gli altri sindacati se ne sono resi conto

di redazione
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comunicato Udir – Udir, giovane sindacato che lotta per i diritti dei dirigenti scolastici e che in un anno dalla sua fondazione si è avvicinata alla soglia della rappresentatività, nonostante i timori di alcuni sindacati rappresentativi, nell’anno in cui si è dimesso parte del direttivo di Dirigentiscuola ed è stato cambiato il vertice dell’Anp, conferma l’impegno a portare avanti il ricorso per la perequazione esterna nei tribunali e nei tavoli confederali grazie all’adesione a Confedir, rappresentativa dell’area dirigenziale.

Il sindacato aveva presentato anche degli emendamenti alla Legge di Stabilità per poter ottenere il riconoscimento della perequazione esterna fin dal 2015 e per intero, oltre al ripristino e all’incremento del Fondo Unico Nazionale: solo per la riduzione di quest’ultimo di un terzo ogni preside oggi ha perso in media 5mila euro. L’operazione aveva come fine il recupero del disavanzo rispetto agli altri dirigenti pubblici, attualmente di oltre 38mila euro annui. Invece, la perequazione totale della parte fissa della retribuzione di risultato avverrà solo nel 2020, per un totale di 12mila euro lordi in più: il mancato riconoscimento del quinquennio comporta quindi la perdita di 42mila euro.

La mancata retribuzione di posizione parte fissa non assegnata per il periodo tra il 2015 e il 2019 è pari a 42.159 euro. La somma da assegnare in media ad ogni capo d’istituto è presto fatta: 3.935 euro per il 2015, più 11.899 euro per l’anno successivo, 11.899 euro per il 2017, poi 7.642 euro per il 2018, altri 6.770 per il 2019 e infine 14 euro per il 2020. Sull’eventuale copertura finanziaria straordinaria, come indicato nella relazione tecnica alla manovra, nel caso di un maggior numero di dirigenti scolastici in servizio, scatterebbe poi la disponibilità di ulteriori 35 milioni di euro di cui all’art. 1, comma 86 della Legge 107/2015.

Ma ovviamente non finisce qui: in quest’ultimo periodo molti dirigenti scolastici si sono visti sottrarre importanti cifre, poiché nelle loro regioni, a seguito della firma dei Contratti integrativi, le Ragionerie territoriali dello Stato hanno operato grosse trattenute sulle somme in più percepite, per il recupero delle quali abbiamo messo a disposizione un modello di diffida.

“Già da questo contratto deve avvenire la parità di trattamento tra dirigenti scolastici e dirigenti dell’area Miur – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir – e non certo progressivamente. Nel 2015, i dirigenti di Università e Ricerca annualmente guadagnavano 96.216,56 euro, a fronte dei 57.893,28 euro medi dei dirigenti scolastici: la perequazione da colmare è pertanto superiore ai 12mila euro annunciati, pari a 38.323,28 euro annui, ovvero 2.947,94 al mese. Come si fa a dire che basteranno poche centinaia di euro al mese per avvicinarsi a quelle cifre? Questi non sono i parametri da utilizzare con chi, a fronte di immani responsabilità, rimane a capo delle nostre scuole, nonostante i pericoli a cui viene esposta la sua persona, a partire dai problemi della sicurezza degli istituti scolastici, metà dei quali costruiti prima del 1971.

Dinanzi a tali problematiche, rilevate ora anche da altri sindacati di categoria a seguito delle risorse insufficienti emesse dalla Legge di Bilancio 2018, risulta indispensabile rivolgersi al giudice per rivendicare quanto dovuto e i suoi interessi. A tal fine, è possibile inviare già da ora una diffida, anche in attesa della firma del contratto.

Tabella UDIR sugli aumenti derivanti dalla parziale perequazione esterna

05 gennaio 2018

Ufficio Stampa Anief

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