Dirigenti Scolastici UDIR oggi in sciopero. Pacifico “Scuole sicure per tutti, stipendio adeguato per i Presidi”

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Oggi il giovane sindacato Udir ha proclamato una giornata di sciopero per rivendicare i disagi della categoria, che vanno dalla situazione stipendiale di stagno alle enormi responsabilità, anche penali, derivanti delle nuove norme sulla sicurezza, sino ai carichi di lavoro ormai divenuti insopportabili con un numero sempre più alto di studenti e lavoratori da gestire.

Ne parliamo con Marcello Pacifico, segretario organizzativo della Confedir (cui Udir aderisce).

Troppi carichi di lavoro, responsabilità aumentate, nuove norme di sicurezza, numero di studenti e lavoratori sempre più alto da gestire. L’elenco potrebbe continuare, ma questi sono alcuni dei punti che i Dirigenti Scolastici dell’UDIR oggi in sciopero vogliono porre all’attenzione del Ministero e del Governo, affinché la loro professionalità venga riconosciuta anche dal punto di vista economico. Quali sono le richieste avanzate?

M.P. Se lo stipendio tabellare e’ uguale per tutta la dirigenza pubblica non si comprende perché la retribuzione di posizione e di risultato per la dirigenza scolastica sia finanziata la metà di quella della dirigenza di comuni e regioni. Forse ci sono meno responsabilità, meno risultati? Noi non lo crediamo, quindi a dispetto della contrattazione gestita da confederazioni che hanno più dirigenti nelle altre aree che nella scuola o di oo. Ss. che hanno tanti dirigenti della scuola ma che discriminano nei contratti in base all’anno di assunzione, UDIR chiede il raddoppio del Fun che quest’anno toglie quasi duemila euro a testa ancora, e l’estensione della Ria a tutti i presidi con aumenti medi di cinquemila euro. Se la risposta sarà negativa continueremo i ricorsi in tribunale.

A che punto sono le trattative con il Ministero e il Governo?

M.P. Speriamo saltino, un dirigente se dovesse prendere solo aumenti legati al costo dell’inflazione dovrebbe prendere a settembre 2015, 830 euro lordi dieci volte la cifra offerta dal MIUR. Ma se i soldi non ci sono non si firma, basta ricorrere nei tribunali e chiedere di sbloccare l’indicizzazione dell’inflazione aumentando lo stipendio mensile di 300 euro nette in attesa della firma del contratto. Basta inviare una semplice diffida e aspettare il responso della Consulta per interrompere la prescrizione.

Sicurezza. Cosa possono fare i Dirigenti Scolastici per tutelare l’incolumità di studenti, docenti e Ata, nonché dei Dirigenti Scolastici, che qualcuno vorrebbe punire per colpe non loro?

M.P. Devono avere i poteri di spesa oppure deve cambiare il testo unico sulla sicurezza (dlgs 81/08), con un capo specifico dedicato alla scuola. Non sono loro i proprietari degli immobili. Lo sapete che non esiste scuola a norma e allora perché un preside dovrebbe rischiare cento capi d’imputazione, se continua così chiederemo loro di segnalare alle autorità la necessità di chiudere tutte le scuole. Riceviamo tante richieste di consulenze che sono evase dai nostri esperti ma non si può rischiare la galera o il portafoglio per colpe altrui.

Nel 2017/18 2mila scuola saranno ancora in reggenza, a causa del ritardo nell’espletamento del concorso per Dirigenti Scolastici. Quanto inciderà questa situazione sul lavoro degli attuali Dirigenti Scolastici, alcuni dei quali si trovano a gestire 6-7 plessi in contemporanea?

M.P. Chi ha sette plessi rischia sette volte e per cosa per trecento euro lorde in più al mese con tutte le conseguenza sulla gestione di una presidenza a distanza e con la mortificazione dei primi collaboratori, mai riconosciuti nei loro ruoli di vicedirigenti, non più pagati dal 2010 e dal 2015 pure senza esonero. Cui prodest? Non all’utenza, bisogna bandire subito il concorso è mettere gli ex vicari in condizione di lavorare bene e con i giusti riconoscimenti.

Le reggenze devono essere pagate con un tabellare in più oppure non essere date e i vicari devono percepire la metà come un tempo. La politica della reggenze nasce ‎però dalla politica di accondiscendenza che gli altri sindacati hanno avuto negli ultimi dieci anni sul taglio di una presidenza su quattro (quattromila posti) e di un plesso su cinque, spesso non in regola.

Non vogliamo scuole belle ne’ la buona scuola, vogliamo scuole sicure e una scuola giusta per tutti. Negli otto seminari svolti in quattro mesi su retribuzioni, responsabilità, rischi ovvero sulle tre erre della dirigenza, i settecento dirigenti in servizio ‎che hanno partecipato ci hanno chiesto questo. Noi continueremo con nuovi incontri all’inizio del prossimo anno scolastico.

Abbiamo il dovere di informare e di denunciare una situazione non più sostenibile. Appena diventeremo rappresentativi entro fine anno chiederemo nei tavoli di cambiare le attuale regole. Nel frattempo continueremo a chiedere giustizia nelle aule dei tribunali

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