Dirigenti scolastici, Udir: nel 2019/20 più di 500 scuole in reggenza

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Comunicato UDIR –  Il prossimo anno saranno più di 500 le istituzioni scolastiche non assegnate ai vincitori dell’ultimo concorso per ds, come denuncia Tuttoscuola, che ricorda le dichiarazioni del ministro Bussetti sul tema.

Udir chiede alla politica di intervenire: non si può per esigenze di risparmio (una reggenza costa allo Stato soltanto 3 mila euro annui) continuare a compromettere il migliore funzionamento dell’amministrazione scolastica. Se la figura del dirigente nella scuola dell’autonomia è essenziale deve essere attribuita alle scuole tanto più che con il dimensionamento un preside deve gestire in media almeno quattro plessi, spesso di indirizzo se non di ordine e grado diversi. Erano 12 mila i presidi 15 anni fa. Oggi dovrebbero essere in 8 mila ma 300 sedi non sono disponibili per i ruoli.

Un fenomeno odioso, da eliminare, che sta a galla esclusivamente per esigenze economiche, per risparmiare. Come riporta Tuttoscuola saranno tra le 520 e 530 le reggenze da assegnare. E pensare che Marco Bussetti, ministro dell’Istruzione che a breve potrebbe non esserlo più, aveva annunciato con l’ultimo concorso la fine delle reggenze. Obiettivo decisamente fallito.

NUMERI IMPIETOSI

Il sindacato Udir ha sempre tenuto alta la guardia sul carico eccessivo di responsabilità che ricade sul capo dell’istituto. Oggi, in virtù del dimensionamento, un dirigente scolastico deve gestire mediamente almeno quattro plessi, in molti casi di indirizzo, se non di ordine e grado, diversi. Quindici anni fa erano 12 mila i presidi, oggi dovrebbero essere in 8 mila, ma 300 sedi non sono disponibili per i ruoli.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE PACIFICO

Perentorio il commento del presidente nazionale di Udir, Marcello Pacifico: «Il fenomeno delle reggenze non fa che peggiorare le condizioni lavorative in cui i dirigenti scolastici devono operare e reputiamo necessario ripristinare gli organici tagliati dalla legge 133 del 2008. Vogliamo tutti i posti in organico: basta con le reggenze, ci sono i vincitori del nuovo concorso per legge. È ora di finirla con questo malcostume, risparmiare equivale a compromettere il funzionamento dell’amministrazione scolastica».

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