Dirigenti scolastici, tutte le info sulla domanda di mobilità 2021/22 e il criterio di rotazione incarichi

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Qualche anno fa l’ANAC, autorità nazionale anticorruzione, aveva dichiarato il basso livello di corruzione presente nelle scuole, di conseguenza nei più diretti interessati: i Dirigenti scolastici. Ma tra gli addetti ai lavori ha suscitato scalpore la recente nota dell’USR – Emilia Romagna, sul conferimento degli incarichi dirigenziali, contenente un criterio di rotazione secondo il quale i Presidi delle istituzioni scolastiche della medesima regione, proprio per evitare situazioni di corruzione, debbano, al termine di tre mandati triennali cadauno nella stessa scuola, essere destinatari di un nuovo incarico, quindi mutare la propria sede di servizio. I dettagli.

Assegnazione incarichi dirigenziali

Il Ministero dell’Istruzione con nota del 9 giugno 2021 fornisce indicazioni sulle operazioni di attribuzione degli incarichi dirigenziali: conferme, mutamenti, mobilità interregionale con decorrenza 01/09/2021.

L’assegnazione degli incarichi dirigenziali è effettuata nell’ordine previsto dall’articolo 11 comma 5 del C.C.N.L 2006:

a) Conferma degli incarichi ricoperti alla scadenza del contratto. Le conferme degli incarichi nelle sedi attualmente ricoperte riguardano i dirigenti scolastici i cui contratti scadono il 31 agosto 2021.
b) Assegnazione di altro incarico per ristrutturazione, riorganizzazione o sottodimensionamento dell’ufficio dirigenziale.

I dirigenti scolastici in servizio presso istituzioni scolastiche che nell’ a.s. 2021/2022 risultino sottodimensionate, parteciperanno alle operazioni di mutamento di incarico, sia nel caso di naturale scadenza del contratto al 31 agosto, sia nel caso in cui il contratto non sia in scadenza.

c) Conferimento di nuovo incarico alla scadenza del contratto e assegnazione degli incarichi ai dirigenti scolastici che rientrano, ai sensi delle disposizioni vigenti, dal collocamento fuori ruolo, comando o utilizzazione, ivi compresi gli incarichi sindacali e quelli all’estero.

d) Mutamento d’incarico in pendenza di contratto individuale.

e) Mutamento d’incarico in casi eccezionali.

f) Mobilità interregionale

Domanda mobilità

La domanda per la richiesta di mobilità deve essere presentata entro il 21 giugno 2021 all’Ufficio Scolastico Regionale di appartenenza. Entro la stessa data le domande di mobilità interregionale.

Entro il 5 luglio 2021 gli Usr di appartenenza inviano tutte le domande per le quali è rilasciato l’assenso, agli Uffici Scolastici Regionali di destinazione.

Per ciò che riguarda poi l’attivazione della procedura di immissione in ruolo interregionale gli Usr comunicano al MI all’indirizzo e-mail [email protected], l’eventuale assenso all’attivazione della procedura entro il 21 giugno 2021 nonché, in caso di assenso, a comunicare entro il 20 luglio 2021 il numero dei posti di dirigente scolastico vacanti e disponibili, residuati a seguito delle operazioni di mobilità.

A livello nazionale non c’è la rotazione obbligatoria [cambio sede servizio/scuola] dei dirigenti scolastici al termine di più mandati

Il Dott. Filippo Serra, direttore generale del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, ha illustrato le modifiche apportate dall’Amministrazione al testo della nota, presentata durante l’incontro/confronto tra MIUR e organizzazioni sindacali, del 3 giugno scorso:

  • è stato eliminato dai criteri – adottati a livello nazionale – il riferimento alla rotazione degli incarichi dirigenziali alla luce dell’Allegato 2 al Piano nazionale anticorruzione 2019-2021 per quanto riguarda la conferma degli incarichi ricoperti alla scadenza del contratto

Il caso USR Emilia-Romagna che invece applica il principio di rotazione

“Nell’incontro avuto qualche tempo fa con il Capo di Dipartimento Dott. Versari circa le problematiche della dirigenza scolastica, era stata condivisa la necessità di intervenire sulla frammentazione dei comportamenti registrati nei diversi USR e di rafforzare un’azione di coordinamento da parte del Ministero. D’altra parte, questa esigenza era stata chiaramente espressa anche nel CCNL 2018, che in larga misura risulta ancora non applicato. La posizione espressa dal Capo di Dipartimento aveva fatto ben sperare. Purtroppo però nulla è cambiato, anzi. Nonostante il CCNL 2018 all’art. 5 c. 3 lettera g) e comma 4 lettera a) preveda che il confronto sui criteri generali di conferimento degli incarichi avvenga esclusivamente a livello nazionale e nonostante in esito a tale confronto la relativa nota emanata dal Ministero abbia confermato l’eliminazione di qualsiasi riferimento alla rotazione di incarichi, la nota 12092/2021 dell’USR Emilia-Romagna introduce un ulteriore criterio“.

Queste le parole della segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi

Il criterio di rotazione dei dirigenti scolastici – USR Emilia Romagna

Ecco il criterio stabilito dall’ufficio scolastico regionale Emilia-Romagna, contenuto nella Nota dell’11 giugno 2021, con oggetto: Operazioni di attribuzione degli incarichi dirigenziali: conferme, mutamenti, mobilità interregionale con decorrenza 01/09/2021 – INDICAZIONI:

“Assegnazione di altro incarico a seguito di permanenza nell’attuale sede per una durata pari o superiore a tre incarichi. Come noto, dall’a.s. 2018/2019 questo ufficio ha introdotto il principio di rotazione ordinaria degli incarichi da applicarsi in occasione della loro naturale scadenza, con l’obiettivo di offrire stimoli, opportunità di crescita e sviluppo professionale ai singoli Dirigenti e all’intero sistema scolastico regionale.

Tale principio corrisponde anche ad un più generale principio dell’ordinamento sulla rotazione degli incarichi dopo un congruo periodo di permanenza, principio richiamato anche dalle vigenti disposizioni in materia di prevenzione e contrasto alla corruzione.
Tale principio, di carattere generale, è stato declinato nel Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza 2021-2023 per le Istituzioni scolastiche della regione Emilia-Romagna, adottato con D.M. n. 92 del 25 marzo 2021, come segue.
Si procederà all’affidamento di nuovo incarico ai Dirigenti Scolastici che hanno svolto tre o più incarichi triennali di direzione nella medesima istituzione scolastica, sempreché il Dirigente possa svolgere almeno ulteriori due incarichi triennali nella nuova sede, prima del collocamento in quiescenza d’ufficio. Ciò al fine di consentire al Dirigente scolastico di fornire il proprio apporto al nuovo contesto organizzativo affidatogli con ragionevole previsione di efficacia. A tale fine presenteranno domanda di mutamento di incarico.”

Le possibili situazioni di corruttibilità dei DS alla base del criterio di rotazione

  • Conferimento incarichi di docenza – [possibili discriminazioni e favoritismi nell’individuazione dei destinatari degli incarichi];
  • Acquisizione di beni e servizi per affidamento diretto – [possibile acquisizione dei beni e servizi non coerenti con le esigenze dell’istituzione scolastica o in violazione delle procedure di affidamento al fine di favorire un determinato operatore economico];
  • Affidamento lavori, acquisizione servizi/forniture sopra soglia, Affidamento diretto e sottosoglia comunitaria, Procedura negoziata di scelta del contraente – [possibile acquisizione dei beni e servizi non coerenti con le esigenze dell’istituzione scolastica o in violazione delle procedure di affidamento al fine di favorire un determinato operatore economico].

ANAC 2017: “Rischio basso di corruzione nelle scuole”. I sindacati non ci stanno: in Emilia Romagna hanno dati differenti?

La questione a livello nazionale si era già presentata anche nel 2019. E in quell’occasione le organizzazioni sindacali riuscirono nell’intento di arginare l’applicazione del criterio di rotazione, richiamando le linee guida dell’Anac. L’autorità nazionale anticorruzione, infatti, nel 2016, indicando le misure necessarie per la scuola, non si soffermò sulla rotazione dei presidi. Nel 2017 una successiva delibera sempre dell’Anac definì la scuola un ambito della pubblica amministrazione a basso rischio di corruzione.

Maddalena Gissi in un comunicato:

“Ci chiediamo come mai mentre l’ANAC, con delibera 241/2017, considera la particolarità delle istituzioni scolastiche anche in relazione alla complessità delle fasi di decisione ed alla presenza sempre di firma congiunta con il DSGA, indicando per le scuole un “ridotto grado di esposizione al rischio corruttivo”, l’USR Emilia Romagna qualifichi invece questo rischio addirittura medio e persino medio/alto, come si legge nell’Allegato 1 al Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza per le Istituzioni scolastiche dell’Emilia-Romagna 2021-2023. Le valutazioni saranno state certo supportate da dati oggettivi, per una stima accurata e una solida motivazione del giudizio espresso. Quali particolari condizioni ambientali avranno causato un simile innalzamento della valutazione del rischio corruttivo nelle istituzioni scolastiche in Emilia-Romagna? E perché l’USR Emilia Romagna si discosta dai risultati del confronto nazionale?

Naturalmente, qualora l’USR Emilia Romagna dovesse emanare un comunicato di risposta in tal senso, la redazione di Orizzontescuola sarà lieta di riportarlo.

Dirigenti scolastici, Gissi (Cisl Scuola): “Rotazione incarichi è un segnale preoccupante”

Incarichi dirigenti scolastici 2021/22: mobilità, mutamenti, conferme. Tutte le scadenze. NOTA

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