Dirigenti Scolastici: tutelare la salute dei docenti senza cadere in errore (IV puntata). Casi concreti

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Nei tre articoli precedenti abbiamo analizzato otto casi in cui il dirigente scolastico si è trovato di fronte a serie problematiche sanitarie dei suoi insegnanti. Esaminiamo ora gli ultimi due casi altamente istruttivi.

Ricordiamo che, tra le molte incombenze medicolegali spettanti al capo d’istituto, vi sono situazioni particolarmente difficili dovute anche alla mancanza di un’adeguata formazione istituzionale a riguardo, fin dalla sede concorsuale. Tutti i dieci casi esaminati riportano diagnosi gravi (psicosi, disturbi di personalità etc) che però rappresentano solo l’8% delle diagnosi psichiatriche causa di inidoneità all’insegnamento mentre, nel restante 92%, le malattie psichiatriche sono riferibili ai disturbi ansioso-depressivi e dell’umore, almeno in buona parte riconducibili a un importante Stress Lavoro Correlato (SLC).

Abbiamo sottolineato che, in caso di Accertamento Medico d’Ufficio (AMU), la situazione è particolarmente delicata soprattutto perché il docente potrebbe non concordare con la misura disposta dal preside e subirla, obtorto collo, cercando di sottrarvisi rischiando il licenziamento alla seconda convocazione cui oppone un’ulteriore assenza ingiustificata.

Di seguito – come detto – presenteremo due ulteriori casi reali di insegnanti affetti da un disturbo psichiatrico importante al fine di valutare l’adeguatezza del comportamento del preside nei loro confronti, soprattutto nella stesura della relazione ex-art. 15 DPR 461/01.

Al termine di ciascun caso ci porremo una domanda cui dare una risposta motivata. L’obiettivo che ci proponiamo non consiste perciò nell’analizzare compiutamente l’episodio occorso al docente ma nel rispondere esaustivamente al quesito specifico sull’operato del dirigente scolastico.

Caso I

Il dirigente scolastico invia ad AMU una sua docente e scrive alla CMV la relazione di rito (ex art.15 DPR 461/201). Di seguito un significativo estratto.

“… nei colloqui di inizio anno, durante i quali mi informavo circa le competenze disciplinari e le attitudini di ZA ai fini dell’assegnazione della classe, l’insegnante manifestava espressioni e argomenti non connessi ed incoerenti su cui ho riflettuto molto. Ella sosteneva di essere vittima di una persecuzione da parte dei suoi parenti i quali, per controllarla, avrebbero inserito nel suo corpo sistemi elettronici invisibili, al fine di perseguitarla. Chiedeva altresì a me se nella scuola esistevano impianti di diffusione radio e agli alunni se avevano con sé videogiochi o strumenti elettronici, poiché temeva potessero interferire con i sistemi di controllo nel suo corpo…

Da ultimo segnalo che la docente si rende irreperibile al punto che vengono rispedite al mittente le missive contenenti le iniziative di tipo disciplinare.

Insospettito dal continuo silenzio e dall’irreperibilità della docente, il preside si rivolge alla Questura per acquisire informazioni più precise sul domicilio dell’interessata. Riceve invece un fonogramma dal competente Commissariato che riferisce: “… la nominata in oggetto è nota a questo ufficio per le sue numerose manifestazioni che hanno evidenziato in tutta chiarezza un’alterazione del suo stato psichico piuttosto grave, con atti anche violenti e conseguenti interventi di personale di questo Ufficio e della Squadra Volante. Risulta tuttora abitare al medesimo indirizzo da voi segnalato dove dieci giorni fa si rese necessario un intervento di un nostro equipaggio.

Diagnosi finale del Collegio medico: psicosi cronica

Domanda: quale manifestazione di Disagio Mentale Professionale è assai frequente e troviamo anche in questo caso?

Risposta: la manifestazione più comune che troviamo in casi simili al presente è il “delirio persecutorio”. In questa vicenda tale segno appare fin dal colloquio di inizio anno e per di più amplificato a dismisura perché attribuito a conoscenti mediante l’uso di sofisticate tecnologie.

Caso II

Il dirigente scolastico invia ad AMU un suo docente e scrive alla CMV la relazione di rito (ex art.15 DPR 461/201). Di seguito un significativo estratto.

“… da quando è arrivato nella nuova sede, il prof. VS non ha mai tenuto con le persone rapporti di normale interessamento, relazione, rispetto, e neppure di indifferenza; si dice che invece abbia avuto con tutti, modi largamente provocatori ed offensivi entro toni irridenti e divertiti, che divertono lui solo. In seguito a questo, nella scuola, nessuno che abbia a che fare con lui lo considera nella luce in cui comunemente si considerano le persone, ma invece come un individuo dal comportamento inspiegabile, assurdo, incontrollato, che ha manifestazioni ed atteggiamenti che vanno dalla beffa gratuita, all’irrisione impietosa, fino al massimo della maleducazione.

Il prof. VS non è persona con cui si possa parlare seriamente o anche solo normalmente: ha fatto a pezzi la notifica dell’ispezione ordinata dal Provveditorato e se gli si chiede se comprende la gravità della situazione in cui si trova, risponde che “si tratta di bolla di sapone che si sgonfierà”.

Sarebbe molto facile con lui indulgere alla tentazione di definirlo squilibrato, fuori di sé, aldilà del bene e del male. Non indulgo, ma affermo che vive in un mondo tutto suo, senza contatti con la realtà, senza remore e ritegni di sorta.

Nell’assemblea di sabato scorso, un genitore esasperato, spalleggiato dagli altri, ha agguantato il bavero della giacca del prof. VS sollevandolo da terra, e sarebbe forse andato oltre se non fossi intervenuto.

Il prof. VS, vincitore di concorso a cattedra, è entrato in ruolo a 30 anni e da allora ha chiesto sistematicamente, ogni anno, il trasferimento, passando in quattro diverse scuole del centro città e quattro dell’hinterland.

Diagnosi finale del Collegio medico: scompenso psicotico acuto

Domanda: ha fatto bene il dirigente scolastico a chiedere la visita ispettiva prima di richiedere l’AMU? Quale altro atteggiamento è tipico di persone come il professore in questione?

Risposta: quando il problema è medico, la richiesta di una visita ispettiva è solo una perdita di tempo. La visita ispettiva infatti culmina, dopo mesi, con una richiesta di AMU che può benissimo essere effettuato immediatamente dal dirigente scolastico. Da notare infine il problema – frequente in casi simili – che comporta l’impossibilità di notificare le comunicazioni da parte dell’amministrazione poiché l’interessato si rifiuta di ritirare e firmare le stesse per ricevuta.

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