Dirigenti scolastici, stipendi da impiegato in una scuola sempre più violenta: convegno Udir a Palermo

di redazione
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UDIR – La professione del dirigente scolastico è oggi avvolta da carichi di lavori impressionanti e responsabilità immani, resi ancora più cogenti dall’ultima riforma Renzi-Giannini.

Il tutto, in cambio di stipendi impiegatizi, molto lontani da quelli conferiti agli altri dirigenti della pubblica amministrazione, per non parlare dei colleghi del comparto privato. Sulla Dirigenza Scolastica gravano oltre cento adempimenti obbligatori, con un altissimo rischio di sanzioni amministrative e penali in caso di inadempienza. A partire dalla sicurezza degli edifici. Invece, un equivalente dirigente del Ministero dell’Istruzione, alla pari di molti altri del comparto pubblico, ne ha in carico non più di una quindicina e percepisce stipendi molto più alti.

A fronte di tali incombenze, le “leve” in mano al dirigente scolastico sono veramente poche: scarsa capacità economica della scuola, impossibilità di una corretta gestione del personale, limitante possibilità di muoversi in autonomia nella realizzazione di innovazione, eccesso di oneri amministrativi ma non dipendenti direttamente dal capo d’istituto (basti pensare alle responsabilità sulla sicurezza degli edifici, sempre di proprietà di provincie e comuni, che in caso di crolli mandano in carcere il preside). A corollario di tutto questo, va messa la beffa dei pagamenti a fine mese, quando i dirigenti scolastici si ritrovano in busta paga almeno 30mila euro in meno rispetto agli altri colleghi del pubblico impiego.

Per fornire delle risposte concrete alle tante incombenze che ogni giorno attendono sulla porta della loro scuola i nostri capi d’istituto, UDIR ha organizzato un Convegno Nazionale rivolto ai dirigenti della scuola, sul tema: “La legge 205/2017, il contratto, la perequazione e gli adempimenti dei Dirigenti Scolastici”. Il Convegno si svolgerà a Palermo il 19 maggio 2018, dalle ore 11.00 alle ore 17.00, presso San Paolo Palace Hotel – via Messina Marine, n. 91, secondo il programma della locandina. 

L’incontro sarà utile per determinare la politica sindacale in questo 2018, per dibattere sulla rilevazione delle deleghe al 31 dicembre 2017, sul CCNL di area per il triennio 2016/2018, sulla legge 205/17, e anche per offrire un percorso di formazione, di crescita professionale e di consapevolezza per la categoria dei Dirigenti della Scuola. Durante i lavori, inoltre, sarà possibile avere una consulenza gratuita con il team di esperti e legali, nonché aderire ai ricorsi promossi dal sindacato verso i quali si è interessati. I partecipanti sono invitati a consegnare al più presto la scheda di adesione.

Secondo Marcello Pacifico, Presidente UDIR e Segretario Organizzativo CONFEDIR, “la gestione di tutta questa serie di rapporti in un mondo sempre più schizofrenico, basti vedere le aggressioni dei genitori ai docenti di questi ultimi tempi e con un impianto normativo che si arricchisce ogni giorno di normative complesse e sempre più cariche di responsabilità, è diventa un’impresa ardua. In contesti territoriali difficili, praticamente è quasi impossibile. Nel conto vanno messe le scarse opportunità di formazione da parte degli operatori, nonché il rapporto sempre più difficile con le famiglie nell’era della globalizzazione”.

Per approfondire tali aspetti e fornire delle indicazioni concrete, UDIR e ANIEF, in collaborazione con Eurosofia, hanno organizzato per il 20 maggio, dalle ore 9.00 alle ore 11.00, presso San Paolo Palace Hotel, via Messina Marine, n. 91, una sessione di discussione sul tema di stringente attualità del burnout e degli atti di violenza a danno degli operatori della scuola, alla presenza di esperti, rappresentanti dei lavoratori, delle famiglie, dei discenti e dei dirigenti delle scuole. L’iniziativa, che sarà sostenuta dalle due sigle sindacali, intende porre una seria riflessione nell’opinione pubblica sulla violenza che sta colpendo tutto il mondo della scuola.

L’alto numero di aggressioni e intimidazioni contro i lavoratori della scuola mostra tragicamente quale considerazione le forze politiche e governative abbiano riservato a chi per professione si prende cura delle nuove generazioni. Il discredito sociale in cui sono cadute tutte le professioni della scuola è il segno più evidente della crisi morale della società italiana che può solo ripartire dal recupero e dalla rivalutazione della funzione centrale di tutti coloro che si occupano dell’educazione dei giovani. La partecipazione al corso di formazione è gratuita.

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