Dirigenti scolastici, nuovo concorso: beffa per gli aspiranti 2017. Lettera

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Inviato da GianCarlo Pellegrino –  Apprendiamo con non poco stupore la volontà del Ministero dell’Istruzione di indire un nuovo concorso per l’arruolamento di dirigenti scolastici.

L’attuale Ministro Bianchi dichiara che “C’è un problema di numero di dirigenti scolastici. Bisogna porre il problema dell’aumento del numero, in modo da arrivare a che ogni scuola abbia un dirigente. Il problema delle reggenze multiple è complicatissimo”.

Non possono che ritenersi sorpresi gli aspiranti presidi beffati da una procedura selettiva ingiusta e parziale, connotata da oggettive e documentate criticità che hanno portato il Presidente della Commissione Antimafia Morra ad esprimersi duramente e a pensare che molti di quanti hanno superato il predetto concorso erano già vincitori prima ancora di partecipare.

Le risultanze dell’accesso alle prove scritte dei vincitori avrebbero dovuto richiedere, da parte del dicastero, un approfondita verifica di quanto è stato operato da ciascuna sottocommissione e valutare l’opportunità di offrire tutela ai 2400 ricorrenti, come già accaduto in passato ai sensi della L. 107/15 (art.1, comma 87).

I citati ricorrenti altro non sono che docenti della Scuola Pubblica ingiustamente valutati e reiteratamente maltrattati dal Ministero di appartenenza. Quest’ultimo, infatti, facendo finta che tutto sia andato bene, alza le spalle e si attiva non per indire un concorso pubblico riservato a quei lavoratori che avevano diritto a partecipare ad una selezione pubblica equa ed imparziale, ma per un nuovo concorso pubblico ordinario.

Scelta, quest’ultima, che richiede una spesa considerevole per le casse dello Stato, visto che un concorso riservato ai ricorrenti (ex lege 107/15) potrebbe risolvere da un lato la necessità di avere più presidi, dall’altro di consentire un reale risparmio per i cittadini.

Spetta alla politica sia prendere atto di ciò che i ricorrenti hanno subito e continuano da tre anni a subire, sia realizzare una soluzione extragiudiziale, che pure ha avuto parere positivo dall’Alta Corte Costituzionale. Se non ora, quando?

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