Dirigenti Scolastici: neoassunti non possono presentare domanda mobilità. Verso nuove assunzioni, in attesa della sentenza

di Antonio Marchetta

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Dirigenti Scolastici: la nota Ministero dell’istruzione sulla mobilità per l’anno scolastico 2020/21 è l’occasione per fare il punto.

Mobilità dirigenti scolastici, nota MI: i neoassunti non possono presentare domanda per il 2020/21

Il Ministero dell’Istruzione, in data 5 Giugno 2020, ha emanato una nota ministeriale 4232, con indicazioni e disposizioni sulle operazioni di attribuzione degli incarichi dirigenziali: conferme, mutamenti, mobilità interregionale con decorrenza 01/09/2020.

Al punto 3 viene specificato quanto segue: l’articolo 15, comma 5, del DDG 23 novembre 2017, n. 1259, prevede che “i dirigenti scolastici assunti a seguito della procedura concorsuale definita dal presente bando sono tenuti alla permanenza in servizio nella regione di iniziale assegnazione per un periodo pari alla durata minima dell’incarico dirigenziale previsto dalla normativa vigente”.

Appare evidente, dunque, che i dirigenti scolastici neoassunti 2019/20 dovranno restare nella regione assegnata almeno un triennio: a tanto nella fattispecie corrisponde la durata minima dell’incarico dirigenziale.

In attesa della sentenza

Come ampiamente risaputo, il concorso è stato annullato dal TAR in data 2 Giugno 2019, quando ancora stavano espletandosi le ultime prove orali dei candidati. Le fasi della procedura concorsuale: prova preselettiva, prova scritta e appunto prova orale.

Il Tribunale regionale del Lazio accolse, ormai quasi un anno fa, il ricorso tra quelli presentati da centinaia di candidati che avevano denunciato irregolarità nelle prove, in particolare la seconda prova scritta.

“Il ricorso va accolto – concludevano i giudici amministrativi – a seguito della dichiarata ragionevolezza della rimostranza che ha contestato la legittimità della commissione plenaria nella seduta in cui sono stati fissati i criteri di valutazione, con conseguente annullamento in toto della procedura concorsuale in questione”.

Il punto accolto fu quello della incompatibilità di tre commissari.

Qualche settimana dopo, nel luglio del 2019, il Consiglio di Stato acconsentì la richiesta di sospensiva, avanzata dal MIUR e dal Ministro Bussetti, per non gettare nel caos il sistema scolastico e per permettere l’assunzione dei dirigenti dal primo settembre 2019.

Attesa per Ottobre 2020 la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, dopo essere stata rimandata due volte (ottobre 2019 e Marzo 2020, causa pandemia), che potrà confermare quanto stabilito dal TAR, e quindi annullare la procedura concorsuale dando ragione alle migliaia di riccorenti, oppure ribaltare quanto affermato dal tribunale regionale del Lazio e convalidare l’intero concorso.

In caso di annullamento definitivo del concorso, è probabile debbano intervenire le istituzioni politiche per garantire la legalità e la correttezza delle procedure:

  • messa a bando di un nuovo corso-concorso per tutti i ricorrenti;
  • rifacimento delle prove scritte da parte di tutti i 9000 candidati.

Quest’ultima ipotesi nell’ambiente scolastico è la meno accreditata in quanto provocherebbe una serie interminabile di ricorsi su ricorsi, dato che i neoassunti dirigenti concluderanno l’anno di prova, e se superato, verranno confermati in ruolo.

Nuove assunzioni 2020/21

La procedura concorsuale su base nazionale (DDG 1259/17) ha prodotto una graduatoria comprendente 3.420 candidati, dei quali 2900 vincitori e 520 idonei.

Nell’anno scolastico 2019/20 sono stati assunti 2.117 Dirigenti Scolastici.

Le assunzioni 2020/21 prevedono lo scorrimento della graduatoria, compreso l’elenco degli idonei.  Per questi ultimi infatti, inizialmente esclusi dalla possibilità di aspirare alla professione, è stato approvato nei mesi scorsi un emendamento, l’art. 6-bis inserito nel Decreto legge “Milleproroghe” 2020 (potranno essere assunti, dunque, al pari dei vincitori).

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