Dirigenti scolastici, l’ANP chiede aumenti di stipendio, buoni pasto e più autonomia

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L’ANP, in vista del rinnovo del CCNL 2016-2018 Area della Dirigenza, hastilato delle Linee Guida affinché l’Amministrazione tenga conto (in sede negoziale) della complessità del ruolo e delleresponsabilità che gravano sempre di più sui dirigenti scolastici.

L’ANP, in vista del rinnovo del CCNL 2016-2018 Area della Dirigenza, hastilato delle Linee Guida affinché l’Amministrazione tenga conto (in sede negoziale) della complessità del ruolo e delleresponsabilità che gravano sempre di più sui dirigenti scolastici.

Diversi sono i punti trattati nelle dette Linee Guida, che si aprono con unapremessa volta a illustrare le responsabilità e i compiti gestionali sempre più complessi, anche alla luce delle novità introdotte dallalegge 107/2015, dei dirigenti delle nostre istituzioni scolastiche:

  1. il numero delle unità di personale in servizio presso ogni scuola è sempre ben superiore a 100 e talvolta a 200; a fronte di ciò, la gestione del personale docente non riesce ancora a liberarsi dal modello amministrativo preautonomistico e dai vincoli organizzativi legati alle  competenze degli  organi collegiali, risalenti ormai alla normazione del 1974; 
  2. l’esposizione sociale nei confronti della numerosa utenza (studenti e genitori) è molto  accentuata; 
  3. l’attribuzione della qualificazione di “datore di lavoro” in materia di tutela della salute e  sicurezza sul posto di lavoro, con conseguente assunzione di gravose responsabilità di  garanzia primaria nei  confronti dei soggetti che, a vario titolo, sono presenti a scuola; 
  4. il dirigente è rappresentante legale della persona giuridica costituita dalla singola istituzione  scolastica; 
  5. il dirigente predispone e gestisce un vero e proprio budget; 
  6.  il dirigente è titolare delle relazioni sindacali della istituzione scolastica diretta.

In aggiunta a tutto ciò, la recente legge 107/2015 ha introdotto due nuove e notevoli  responsabilità, consistenti nel poteredovere di valutare il personale docente per per assegnare il c.d. bonus  premiale e nella chiamata dei docenti dall’ambito territoriale. 

Dopo la detta premessa, l’ANP descrive l’evoluzione del ruolo della dirigenzascolastica negli ultimi anni, evidenziando la riduzione degli organici dei dirigenti (25% circa) a fronte di un numero di allievirimasto sostanzialmente invariato e di un aumento dei compiti sia qualitativo (aumento delle competenze e delle responsabilità) chequantitativo (per l’aumento degli alunni per scuola). Tra le principali responsabilità vengono citate quelle previste dalla leggen. 107/2015, relative all’attribuzione del bonus ai docenti meritevoli e degli incarichi triennali ai docenti che si trovanonell’ambito territoriale di riferimento, ai sensi dell’art. 1 comma 78 e seguenti della detta legge n. 107/2015.

Dopo aver descritto quelle che sono le responsabilità dei dirigenti scolastici e lacomplessità del loro ruolo, l’ANP avanza delle proposte che hanno come obiettivo proprio la valorizzazione del ruolo del D.S. sottodiversi aspetti: economico, organizzativo e formativo.

Riguardo all’aspetto economico, l’ANP chiede:

  • l’adeguamento della retribuzione dei dirigenti scolastici a quella degli altri dirigenti della pubblica Amministrazione;
  • la semplificazione della struttura salariale (attualmente composta da diverse voci quali quota tabellare, retribuzione di posizione fissa, retribuzione di posizione variabile, RIA, assegni ad  personam, retribuzione di risultato), accorpando quelle voci stipendiali a carattere fisso, al fine di comprendere qual è il compenso minimo da erogare a un qualsiasi dirigente pubblico, coerentemente con quanto previsto dalla legge n. 124/2015;
  • l’affiancamento alla “nuova quota tabellare”, sopra richiesta, di una retribuzione variabile e una di risultato;
  • la fine delle differenze tra dirigenti scolastici a livello nazionale (conseguentemente individuare  al  livello  contrattuale  nazionale  i  parametri  su  cui  basare  la  definizione  della  complessità degli incarichi, attribuendo alla articolazione regionale il compito di assegnare le singole  istituzioni scolastiche alle varie fasce da prevedere in misura pari a tre e la concreta quantificazione dei relativi importi) ;
  • l’individuazione di un meccanismo retributivo che riconosca l’anzianità maturata nel ruolo docente;
  • l’incremento del FUN che ha subito un taglio imponente (che avrebbe dovuto incrementare le risorse volte a incentivare i risultati, come previsto dal comma 5 dell’art. 43 della legge  449/1997), imposto dal D.L. 78/2010;
  • l’erogazione di buoni pasto in considerazione dell’orario giornaliero lavorativo dei dirigenti;
  • il diritto al rimborso delle spese necessarie per spostarsi tra i vari plessi di un’unica istituzione scolastica o recarsi nell’Istituto di cui si ha la reggenza;
  • un bonus economico per la formazione, come previsto per i docenti dalla legge n. 107/2015;
  • un riconoscimento economico, considerato il maggior impegno lavorativo dei dirigenti, per la partecipazione alle commissioni preposte alla valutazione degli alunni al termine dei due  cicli  di  istruzione  nonché  a  quelli  di  altre  commissioni;
  • il finanziamento degli incarichi di reggenza, posti a carico della fiscalità generale e non del FUN.

Riguardo all’aspetto organizzativo, l’ANP chiede maggiore autonomia rispetto a quelli che sono idettami degli uffici periferici dell’Amministrazione, che costringono i Dirigenti ad adempimenti spesso frammentari, secondotempistiche e scelte imposte dagli stessi uffici senza alcuna coordinamento fra loro e senza alcun rispetto di quelli che sono itempi di funzionamento della Scuola. In tal modo, sottolinea l’ANP, si rischia di limitare le Istituzioni scolastiche nella loroautonomia.

Quanto alla formazione, si chiede che essa non venga gestita unilateralmentedall’Amministrazione e che venga attivato l’ente bilaterale previsto dal CCNL del 2006 (articolo 21 comma 11).

Nelle Linee Guida si chiede ancora: maggiore trasparenza per le procedure di selezionerelative dei dirigenti all’estero; il potenziamento dell’istituto di informazione preventiva ai sindacati per quelle materie che nonsono più oggetto di contrattazione; nuove e specifiche forme di garanzia (a partire dalla puntuale informazione) inmerito alla valutazione dei dirigenti introdotta dalla legge 107/2015. 

Le Linee Guida

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