Dirigenti scolastici, in Sicilia si rischiano 180 reggenze

La finestra Quota 100, varata dall’esecutivo giallo-verde, ha permesso a diversi Presidi siciliani di poter andare in pensione dal prossimo 1° settembre.

Se la notizia è buona per gli interessati, non lo è affatto per la scuola siciliana, considerata la “penuria” di dirigenti e le vicende che stanno contraddistinguendo il concorso per dirigenti scolastici ancora in atto e grazie al quale si sperava di colmare i vuoti di organico.

Dati pensionamenti con quota 100

Li fornisce Repubblica, ove leggiamo che dal 1° settembre 2019 andranno in pensione complessivamente 38 dirigenti scolastici, di cui 14 con quota 100, ossia il 37%del totale.

Situazione critica

Se il concorso dovesse proseguire, anche con l’assunzione con riserva dei vincitori, la situazione potrebbe essere gestibile, viceversa  ci saranno non pochi problemi.

Ad Enna, ad esempio, se il concorso terminerà con un nulla di fatto, il 1° settembre resteranno in servizio 17 dirigenti scolastici per 35 scuole. Quindi un dirigente per due scuole.

A Palermo, vi sono 57 scuole senza dirigente su un totale di 201 istituti.

In totale, 650 dirigenti scolastici dovranno occuparsi di 832 scuole siciliane.

Queste, al riguardo, le parole del presidente dell’ANP Sicilia Franzò:

A settembre le reggenze potrebbero anche superare le 180 unità perché, oltre ai pensionamenti e alle sedi già libere, ci sono presidi che chiederanno di andare in servizio all’estero, presidi distaccati o comandati in altre mansioni. A Enna — dice Franzò — la situazione è disastrosa, ma le cose non vanno bene neppure in altre realtà. Speravamo che il concorso andasse avanti e per tutelare i nostri iscritti ci costituiremo in giudizio al Consiglio di stato. Se il concorso verrà bloccato, sarà un guaio che si aggiunge a quelli delle tante scuole rimaste da anni senza un direttore dei servizi amministrativi”.

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