Dirigenti scolastici, il concorso slitta ad aprile: da settembre 2mila scuole in reggenza. Udir: è ora di reagire

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UDIR – I timori dell’Udir erano più che fondati: il concorso per selezionare e assumere almeno 1.500 nuovi dirigenti scolastici sarà bandito non prima del prossimo mese.

Dal Ministero dell’Istruzione parlano infatti di “ennesimo rinvio, dovuto sembrerebbe a imprecisioni nel nuovo regolamento selettivo”. Eppure il concorso, riporta la stampa nazionale, “atteso da anni, per coprire almeno un migliaio di posti vuoti fino al 2020, era stato annunciato dalla ministra Stefania Giannini lo scorso anno come una delle novità del nuovo corso del sistema scolastico. Obiettivo? Evitare presidi che gestiscono fino a 8 istituti distanti tra loro e con differenti esigenze, e restituire finalmente alla figura del dirigente tutta la dignità che il nuovo ruolo di responsabilità disegnato dalla Buona scuola le attribuiva”.

“Il concorso doveva svolgersi a dicembre, con una prova preselettiva, una prova scritta e una orale per accertare le competenze anche linguistiche e infine un corso di formazione dirigenziale di 4 mesi più un tirocinio di altri 4 mesi. Ma il bando non è mai arrivato. Il ministero della Funzione pubblica e quello delle Finanze, quando hanno visto il regolamento, hanno infatti riscontrato delle imprecisioni, delle irregolarità, delle carenze nelle procedure, che avrebbero potuto inficiare il concorso. E allora hanno spedito tutto di nuovo al mittente. I tecnici del Miur si sono rimessi al lavoro, e adesso hanno prodotto un nuovo regolamento, che per le linee generali assomiglia al precedente ma chiarisce alcuni aspetti procedurali considerati fondamentali. Questo regolamento dovrà ricevere il visto del Consiglio di Stato, e solo allora si potrà bandire il concorso. Non prima di un mese e mezzo. Con la speranza che non ci siano altri intoppi”. Cosa accadrà ora? A rispondere è la rivista specializzata Orizzonte Scuola: “se ne riparlerà ad Aprile facendo, di fatto, fallire il tentativo di avere in cattedra nuovi dirigenti a partire dal prossimo anno scolastico”.

Questo significa che, con certezza, a settembre ci ritroveremo con quasi 2mila scuole autonome senza il loro dirigente: le attuali 1.400 già vacanti, più i pensionamenti che si andranno a realizzare la prossima estate. Di fatto considerando che, a seguito del dimensionamento, ogni istituto si ritrova tra i 4 e gli 8 plessi annessi, ci ritroveremo con 10-15mila sedi, centrali o distaccate, prive del loro capo d’istituto. Con il dirigente scolastico designato per prenderle in reggenza, costretto a dividersi tra i propri 4-8 plessi e altrettanti aggiunti per l’anno scolastico 2017/18. Con situazioni-limite che sfiorano la follia: come il caso della dirigente della dirigente lombarda a cui quest’anno sono state affidate 21 sedi, per complessivi 3mila alunni, dislocate pure su più province della Lombardia.

Il tutto, in cambio, di 700 euro in più lordi al mese, che fanno 350 euro netti: un compenso, in pratica, che serve appena a coprire i soldi per gli spostamenti. Soldi che si vanno ad aggiungere ai 60mila l’anno, pari a 2.400 euro: quasi la metà di un collega della pubblica amministrazione. La retribuzione dei dirigenti scolastici diventa una miseria quando si mettono a confronto i carichi di lavoro e le responsabilità: quale dirigente pubblico o privato, infatti, conduce un contesto lavorativo con centinaia di “dipendenti” e migliaia di “utenti”, sparsi in decine di sedi?

Ma c’è dell’altro, purtroppo. Perché negli ultimi quattro anni gli stipendi dei nostri presidi sono addirittura scesi: si va da un taglio del 15,60% nel 2012/2013 al 26,65% del 2015/2016. Il calcolo – ben spiegato sul sito internet Governarelascuola – è la conseguenza dei cambiamenti subiti dal Fondo unico nazionale, a fronte dei tagli illegittimi effettuati dal Governo. Con alcune regioni che hanno subito decurtazioni maggiori. Lo scorso anno scolastico, gli aumenti hanno “mascherato” le perdite stipendiali, che però non sono mancate. Poi, è notizia di questi giorni, a tanti è stato chiesto o verrà presto chiesto di restituire allo Stato cifre consistente, che superano i 10mila euro: in alcuni casi, le cifre da restituire sarebbero del 25% superiori a quelle pattuite dai sindacati rappresentativi nei Ccnl e nei CIR firmati per effetto del dimensionamento voluto dalla riforma Tremonti-Giannini.

Marcello Pacifico, segretario organizzativo della Confedir, cui aderisce Udir, spiega “il giovane sindacato dei dirigenti scolastici non può accettare un trattamento del genere, che nell’ultimo periodo è andato addirittura a peggiorare. Impugneremo la staticità delle retribuzioni, chiedendo la restituzione della perdita strutturale a titolo di elemento fisso dello stipendio. Per i dirigenti scolastici, la perdita di soldi è strutturale e permanente: a regime avrà effetti non solo sugli stipendi futuri, ma anche sulla pensione e la buonuscita. La media dei soldi sottratti ai capi d’istituto italiani sfiora i 4.600 euro annui, quindi oltre 350 euro al mese”.

Ma le brutte notizie per i dirigenti della scuola sono dietro l’angolo. Siamo arrivati al rinvio a giudizio di un dirigente scolastico di Marsala che, secondo l’accusa, non avrebbe osservato nella sua interezza la normativa all’interno dell’istituto da lui diretto: il giudice ha ritenuto che vi fossero i presupposti per portare il capo d’istituto a processo, il cui inizio è previsto nel prossimo mese di aprile. Ma non è più possibile essere condannati per colpa dello Stato inadempiente. Occorre mutare in toto la norma vigente sulla sicurezza delle scuole, in quanto generalizzata a tutte le tipologie aziendali, e calzare un decreto correttivo peculiare per i luoghi di lavoro scolastici, imponendo precisi obblighi non ai dirigenti scolastici, che operano già strozzati dalle responsabilità e i rischi. Se questo non avverrà, chiederà ai presidi di chiudere le scuole.

C’è, infine, il problema della solitudine in cui versano i nostri dirigenti scolastici: nei giorni passati, un capo d’istituto è stato preso a calci e pugni, lasciato praticamente solo a difendere un’istituzione pubblica. Si tratta del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo ‘Salvatore Casella’, a Pedara, in provincia di Catania, che è stato colpito nel suo ufficio da due uomini a viso scoperto con pugni, schiaffi e calci, con tanto di intimidazione perché se ne vada dalla scuola. Quanto è accaduto, è significativo di come la figura del preside non solo goda di sempre meno considerazione pubblica, ma venga anche demonizzata e isolata. “Alla perdita della R.I.A., alla decurtazione del FUN, al taglio di un terzo delle sedi scolastiche e quindi delle dirigenze, al blocco salariale, alla inspiegabile disparità di trattamento rispetto alla dirigenza pubblica, ora si deve assistere anche al rischio di finire all’ospedale per aggressioni fisiche; è arrivato il momento di dire basta”, conclude Pacifico.

Proprio per tutelare i presidi, Udir ha organizzato il Convegno su “Le tre RRR della Dirigenza. Rischi, responsabilità, retribuzioni”: si svolgerà a Torino il 22 marzo prossimo, dalle ore 8.30 alle ore 18.00, presso lo STARHOTELS MAJESTIC, in Corso Vittorio Emanuele II, 54. Nel corso del convegno si parlerà, tra l’altro, dei crescenti carichi di lavoro, delle responsabilità enormi, degli spostamenti continui per raggiungere plessi e sedi scolastiche, aggravati dalla riforma Renzi-Giannini, sempre in cambio di buste paga irrisorie. Udir, al termine dei lavori del seminario, fornirà il modello di diffida per impedire tale decurtazione. Scarica l’adesione e il rimborso per il viaggio.

Al convegno del 22 marzo – promosso da UDIR e da EUROSOFIA – saranno presenti, tra gli altri, l’esperto in relazioni sindacali Pietro Perziani, sulla sicurezza Natale Saccone‎, il segretario organizzativo Confedir Marcello Pacifico, gli avvocati della rete legale del sindacato, dirigenti in servizio delle rispettive regioni. La partecipazione è gratuita e riconosciuta dal Miur. Per informazioni, si può contattare il 331.7713481. Per una consulenza gratuita, scrivere a [email protected] Per aderire ai ricorsi su RIA, FUN, CIR consultare il sito internet www.udir.it.

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