Dirigenti scolastici. Bruschi “vecchio concorso funzionava, bastavano un paio di ritocchi”

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di Eleonora Fortunato – Quella degli istituti che rischiano di rimanere privi di dirigenti scolastici (secondo i nostri calcoli nel 2016 potrebbero essere addirittura il 20%) è un’emergenza che si potrebbe governare tutto sommato facilmente, ricorrendo a strumenti ordinari quali lo scorrimento delle graduatorie, l’assegnazione di reggenze a persone capaci, l’avvio del nuovo concorso.

di Eleonora Fortunato – Quella degli istituti che rischiano di rimanere privi di dirigenti scolastici (secondo i nostri calcoli nel 2016 potrebbero essere addirittura il 20%) è un’emergenza che si potrebbe governare tutto sommato facilmente, ricorrendo a strumenti ordinari quali lo scorrimento delle graduatorie, l’assegnazione di reggenze a persone capaci, l’avvio del nuovo concorso.

Questo in sintesi il punto di vista che ci ha esposto Max Bruschi, ispettore del Miur, a cui però non sfugge che il vero problema è un altro: quante di queste cose si riusciranno a fare nei tempi giusti e senza ricadute negative sugli anni a venire?

1000 scuole senza dirigente, idea di assumerne 630 (se il MEF darà parere positivo), quasi 500 istituti che saranno dati in reggenza. Secondo lei questi numeri sono o no un problema a meno di tre settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico? Come si è giunti a questa situazione?

“Se, come spero, il MEF darà il via libera al nuovo contingente, il problema è più circoscritto. Il dimensionamento scolastico, salvo qualche situazione, è sostanzialmente a posto, dunque dare la possibilità di coprire tutti i posti “vacanti e disponibili” scorrendo dalle graduatorie sarebbe un bel segnale per la “regolarità del sistema”. Aggiungo un “a parte” che riguarda le scuole campane: non posso che augurarmi una pronta pubblicazione delle graduatorie di merito e che chi ha atteso ben più del dovuto possa vedere coronata la propria fatica. Così come voglio sperare si proceda alla parziale “rinnovazione” delle procedure toscane dovute alla sentenza del Consiglio di Stato. Quanto al “come”, c’è un problema che rappresenta una costante: il DL 104/2013, che è del settembre 2013, prevede all’articolo 17 un nuovo percorso concorsuale, demandando le procedure alla Scuola nazionale dell’amministrazione.

Occorreva un provvedimento attuativo, da adottarsi entro quattro mesi, del quale non si vede l’ombra. Certo, la precedente dizione, fortunatamente corretta, prevedeva l’assunzione di tutti gli idonei prima di poter bandire, con una surrettizia trasformazione delle graduatorie regionali in graduatoria nazionale. Ma il termine è lì: quattro mesi. D’accordo, “ordinatorio” e non tassativo: ma, facendo un rapido calcolo, e tenuto conto delle difficoltà dovute a un dettato normativo non chiarissimo, forse non sarebbe stato impossibile avere, oggi, già il primo bando pronto. Infine, il decreto legge Madia si è abbattuto anche sulla scuola, non contemplando la “tradizionale” deroga ai sensi dell’articolo 509 del Testo Unico. Una tagliola che, oltre ad aver  “colpito” i trattenimenti già richiesti per quest’anno scolastico, avrà riverberi sugli anni futuri.

Come dovrebbe essere fronteggiata l’ ‘emergenza’?

Per me, con gli strumenti ordinari: e cioè scorrere le graduatorie, assegnare le reggenze a persone esperte e capaci, preparare subito le nuove procedure concorsuali. Lo dico avendo scritto le norme che hanno consentito una rapida conclusione del concorso in Lombardia, esoneri dei vicari sulle sedi in reggenza compresi. Naturalmente, non entro nel merito delle scelte che la politica vorrà fare. Avverto solo che la storia insegna come il “tampone” messo all’emergenza si trasforma poi spesso in altro. Se poi si volesse gettare il cuore oltre l’ostacolo, aggiungerei volentieri il carico da 11… il preside migliore di questo mondo, senza un dsga all’altezza, è zoppo…

Si riuscirà a far partire un nuovo concorso entro la fine del 2014? Se così fosse, immagina tempi di correzione celeri al punto da assicurare le nuove assunzioni a stretto giro?

Occorre redigere subito l’atto presupposto, e cioè il DPCM che deve regolamentare la materia. Fatto quello, ho estrema fiducia nella comprovata esperienza della Scuola nazionale, che porta immancabilmente a termine le proprie procedure.

Anche con riferimento alle vecchie regole, che cosa proprio non la convince del nuovo corso-concorso? Come si potrebbe ovviare alle criticità a suo avviso più evidenti?

Due premesse sono necessarie: la procedura precedente, in astratto, funzionava. Sarebbero bastati un paio di ritocchi (penso soprattutto alla formazione delle commissioni), alla luce di alcuni contenziosi e dell’esperienza. Non vanno mai confuse le norme con i comportamenti individuali e gli eventuali errori. La seconda premessa, che non è in contraddizione con la prima, è che per me è cosa buona e giusta, anzi ottima, aver delegato alla SNA la procedura concorsuale. In fondo, è la struttura che è stata scelta, e non da oggi, per selezionare una parte cospicua dei dirigenti pubblici e dei funzionari apicali. La sua esperienza è, l’ho già detto ma lo voglio ribadire, la migliore garanzia di avere procedure certe, regolari e tempestive. Il problema è, casomai, in un dettato normativo che, come dire? Avrei scritto diversamente.

Ma non è mio compito mettere in discussione le decisioni del Parlamento, caso mai far sì che vengano attuate al meglio. Personalmente, adotterei la strategia del “buon senso”: incontrerei i responsabili della SNA, mi chiuderei assieme a loro in conclave e metterei sul tavolo ciò che la SNA può fare per noi, e ciò che noi possiamo fare per la SNA. Faccio un solo esempio: la procedura di accesso. Trattandosi di un “corso concorso”, occorre verificare di cosa il candidato deve essere in possesso come requisiti fondamentali, e cosa invece può dare la SNA come valore aggiunto, valutando in corso d’opera; quali competenze il Miur è in grado di fornire alla SNA rispetto alla specificità della funzione, eccetera.

C’è poi una seconda questione, assolutamente non secondaria, che riguarda l’effettiva possibilità di frequenza dei corsi… L’articolo 17 del DL 104/2013 prevede, al comma 1, non solo che i corsi si debbano tenere presso la scuola (e dunque a Roma), ma che debbano essere “compatibili con l’attività didattica”, anche se alleggerita… se guardiamo alle altre tipologie di percorsi corsoconcorsuali impartite dalla SNA, ci sono alcune evidenti differenze.

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