Dirigenti scolastici. Anief, oberati dalle troppe reggenze: attività a rischio, urge il concorso

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ANIEF – La situazione della conduzione delle scuole è tragica: a lamentare una realtà complicata e sempre più difficile da gestire sono i Dirigenti scolastici bellunesi che hanno scritto una lettera-denuncia indirizzata al prefetto, ai parlamentari, ai consiglieri regionali, alla provincia, ai sindaci e ai sindacati: trenta presidi, scrive il Corriere delle Alpi spiegano che “la mancanza di dirigenti scolastici e Dsga porta ad un aggravio del carico di lavoro, con un serio rischio per numerosi operatori della scuola di stress da lavoro correlato”.

Ogni anno che passa, questi ultimi sono infatti costretti a gestire “sempre più scuole in reggenza”, a seguito dei “pensionamenti previsti” e perché i vincitori dei concorsi sono stati tutti assunti; proprio ora che, tra l’altro, stanno subentrando ulteriori impegni e responsabilità, come “le reti d’ambito previste dalla Buona Scuola”.

La missiva accoglie la preoccupazione di evitare il collasso dell’Istruzione pubblica: i presidi richiedono a gran voce nuove figure organizzative e manageriali scolastiche e chiedono, pertanto, “di intervenire al più presto per tamponare l’emorragia di presidi e direttori dei servizi generali amministrativi, ma anche per risolvere l’ormai devastante situazione dell’Ufficio scolastico provinciale, aggravatasi ancora di più rispetto a quanto segnalato a luglio. A rischio c’è anche la qualità del servizio scolastico erogato”. Per i Dsga il problema non è da meno: a portare avanti “le incombenze economiche” sono, infatti, spesso reggenti o assistenti amministrativi incaricati nel ruolo superiore. E lo stesso vale per il ruolo di Coordinatore Amministrativo, per il quale Anief reclama il concorso da lungo tempo.

La lettera risulta essere solo la punta dell’iceberg; è ormai chiaro come sia necessario avviare il prima possibile il concorso per Dirigenti scolastici, poiché quasi 1.500 scuole non possono essere ancora affidate in reggenza per un altro anno. E pensare, poi, che la Buona Scuola doveva essere risolutrice degli innumerevoli problemi che affliggono le nostre scuole ma non è stato così: a quelli dei vuoti di organico, del valzer delle nomine, del sostegno negato agli alunni disabili e delle classi pollaio, dei concorsi a cattedra sbagliati, si è aggiunto lo scandalo delle reggenze.

Malgrado i tagli operati dal 2006 e, soprattutto, nonostante il dimensionamento voluto dall’ultimo Governo Berlusconi abbia cancellato un quarto di scuole autonome, portandole da oltre 12mila alle attuali 8.200, e nonostante i tagli siano continuati anche nel corso della scorsa estate con altri 100 istituti in meno, oggi in Italia, ben 1.233 Dirigenti scolastici sono costretti a svolgere reggenze, prendendosi carico di responsabilità aggiuntive enormi. Tra l’altro, in cambio di un compenso netto ridicolo: in media, tra i 200 e i 300 netti mensili. Ciò significa che oltre alla propria scuola i presidi hanno da gestirne almeno una seconda, con una media di 8-10 plessi totali: proprio nell’anno della chiamata diretta dei docenti, degli ambiti territoriali, della patata bollente del “potenziamento” e delle responsabilità triplicate, ciò significa che fare il reggente significa avere 4mila studenti e famiglie da gestire.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, ricorda: “è da due anni che si attende il nuovo concorso per Dirigenti scolastici, ma si continua a rimandare. Ancora oggi, siamo fermi all’esame dei rilievi del Consiglio di Stato. Così ci troviamo con nemmeno 7mila presidi, mentre ne servirebbero 8.200. Intanto, con la scuola dell’autonomia e l’approvazione della Legge 107, le responsabilità e gli impegni dei Dirigenti sono triplicati: il tutto in cambio di compensi che costituiscono la metà di quelli di altri dirigenti pubblici, con il risultato che l’enorme mole di lavoro svolto non viene affatto ripagato da stipendi adeguati”.

“I dirigenti scolastici italiani – continua Pacifico – sono i meno pagati tra tutti i dirigenti pubblici italiani: i presidi percepiscono in media 62.890 euro annui, corrispondenti a oltre 42mila euro l’anno in meno rispetto a un collega di un’altra amministrazione. Gli ultimi dati Aran ci dicono che il loro compenso, fermo da anni e soggetto al taglio del Fondo unico nazionale, è neanche la metà rispetto a quello di chi opera con lo stesso ruolo presso enti pubblici non economici (127.606 euro l’anno). E quando il Miur continua a dire che stanno per arrivare gli incentivi del merito, farebbe bene a dire che si tratta di cifre ridicole che oscillano tra i 150 e i 200 euro lordi al mese”.

Il presidente del giovane sindacato, inoltre, si sofferma su questioni inerenti al bando che si spera esca al più presto: “con la sentenza 5011/2014 del Tar del Lazio – ha continuato Pacifico – i giudici amministrativi hanno confermato che per partecipare al concorso per dirigenti non può essere considerato titolo imprescindibile la già avvenuta immissione in ruolo. Ciò significa che non è necessario essere assunti a tempo indeterminato ma, per svolgere le prove selettive, bisogna solo dimostrare di essere in possesso del titolo di studio e aver insegnato almeno 5 anni, ovviamente non continuativi. Seguendo, per estensione, quanto statuito l’8 settembre 2011 dalla Corte di Giustizia europea sul procedimento C-177/10”.

La sentenza, oltretutto, si aggiunge a un’altra prodotta dal TAR Lazio, la n. 9729 del 16 settembre 2014, patrocinata dall’Anief, con cui si è stabilito che il servizio pre-ruolo debba essere valutato esattamente come quello di ruolo.Non si comprende proprio questo ostracismo, ancora di più perché occorrono, mai come oggi, tanti bravi dirigenti che non possono essere esclusi a priori, escludendoli per un cavillo, visto che vi sono circa 1.400 reggenze e che gli ultimi 200 idonei della selezione del 2011 sono stati assunti all’inizio di quest’anno scolastico”.

Eurosofia, Ente Qualificato al Miur, in collaborazione con Anief, ha strutturato un efficace corso di preparazione al superamento della prova per il Concorso a Dirigente scolastico, affinché i candidati siano preparati ad affrontare le selezioni con una ricca conoscenza dell’istituzione e della legislazione scolastica, delle modalità gestionali e amministrative più idonee, nonché delle novità introdotte dalla Legge 107/2015.

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