Dirigenti scolastici, ancora niente valutazione di fine anno

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L’anno scolastico che si è concluso sarà ricordato per l’emegenza coronavirus che ha sconvolto la didattica e non solo. Anche la valutazione dei dirigenti scolastici ha subito una variazione, anzi, per l’anno scolastico 2019-2020 non ci sarà.

Causa misure restrittive legate all’emergenza Covid-19, l’anno si è chiuso senza la valutazione dei presidi così come prevista dalla direttiva 36/2016, una delle eredità della Buona Scuola, la legge 107/2015.

C’è da aggiungere che non si tratta della prima volta. In realtà la valutazione dei dirigenti, dal 2016 ad oggi, non si è mai effettuato. Per il quarto anno consecutivo le organizzazioni sindacali rappresentative e ministero, concordano nel riconoscere l’impossibilità di erogare la retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici in conseguenza della procedura di valutazione, così come siglato nell’accordo del 9 luglio scorso (clicca qui).

I dirigenti scolastici continueranno dunque a percepire la retribuzione di risultato collegata alla fascia di complessità della scuola di servizio.

In teoria tutto dovrebbe funzionare come stabilito dalla direttiva 36 del 18 agosto 2016 che definiva le finalità della valutazione ovvero “la valorizzazione e il miglioramento professionale dei dirigenti nella prospettiva del progressivo incremento della qualità del servizio scolastico”.

I presidi, pertanto, dovrebbero compilare, ogni anno, un “portfolio” di autovalutazione che indichi punti di forza e di debolezza oltre che gli obiettivi per il miglioramento. In realtà, però, i dirigenti scolastici hanno compilato questo portfolio, ma non è mai stata usata per la valutazione e dunque l’USR non può usarlo per definire una retribuzione differente.

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