Dirigenti scolastici, adempimenti inizio anno: dalla Valutazione e rendicontazione agli incarichi divieto di fumo e stato aree esterne

di Daniela Vaio
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L’inizio dell’anno scolastico è un momento particolarmente delicato per tutti i soggetti coinvolti nell’avvio delle attività formative e soprattutto per il dirigente, i suoi più stretti collaboratori, gli organi collegiali

Tutti questi soggetti infatti sono chiamati, ognuno per la propria sfera di competenza, a prendere decisioni, delineare indirizzi di gestione, pianificare procedure , progettare. Nella presente guida , non certo esaustiva data la complessità della situazione di avvio dell’anno scolastico, ci si propone di offrire una sintesi di alcuni degli adempimenti iniziali più significativi. Le azioni di avvio del nuovo anno possono essere raggruppate intorno ad alcuni nuclei fondamentali:

  1. Revisione/rendicontazione (relativamente all’anno appena concluso)
  2. Focalizzazione degli indirizzi generali e di gestione
  3. Azioni iniziali di controllo/ monitoraggio
  4. Impostazioni organizzative e procedure
  5. Programmazione didattica/educativa e formativa
  6. Accoglienza
  7. Avvio relazioni sindacali
  8. Sicurezza
  9. Modulistica

Valutazione / rendicontazione

E’ importante che in uno dei primi collegi dei docenti (e comunque entro la fine del mese di settembre), il DS, ovviamente se è in possesso dei dati relativi all’anno scolastico precedente,, informi i membri del collegio circa l’andamento generale dell’anno appena concluso , soffermandosi sugli eventuali punti fi forza o sulle criticità emerse dalla valutazione ex post ( ad esempio, attraverso una presentazione generale dei risultati scolastici degli studenti, con le percentuali degli alunni con giudizio sospeso e alunni non ammessi all’anno successivo, attraverso la rilevazione di eventuali scostamenti tra i risultati finali delle classi parallele, oppure in discipline specifiche, i risultati delle prove INVALSI). Sarebbe opportuno ( se non lo si è fatto nel collegio di giugno) fornire al collegio una rendicontazione sulle attività di formazione delle classi anche al fine di verificare , attraverso le proposte eventualmente emergenti in seno al collegio ( come prevede l’art.7, c.2, lettera b del Dlgs 297/94, il Testo Unico delle disposizioni vigenti in materia di istruzione delle scuole di ogni ordine e grado) l’esigenza o meno di una revisione dei criteri generali, i quali, se hanno rivelato delle criticità, saranno da aggiornare e/ o modificare nella sede opportuna, vale a dire il CdI.

Per gli stessi motivi sarebbe utile richiamare in collegio i criteri di assegnazione dei docenti alle classi : tali criteri dovrebbero essere già stati individuati (competenza, si ricorda , del CdI, come prevede l’art.10,c.4 del già citato Testo Unico), in quanto la definizione dei posti dei docenti nell’organico di diritto e anche in quello di fatto per l’anno scolastico appena iniziato si è già ampiamente conclusa in base alle disposizioni ministeriali in vigore e deve necessariamente aver tenuto conto anche della costituzione interna delle cattedre ( che ovviamente deve presentarsi compatibile con quanto previsto dalla normativa in materia), per quanto riguarda la loro consistenza oraria o l’individuazione degli insegnamenti per le classi di concorso atipiche.

Il richiamo ai criteri di assegnazione alle classi dei docenti in sede di collegio permetterà il chiarimento delle dinamiche sottese alla costituzione delle cattedre individuali, inserendole in un contesto generale, permettendo l’acquisizione di una consapevolezza volta a chiarire con trasparenza l’equità della procedura adottata, sia nei confronti dei docenti già in servizio nella scuola sia nei confronti dei docenti appena arrivati, che si sentiranno subito accolti. Discorso analogo vale per l’assegnazione dei docenti ai vari plessi della scuola. Si ricorda che , come definitivamente chiarito dal CCNL 2016-18, siglato il 19 aprile 2018, i criteri di utilizzazione del personale non sono da considerare tra le materie di contrattazione integrativa, ma il dirigente è comunque tenuto, prima di procedere alla formalizzazione degli atti di assegnazione dei docenti ai plessi ed alle classi, a fornire documentata informazione ai soggetti sindacali, anche ai fini di un eventuale confronto.

Focalizzazione degli indirizzi generali e di gestione

La definizione degli indirizzi di gestione, con le conseguenti impostazioni organizzative, rappresenta l’ azione iniziale fondamentale da intraprendere , onde permettere lo sviluppo di tutta la programmazione scolastica e la efficace concretizzazione dell’azione educativa .

Gli indirizzi generali di gestione devono essere delineati dal DS, sulla base di alcuni elementi fondamentali, quali le esigenze formative, esplicite ed implicite, che emergono dal contesto scolastico e territoriale ( quali sono le vocazioni territoriali, produttive , sociali e culturali, che influenzano gli studenti e le loro famiglie , stimolando in loro particolari esigenze formative ?) , le linee di indirizzo generali, fornite dalla normativa vigente e dalle linee guida ministeriali, le eventuali particolarità dell’utenza ( presenza di alunni stranieri, caratteristiche legate all’ estrazione socio- culturale , problematiche economiche e sociali, concentrazione di alunni DSA o di alunni con particolari problemi familiari, adolescenziali e psicologici , quanti sono gli alunni pendolari etc). Grande attenzione andrà posta alla valutazione ex post relativamente ai risultati scolastici degli anni precedenti ( quanti non ammessi alla classe successiva? Quanti non ammessi agli esami? Quanti alunni con giudizio sospeso? Quanti alunni non ammessi dopo le prove di verifica del giudizio sospeso? Quanti alunni ritirati/trasferiti in corso d’anno non per motivi legati a trasferimento della famiglia?) , ai risultati delle prove INVALSI e al posizionamento della scuola rispetto alle medie di riferimento regionali e nazionali.

Di fondamentale rilevanza sarà una attenta analisi delle effettive risorse disponibili nella scuola , in termini di risorse umane ( sono molti i docenti disponibili a collaborare, a progettare, a sperimentare nuove metodologie didattiche, oppure ci si deve confrontare con un corpo docente poco motivato, scarsamente propenso alle innovazioni, poco formato e allenato a far fronte alle novità? I docenti sono abituati a lavorare concretamente in gruppo o tendono ad una programmazione individuale, discostandosi dalle linee di programmazione dipartimentali? Si dispone nella scuola di personale effettivamente ed efficacemente formato all’uso sistematico delle nuove tecnologie? Ci sono degli assistenti tecnici capaci? Gli assistenti tecnici sono in grado di supportare la scuola anche per le complessità informatiche o si deve necessariamente ricorrere ad un supporto tecnico esterno?

Il personale della segreteria riesce a gestire autonomamente le procedure che richiedono l’utilizzo di particolari piattaforme e strumenti tecnologici? Qual è la percentuale di personale ATA che gode dei benefici della legge 104 e/o non può svolgere tutte le mansioni del profilo professionale di appartenenza perchè ha diritto a mansioni ridotte,( per i collaboratori scolastici)? Quale è il tasso di assenza del personale della scuola? Nella scuola si respira un clima di collaborazione e condivisione oppure serpeggiano tra colleghi sottili tensioni e rivalità e si sono creati gruppi “chiusi”, ognuno dei quali tende a difendere il proprio “territorio”? C’è la disponibilità a “fare squadra”? Si avverte il senso di appartenenza? Il personale si sente adeguatamente valorizzato?) . Prima di elaborare le linee di indirizzo e di focalizzare gli obiettivi di gestione, sarebbe anche opportuno che il DS incontrasse individualmente i nuovi docenti , al fine di una diretta conoscenza delle loro competenze ed esperienze professionali. Lo stesso occorrerebbe fare con il personale ATA, spesso un po’ trascurato, ma così importante per una buona gestione della scuola.

Una ricognizione attenta andrà effettuata sulle risorse strutturali e tecnologiche, per verificare lo stato dei laboratori ( sono da implementare o aggiornare, per cui devono essere preventivate delle spese? Sono a norma dal punto di vista della sicurezza, presentano malfunzionamenti? Il piano di utilizzo dei laboratori risponde alle esigenze o deve essere modificato, anche in base ad un eventuale aumento del numero degli utenti? La scuola dispone di sufficienti strumenti tecnologici, quali PC, tablet, LIM etc rispetto al numero di classi e di utenti? La biblioteca è idonea rispetto alle necessità? L’organizzazione della biblioteca e il servizio al pubblico devono essere modificati? Quale è lo stato delle palestre? Le aree esterne presentano delle problematiche? Le aree esterne vengono utilizzate a fini didattici o presentano potenzialità in tal senso? )

Fondamentale sarà anche una valutazione dello stato di applicazione di quanto era stato previsto per l’anno in corso nel Programma Annuale, circa l’allocazione delle risorse. Le risorse finanziarie sono state spese o rimangono degli avanzi di una certa importanza? Tutto quanto era stato programmato è stato realizzato e portato a termine? Ci sono azioni da completare per cui sarà necessario prevedere una nuova allocazione di risorse a ciò finalizzate ? Ovviamente si potrà fare una stima precisa delle disponibilità finanziarie future solo quando il Ministero avrà comunicato l’importo dei finanziamenti, ma già si dovrebbe essere in grado di avere una stima degli introiti derivanti dai contributi volontari delle famiglie volti a migliorare e ampliare la qualità dell’offerta formativa, per cui già si potrà avere un’idea generale di quelle attività e degli acquisti ad esse finalizzati per i quali le famiglie hanno voluto offrire il loro contributo.

Sarà opportuno procedere ad una ricognizione delle reti , delle convenzioni, degli accordi di partnership , dei semplici rapporti di collaborazione che la scuola ha concluso con enti territoriali, associazioni, agenzie formative e altre scuole del territorio, per comprendere quanto di queste collaborazioni è stato utile ed efficace ( quali attività sono state intraprese? Chi ne ha beneficiato, quali classi e quanti alunni? Sono stati allestiti degli eventi sul territorio? Che risonanza hanno avuto? quali problematiche o criticità si sono eventualmente evidenziate? I rapporti tra i soggetti coinvolti, tra i docenti ed i referenti di tali associazioni/enti sono stati collaborativi e proficui? E’ emersa l’intenzione di mantenere la collaborazione anche nell’anno scolastico appena iniziato? Ci sono enti e associazioni con cui la scuola non ha ancora collaborato ma che sarebbe il caso di contattare? A quali persone nella scuola potrebbe essere affidato il compito di mantenere tali contatti? Quali attività potrebbero essere avviate?)

L’attenzione andrà rivolta anche alle famiglie degli studenti. E’ importante rilevare con chiarezza alcuni elementi: qual è il tasso di partecipazione dei genitori alle riunioni collegiali ? quale è la frequenza con cui i genitori chiedono di incontrare i docenti singolarmente, in quali classi si concentra maggiormente, in riferimento a quali discipline e a quali insegnanti? I genitori partecipano ai progetti ed alle attività della scuola? Quali sono i principali motivi di lagnanza? I genitori propongono suggerimenti in merito alle attività didattiche ed ai servizi offerti dalla scuola? Quale è la percentuale delle famiglie disagiate, delle famiglie con genitori stranieri, con genitori separati? Quale è la percentuale di famiglie composte da un solo genitore? (questi elementi saranno preziosi anche al fine dell’elaborazione dei criteri di accoglimento delle domande di iscrizione, che andranno definiti entro la fine dell’anno solare)

Gli indirizzi di gestione, insomma, non possono prescindere da una attenta analisi della situazione reale, che va analizzata dal DS con sguardo disincantato, al fine di individuare con concretezza le reali necessità degli studenti , delle loro famiglie e dei lavoratori della scuola. Solo partendo da questo presupposto si potranno definire delle linee di indirizzo realmente efficaci e concretizzabili, individuando pochi ma chiari e ben definiti obiettivi di gestione.

Le linee di indirizzo elaborate dal DS , sulla base di una attenta analisi della reale situazione di partenza, andranno condivise con tutti i soggetti scolastici: è molto importante che questo avvenga, in quanto tutti si dovrebbero sentire partecipi , nell’ottica della costituzione di una vera comunità , è un obiettivo molto ambizioso, certamente, e non facile da concretizzare, ma tale difficoltà non deve scoraggiare il DS dal provare a ottenere il massimo coinvolgimento possibile .

Azioni iniziali di controllo/ monitoraggio

Gli aspetti e gli elementi da controllare, per un eventuale aggiornamento, all’avvio di un nuovo anno scolastico sono molteplici. Vediamone alcuni tra i più significativi.

Ricognizione incarichi/documenti legati alla sicurezza.

E’ fondamentale procedere il prima possibile al controllo relativo alla formazione di base sulla sicurezza, come prevede il Testo Unico in materia. I lavoratori della scuola devono effettuare il corso di aggiornamento ( aggiornamento di 6 ore in 5 anni)? I nuovi ingressi (docenti ed ATA) sono in possesso dell’attestato valido circa la formazione sulla sicurezza ( almeno di 12 ore )? Occorre formare i preposti?

Il RSPP deve essere nominato? Quando scade il suo incarico? Lo stesso controllo deve essere effettuato per il Medico Competente

Nel caso di RSPP esterno, la scuola è provvista di un sufficiente numero di ASPP? Devono essere formati o deve esser loro fornito l’aggiornamento previsto dalla normativa?

E’ stato designato ed è formato il Responsabile dei Lavoratori per la sicurezza?

La squadra antincendio è sufficiente ed è idonea a livello di formazione? E gli addetti al primo soccorso?

Nel caso si disponga di un defibrillatore, ci sono nella scuola delle persone adeguatamente formate per la sua utilizzazione?

La scuola dispone delle certificazioni che l’Ente proprietario dell’edificio ha il dovere di fornire in copia? Se tale documentazione non è agli atti, sarà bene richiederne subito copia ( il CPI – Certificato Prevenzione incendi, il certificato di agibilità, di idoneità statica della struttura, i certificati che attestano l’idoneità degli impianti, le certificazioni relative agli ascensori, etc). Se l’ente proprietario non provvederà all’invio richiesto (evenienza molto probabile) sarà bene , dopo qualche mese, rinnovare la richiesta.

Controllo del DVR (Documento valutazione dei rischi): se sono stati effettuati interventi di qualsiasi genere sulla struttura e sull’edificio ( più frequenti durante il periodo estivo), se si registra un aumento del numero degli utenti (studenti e personale), se si sono modificati laboratori e/o sono state acquistate nuove attrezzature contattare immediatamente il RSPP, perchè il DVR probabilmente andrà aggiornato. Il RSPP andrà consultato anche quando si programmano cambiamenti e trasferimenti di arredi ( anche semplici armadi) al fine di verificare che le modifiche che si vogliono attuare non costituiscano fonte di rischio o intralcio.

Ricognizione stato delle palestre: è importante che prima dell’inizio delle lezioni venga effettuato un controllo sullo stato delle palestre, in particolar modo sulla sicurezza delle attrezzature ( sono ben ancorate ai muri? Mancano staffe, viti etc? le corde si presentano integre? la pavimentazione si presenta liscia o ci sono delle increspature che potrebbero costituire pericolo di inciampo?). Nel caso si rilevassero delle irregolarità , provvedere immediatamente ad emanare una circolare ai docenti affinchè l’attrezzo non venga utilizzato, posizionare sull’attrezzo un cartello che ne vieti l’uso, avvertire il RSPP, avvertire l’ente proprietario chiedendo un immediato intervento ai fini della riparazione/sostituzione. Se l’attrezzo è di proprietà della scuola provvedere a contattare la ditta fornitrice per un pronto intervento. Si evitino interventi fai da te , ad opera di qualche volenteroso tecnico o collaboratore scolastico: se disgraziatamente qualcuno dovesse ferirsi o peggio utilizzando un attrezzo su cui la scuola è intervenuta in modo autonomo, senza che la riparazione sia stata certificata e garantita da una ditta specializzata, potrebbero nascere profili di grave responsabilità per il DS che ha disposto o semplicemente permesso tali interventi “alla buona”!

Controllo sullo stato delle aree esterne: discorso analogo vale per le aree esterne, soprattutto se vengono utilizzate da alunni e docenti. Richiedere il prima possibile l’intervento dell’ente proprietario, affinchè provveda al taglio dell’erba, al controllo delle piante e delle radici (spesso motivo di inciampo). Se si rilevano zone non perfettamente sicure, chiuderle al pubblico , emanare la circolare al personale, ma anche ad alunni e famiglie ( perché spesso i genitori transitano nelle pertinenze esterne e devono essere avvisati, affinchè contribuiscano a vigilare sui loro figli ).In attesa dell’intervento dell’ente proprietario posizionare cartelli in prossimità del pericolo e utilizzare ad esempio il nastro a strisce bianche e rosse per delimitare l’area. Se la scuola dispone di un parcheggio interno provvedere al controllo della regolamentazione di transito e pubblicare gli opportuni avvisi; se l’ingresso è consentito solo al personale della scuola , controllare che siano posti ben in vista i cartelli del divieto ed eventualmente emanare una circolare ai genitori (e agli studenti se scuola superiore) per informare tutti di tale divieto.

Ricognizione incarichi degli addetti al divieto di fumo

Gli addetti sono nominati? I cartelli del divieto di fumo sono debitamente posizionati in tutti i punti dell’edificio previsti? Si ricorda che gli avvisi devono essere posizionati anche nelle pertinenze esterne della scuola. I cartelli devono chiaramente indicare: il divieto di fumare , i riferimenti normativi, la sanzione amministrativa prevista, i soggetti ai quali spetta vigilare sull’osservanza del divieto e accertare/verbalizzare/contestare le infrazioni al divieto di fumo

Ricognizione sui contratti di assicurazione

Controllare le date di scadenza dei vari contratti di assicurazione ( Infortuni ed RC , polizza furto/incendio etc), con il supporto della segreteria, che comunicherà all’agenzia il numero aggiornato degli studenti e gli eventuali soggetti scolastici (docenti ed ATA) che volontariamente abbiano chiesto di poter usufruire di tale copertura assicurativa, pagando la quota prevista.

Ricognizione relativa all’assegnazione/aggiornamento credenziali di accesso e password ( con coinvolgimento del DSGA e della segreteria)

Controllo surroghe nel CdI, per la sostituzione dei consiglieri decaduti(competenza, si ricorda , del CdI, come prevede l’art.10,c.4 del Dlgs297/994)

Controllo relativo alla comunicazione all’ANAC e all’USR del nominativo del RASA ( solitamente il DSGA), il Responsabile dell’Anagrafe per la Stazione Appaltante

Controllo sull’eventuale concessione di utilizzo dei locali scolastici a terzi, verificando se sono pervenute richieste in tal senso , da sottoporre al primo CdI. Si presti molta attenzione ai disciplinari d’uso , che gli enti locali, come proprietari degli stabili scolastici, elaborano e che sicuramente vincolano la scuola nelle decisioni di concessione dei locali scolastici a terzi.

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