Dirigenti protestano: “Un docente che gestisce 20 bambini con visori 3D?”: “9 diversi insegnanti in una settimana, didattica spezzettata non è qualità”

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Una delegazione di insegnanti e alunni delle scuole Cardarelli-Massaua e Iqbal Masiq ha tenuto una manifestazione di protesta davanti alla sede dell’Ufficio Scolastico Regionale, come riporta il Corriere della Sera. Il movimento Priorità alla Scuola e rappresentanti sindacali hanno sostenuto questa mobilitazione. La protesta è stata preceduta da un incontro online tra il provveditore milanese, Yuri Coppi, e circa 200 dirigenti scolastici. Questo incontro è stato organizzato in risposta ad una lettera inviata da 43 presidi che chiedevano aggiustamenti nelle assegnazioni del personale docente per l’anno scolastico successivo.

Problemi nel Tempo Pieno e frammentazione della Didattica

Ogni anno, aumenta il numero di famiglie che richiedono il tempo pieno nelle scuole, ma il numero di classi a tempo pieno autorizzate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito rimane invariato, così come l’organico. Per rispondere alle esigenze delle famiglie, le scuole cercano di colmare le lacune e di raggiungere le 40 ore settimanali frammentando le cattedre e destinando il personale che dovrebbe occuparsi del potenziamento e di altre attività alla copertura di queste ore. Questo approccio compromette, secondo i dirigenti, la qualità del tempo pieno, creando una frammentazione nella didattica. I bambini si trovano ad avere fino a 9 insegnanti diversi durante la settimana, con lezioni di italiano, scienze, arte e altre materie. Questo può causare confusione e disorientamento nei ragazzi, che si trovano ad affrontare un modello simile a quello delle scuole medie già durante le elementari.

Richieste per un organico adeguato

Gli insegnanti e i presidi chiedono che l’organico sia assegnato in base al modello didattico proposto dalle scuole e alle specificità territoriali. È importante considerare, sempre secondo i dirigenti che hanno protestato, che le scuole in periferia hanno esigenze diverse rispetto a quelle del centro. Tutte le scuole dovrebbero essere in grado di garantire le compresenze e la struttura delle discipline, senza anticipare il modello delle scuole medie nelle scuole elementari. Gli insegnanti, sottolineano positivamente, che l’acquisto di dispositivi e arredi innovativi, come i visori 3D, è positivo, ma si chiedono come un solo insegnante possa utilizzarli con un’intera classe di venti bambini. È necessario che le richieste delle scuole raggiungano il Ministero dell’Istruzione (MIUR), poiché è lì che possono verificarsi i cambiamenti necessari.

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