Dirigenti. ANP: aumento responsabilità 25%, ma stipendio decurtato

di redazione
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red – Ieri, in VII Commissione l’Associazione Nazionale Presidi ha presentato il proprio dossier con le richieste di emendamento al Decreto salva-scatti. Il sindacato ha posto l’accento soprattutto sull’aumento dei carichi di lavoro e di responsabilità, cui non corrisponde una adeguata retribuzione.

red – Ieri, in VII Commissione l’Associazione Nazionale Presidi ha presentato il proprio dossier con le richieste di emendamento al Decreto salva-scatti. Il sindacato ha posto l’accento soprattutto sull’aumento dei carichi di lavoro e di responsabilità, cui non corrisponde una adeguata retribuzione.

Trattamento economico che, fin dalla nascita della Dirigenza scolastica, afferma l’ANP, ha visto un "trattamento economico complessivo fortemente sperequato rispetto ai dirigenti di pari livello (II fascia) delle altre amministrazioni pubbliche ed in particolare di quello dello stesso Ministero di riferimento (MIUR)".

Uno squilibrio, continua la memoria dell’ANP, "dovuto per intero alla parte variabile della retribuzione, e cioè all’indennità di posizione ed al premio di risultato". Ed il sindacato mette in evidenza quello che definisce il primo paradosso della Dirigenza scolastica. Infatti, queste voci intendono remunerare la complessità dell’incarico svolto, ma le responsabilità attribuite ai dirigenti scolastici sono molto più numerose e complesse di quelle ordinariamente svolte dai dirigenti amministrativi. "Basti un dato per tutti: un dirigente ministeriale coordina di solito l’attività di 5-10 persone al massimo. Un dirigente scolastico, per limitarsi a docenti e personale dipendente, gestisce in media 120-130 persone (un milione di addetti per meno di ottomila dirigenti). Per non parlare degli studenti, dei genitori, dei fornitori, degli Enti locali, degli Enti di vigilanza e di tutto il resto. Di tale dissimmetria nei carichi di lavoro si è anche occupata la stampa: si allega un prospetto sintetico predisposto da una diffusa testata del mondo scolastico."

Situazione aggravatasi, dicono dall’ANP, a partire dal 2012, "per effetto di misure di contenimento della spesa, che hanno cancellato oltre duemila sedi dirigenziali, ridistribuendo il lavoro e le responsabilità sui dirigenti rimasti, con  un incremento medio del 25% a testa. Il tutto a retribuzione invariata, per effetto del blocco decretato con DL 78/2010."

A tutto ciò si aggiunge anche un nuovo tassello, con il Ministero dell’Economia che ha ricalcolato Fondo Unico Nazionale da cui vengono corrisposte le retribuzioni di posizione e di risultato ai dirigenti scolastici, tale da comportarne l’abbattimento per un importo di circa diciotto milioni di euro. Il che si traduce in un taglio di circa duemila euro annui nella retribuzione di ciascun dirigente. Insomma, dice l’ANP, "a lavoro accresciuto si vuole fare corrispondere addirittura una diminuzione della retribuzione (oltre tutto, già fortemente sperequata al ribasso)".

Tutta la memoria, con gli allegati e gli emendamenti

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