Dirigente suicida, accanto a sé aveva solo la sua solitudine. Lettera

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Inviato da Salvatore Pace – Come un agnello tra i lupi. La solitudine istituzionale del dirigente scolastico provoca teagedie che appaiono improvvise e ingiustificate solo quando non se ne conoscano lavoro e isolamento professionale.

Unico responsabile di problemi che non nascono da lui ma che gli si rovesciano addosso quotidianamente, egli si assume responsabilità in solitudine dovendo scegliere e mediare tra interessi contrastanti che gli si scagliano addosso, che urlano di essere soddisfatti con egoistica violenza, senza criterio, senza giustizia, senza rispetto delle leggi. Tutto a tutti e subito!
Sindacati aggressivi, genitori infoiati, studenti esigenti ma tutti, tutti, ignoranti di norme e compatibilità economiche e logistiche. Su tutto, Uffici Scolastici Regionali lontani e occhiuti, feroci di molestie istituzionali e pratici di scaricabarile. E stampa locale alla ricerca del mostro da sbattere in prima pagina, a titillare rabbie, sarcasmi, sfoghi contro poteri e sceriffi.
Io so. Io conosco. Io vivo, forte e fortunato nella mia scuola accogliente per come un nido, efficace e solidale come una squadra di pompieri al centro di un incendio.
Ma so, vedo, vivo lo scempio che si fa della mia professione, della fatica e del dolore di mille solitudini di persone oneste e laboriose.
Preside del Liceo Classico Statale “A. Pansini” di Napoli.

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