Dirigente scolastico sotto inchiesta disciplinare per critiche ad Azzolina. Il Ministro: chiarimento nella sede deputata

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Ha fatto notizia il procedimento disciplinare che è stato avviato ai danni del Dirigente scolastico Alfono D’Ambrosio che aveva scritto dei post critici, alcuni dei quali rivolti al Ministro Azzolina.

I fatti

Il Dirigente, che dirige dal 2019 l’Istituto comprensivo di Lozzo Atestino Cinto Euganeo e Vo’, domenica scorsa ha ricevuto, secondo la ricostruzione di Repubblica, una lettera dall’USR con la quale si comunicava l’avvio di un procedimento disciplinare.

Tra le critiche avanzate dal Dirigente, sempre secondo la ricostruzione del quotidiano, quella sulle percentuali degli studenti positivi che erano state divulgate dallo stesso Ministro.  “Il numero degli studenti positivi nelle scuole è dello 0,08 per cento – ha scritto – Questo numero non vuole dire nulla”.

Critiche erano state rivolte anche alle modalità di svolgimento del concorso a cattedra per diventare dirigenti scolastici, riferisce Repubblica, oltre che al Ministro stesso che è stata definita “una che ci crede, ma è debole”. Questi ed altri i commenti di critica che avrebbero fatto scattare il procedimento disciplinare.

Le critiche dell’opposizione

Durante la settimana non sono mancati gli interventi in difesa del dirigente. 

“Il professor D’Ambrosio, dirigente scolastico a Vo’ Euganeo, comune simbolo della lotta alla pandemia, – così il deputato della Lega Rossano Sasso, membro della commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera – che si è sempre distinto nella sua professione, nonostante la giovane età. Nel 2016 è stato riconosciuto come il miglior ‘docente innovatore’, e pochi mesi fa ha ricevuto anche la visita del Presidente Mattarella. Apprendo da alcuni organi di informazione che il prof. D’Ambrosio sia sotto inchiesta disciplinare per aver criticato l’operato del Ministro Azzolina, senza mai offenderla. Ciò è gravissimo. Siamo alle intimidazioni. Ennesimo atteggiamento vergognoso da parte di Azzolina e chi continua a sostenerla è suo complice”.  “solidarietà al dirigente scolastico vittima delle intimidazioni di Azzolina. Il Ministro dell’Istruzione chieda scusa a chi regge le nostre scuole”.

“Vergognoso – dichiara Dario Bond di Forza Italia – quello che è successo al preside di Vò Euganeo, Alfonso D’Ambrosio. Da parte mia piena solidarietà. Farò un’interrogazione per capire come sono andati i fatti, ma fin da subito considero inaccettabile la mancanza di libertà nell’esprimere una pura e semplice opinione, reo di aver semplicemente mosso delle critiche alla ministra Azzolina». «Critiche direi legittime e quasi scontate in questo momento”

“La crisi che sta affrontando il sistema scolastico – continua – è sotto gli occhi di tutti. E non dipende solo dalla pandemia, ma da una gestione che la ministra Azzolina ha voluto centralizzare sulle sue idee, anche andando contro i pareri tecnici emersi dal Cts. Penso ad esempio al concorso straordinario per i docenti, avviato in piena emergenza sanitaria e poi bloccato. I danni che la ministra sta provocando avranno conseguenze più lunghe del coronavirus. Per questo intendo andare in fondo a questa questione e chiederò al governo di fare chiarezza. In che Paese viviamo se un dirigente scolastico, che evidentemente tiene alla sua scuola e ai suoi studenti, non è più libero di esprimere dubbi legittimi?”.

La risposta del Ministro

Sulla questione è intervenuto lo stesso Ministro che così ha scritto in una lettera inviata allo stesso dirigente. “Resto fermamente convinta, come Ministra e, ancor prima, come cittadina e come insegnante, che la libertà di manifestazione del pensiero debba essere sempre tutelata, come sancito dalla nostra Costituzione all’articolo 21: ciascuno di noi deve poter esprimere il proprio pensiero. – ha scritto – Come anche Lei sa, i procedimenti disciplinari, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, sono avviati autonomamente dall’Amministrazione – puntualizza Azzolina – e non dal vertice politico, che non può e non deve intervenire nel merito”. Intervento che non deve “mai ledere i diritti e la dignità altrui. È un principio che la scuola italiana, quale straordinaria comunità educante e infaticabile anticorpo contro ogni forma di violenza e odio – puntualizza – custodisce e valorizza ogni giorno”. Azzolina si dice certa che la vicenda di D’Ambrosio “potrà essere chiarita nella sede deputata”

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