Il Dirigente Scolastico non è un impiegato né un burocrate. DiSAL: è un professionista

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All’interno della discussione se il Dirigente scolastico abbia o meno un ruolo gestionale, assimilabile quindi a quello del dirigente pubblico amministrativo, o un ruolo professionale, quindi espressione di una soggettività con la finalità di essere a servizio di un bene pubblico, Di.S.A.L. ritiene che la figura del Dirigente scolastico svolga principalmente un ruolo professionale.

All’interno della discussione se il Dirigente scolastico abbia o meno un ruolo gestionale, assimilabile quindi a quello del dirigente pubblico amministrativo, o un ruolo professionale, quindi espressione di una soggettività con la finalità di essere a servizio di un bene pubblico, Di.S.A.L. ritiene che la figura del Dirigente scolastico svolga principalmente un ruolo professionale.

All’interno di questo la ‘gestione’ dei beni e delle risorse deve avere una curvatura tipicamente formativa e, perciò, specifica e diversa dal semplice esercizio amministrativo. E’ una figura paragonabile alla professione medica, tipicamente legata al bene della persona

Il dirigente scolastico non è un impiegato, né tantomeno un burocrate: quella del Dirigente scolastico è una professione, come lo è quella del docente. Le due figure ‘professionali’ appartengono alla stesso processo formativo scolastico. La professione di chi dirige scuole, che attinge tipicamente dall’esperienza dell’insegnare e dell’educare, è una professione funzionale al sostegno della figura docente. E ne è anche uno sviluppo dal punto di vista della carriera. Per questo non è assimilabile alla funzione di ‘gestione’.

Lo scorso 15 ottobre il Consiglio nazionale della Associazione professionale Di.S.A.L. (Dirigenti scuole autonome e libere), riunitosi a Roma per l’incontro annuale, si è confrontato sul DDL n° 1577 ‘Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche’, attualmente in discussione nelle sedi parlamentari, varato dal Consiglio dei Ministri in data 13.06.2014, relativamente all’art. 10 ‘Dirigenza pubblica’, in considerazione del dibattito che si è aperto all’interno delle associazioni professionali di dirigenti scolastici e delle rappresentanze sindacali della scuola sulla opportunità o meno di escludere la dirigenza scolastica (come previsto dalla proposta del Governo contenuta nello stesso DDl n° 1577 art. 10) dai ruoli unici della dirigenza pubblica.

Ne sono emerse le considerazioni e le proposte contenute nel Documento: ‘Dirigenza pubblica: unica o per la scuola’ che DiS.A.L. offre come proprio contributo al dibattito ed alle scelte che il Parlamento è chiamato a prendere nelle prossime settimane.

Quello che ci sta a cuore – affermano i Dirigenti della DiSAL in un documento – come Dirigenti scolastici è la difesa di una professionalità direttiva fortemente caratterizzata da compiti educativi: un contributo tecnico, culturale, scientifico specifico all’interno della dirigenza pubblica e una curvatura di competenze specifiche decisiva per un qualificato servizio pubblico di istruzione. La piena realizzazione di tale professionalità direttiva esige, a fianco del Dirigente, l’istituzione di forti figure collaborative quali quella di un Vicedirigente e quella di un Direttore Amministrativo cui affidare l’esecuzione di tutte le specifiche azioni amministrative e finanziarie, meglio valorizzato rispetto alla figura attuale ed alle dipendenze funzionali del Dirigente scolastico.

La proposta. In quest’ottica la funzione del Dirigente scolastico si deve differenziare dalla funzione gestionale ed amministrativa che caratterizza la figura del dirigente pubblico tout court. Anche per questo la dirigenza scolastica deve differenziarsi dalla funzione di datore di lavoro che va attribuita a chi ne ha le specifiche ed effettive attribuzioni d’esercizio.

Di.S.A.L. sostiene che all’interno del D.D.L. 1577 varato dal Consiglio dei Ministri in data 13.06.2014 per la ‘Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche’ e attualmente in discussione nelle sedi parlamentari, nella parte riferita alla dirigenza pubblica, il Governo debba impegnarsi entro pochi mesi a varare un "nuovo stato giuridico della dirigenza scolastica" che rivisiti e riscriva il profilo professionale definito dall'art. 25 del D.Lvo 165/2001: sarà questa l’occasione per riqualificare la dirigenza scolastica come tale.

In questa prospettiva i presidi di Di.S.A.L. sono pienamente disponibili alla valutazione del Dirigente scolastico di ciascuna scuola prevista dalla Direttiva MIUR 18.09.2014 n°11 sul Sistema Nazionale di Valutazione, con il relativo riconoscimento retributivo. Tuttavia va ribadito che questa valutazione deve avvenire contestualmnete a quella dei diversi altri soggetti autori del processo formativo (docenti, personale ATA, funzionari).

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