Dirigente emana circolare: “Sospenderò dal servizio chi non si vaccina”

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Questo quanto contenuto in una circolare emanata da un dirigente scolastico con la quale ha inteso fornire raccomandazioni per tornare alla Didattica in Presenza. Il Dirigente, nella circolare, accoglie con favore il riconoscimento “strategico della scuola” mostrato dallo Stato assegnando al personale la priorità per la somministrazione del vaccino.

Un privilegio – scrive – in anticipo su tante altre categorie di cittadini” ed invita il personale a vaccinarsi.

La circolare sottolinea il fatto che non è possibile per il Dirigente obbligare alla vaccinazione, ma argomenta su un suo possibile intervento circa la possibilità di sospendere il lavoratore.

Si legge, infatti, nella circolare. “Come datore di lavoro formale non posso obbligarvi al vaccino ma sappiate che ho l’obbligo di sorvegliare che nessuno dei lavoratori dell’Istituto possa costituire un rischio per la salute propria, dei colleghi e dei bambini e ragazzi affidateci. Se un lavoratore si rifiuterà di fare il vaccino ed io ne avrò notizia certa, sarà mio dovere sospenderlo dal servizio: per la sicurezza degli altri lavoratori e di tutta l’utenza. Chi non può prestare la propria opera in sicurezza per propria volontà e senza giustificazione sanitaria non può essere retribuito per una prestazione lavorativa che sceglie di non prestare alle uniche condizioni possibili.

Sempre nella circolare, secondo l’idea del Dirigente i “datori di lavoro possono e devono sospendere senza retribuzione i lavoratori che espongono, per propria scelta personale non giustificata da motivazioni sanitarie documentabili, se stessi, i colleghi e l’utenza a rischi evitabili e ben noti.

Una interpretazione del ruolo della dirigenza e delle sue competenze che non è piaciuta ad alcuni sindacati, che sarebbero pronti alla diffida.

Non siamo negazionisti – ci riferisce telefonicamente Michele Nudo, segretario UIL scuola Venezia – non siamo contro i vaccini, ma se non c’è una legge nessuno può obbligare il lavoratore. Il DS non può imporre un vaccino minacciando la sospensione. Si tratta di questioni delicate che vanno affrontate nelle sedi opportune“.

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