Dirigente dell’USR Friuli V.G. si è dimessa. Motivi personali, ma governare la scuola è sempre più difficile

di Avv. Marco Barone
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E’ durato sei mesi l’incarico di Alida Misso, nominata alla guida dell’USR del FVG. Come è noto dal 2014 si è deciso che quattro Uffici scolastici regionali italiani, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Molise ed Umbria, vista la popolazione studentesca ivi presente, non potranno avere alla guida un direttore generale bensì un dirigente di livello non generale.

Il Friuli Venezia Giulia pur essendo una piccola regione ha diverse problematicità irrisolte. Ed i proclami politici o le passerelle politiche sempre più frequenti in questo periodo in FVG, visto che nel 2018 si voterà anche per le regionali, non serviranno e non sono servite a risolvere situazioni gravose.

L’USR così come tutte le articolazioni territoriali, quali gli uffici territoriali, soffrono da tempo di una considerevole carenza di organico con conseguenze ben note. Poco personale chiamato a super lavoro ma dei vuoti e dei buchi saranno inevitabili e sono inevitabili perché nessuno ha il dono dell’ubiquità.

La dirigente Misso, come si è appreso nella prime ore della mattina del 24 ottobre dal Tg Rai regionale si sarebbe dimessa perché” ufficio troppo gravoso anche per le carenze di organico”, così un Tweet del TG3RaiFVG. Carenze  che soffocano gli uffici ministeriali del FVG. Anche se poi durante la giornata è arrivato un comunicato stampa dove si è spiegato che le dimissioni sono avvenute per motivi personali.

Ho conosciuto la dott.ssa Misso, una persona portata al dialogo,all’ascolto, se ha deciso di attuare una simile decisione, quale quella di dimettersi, pur se per motivi personali, significa anche che la situazione non era semplice. E lo stipendio da 120 mila euro annui come è stato osservato dai più probabilmente non vale lo stress che si patisce a certi livelli, con certe responsabilità e con certe situazioni di precarietà organizzative rilevanti ed ignorate da Roma.

Per non parlare del disastro che si è verificato nel primi tempi in cui è entrata in vigore la 107 del 2015, una legge che ha visto contro quasi l’80% dell’intero personale scolastico, con uno sciopero forse senza precedenti nella scuola per tipo di adesione. Per mesi e mesi in FVG vi sono state tante classi scoperte, cioè senza il docente di riferimento.

Oppure il personale ATA continuamente in sofferenza di organico e totalmente dimenticato e chiamato a lavori super intensivi. O la difficoltà di nominare i supplenti in questo nuovo anno scolastico. Una legge, la “buona scuola”, che ha legittimato situazioni con cui oggi in FVG si fanno i conti duramente.

Come è stato denunciato più volte il FVG ha una carenza pazzesca anche di dirigenti titolari, dirigenti più volte chiamati ad effettuare anche più di una reggenza. E la soluzione è la solita attesa del solito concorso che prima o poi arriverà. Ma non si deve dimenticare che la legge 107 dispone la “possibilità”, senza che derivino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomia fino al 10% di docenti che lo coadiuvano in attività di supporto organizzativo e didattico dell’istituzione scolastica. Cioè ha ampliato rispetto al passato la possibilità di nominare collaboratori del DS all’interno della singola scuola proprio perché quella “riforma” non contrasta il taglio delle dirigenze e sostiene indirettamente la logica delle reggenze, delegando il tutto a docenti disponibili che si prendono responsabilità improprie e retribuite con quattro soldi.

All’inizio di questa estate denunciavo che la scuola è una cosa seria, ma non in Italia e gli ultimi governi che si sono susseguiti a Roma si sono dimenticati del FVG e tale abbandono abbinato agli effetti previsti della 107 ha prodotto una situazione imbarazzante e di difficile gestione.

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