Il premio “Dirigente dell’Anno 2021” è stato assegnato a Laura Biancato [INTERVISTA]

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Il titolo di “Dirigente dell’Anno 2021” è stato assegnato a Laura Biancato. L’organizzazione dedicata al mondo della scuola “Your Edu Action” ha annunciato i nomi dei protagonisti della scuola italiana a cui intende rendere omaggio in questo particolare anno 2021. I promotori del riconoscimento hanno selezionato e assegnato il prestigioso Premio annuale #YEA al dirigente scolastico, all’insegnante e allo studente che più si sono caratterizzati nel loro ruolo. Un riconoscimento – spiegano gli organizzatori – che non è frutto di una competizione, non si vuole premiare “il più bravo”.

Lo #YEA non è l’oscar della scuola che, in base a determinate condizioni di valutazione, va a individuare l’eccellenza dei personaggi che ne fanno parte. E non è nemmeno una gara a preferenze, dove vince chi ottiene maggiori votazioni. Si desidera semplicemente menzionare e mettere in luce lo studente, l’insegnante e il preside che hanno svolto il proprio ruolo con grande animosità, mettendoci una forte componente passionale e personale. Un premio che non assegna coppe o assegni ma vale un “grazie” a caratteri cubitali.

Laura Biancato è Dirigente presso l’ITET “Einaudi” di Bassano del Grappa – siamo nel Vicentino – e guarda al futuro con speranza tramite il progresso scolastico fatto di ascolto, dedizione e passione per il proprio lavoro. La dirigente, si legge ancora nella motivazione, ha un curriculum davvero invidiabile. Nel 1983, quando ha appena 20 anni diventa docente di scuola primaria, ruolo che ricoprirà per 13 anni. Nel 1996, a soli 33 anni, diventa dirigente scolastico, partecipando contemporaneamente alla stesura del Piano Nazionale Scuola Digitale e ad altre commissioni ministeriali sui temi della scuola digitale.

Oltre a tutto ciò, Laura Biancato è formatrice e autrice di articoli e testi sull’innovazione scolastica, consulente del Centro Studi Erickson, per il quale ha curato e sta sviluppando il progetto Expert Teacher e consulente di IPRASE Trento. “Comprendete voi stessi quanto Laura Biancato abbia delle competenze ed un curriculum davvero impressionanti, il premio come dirigente scolastico dell’anno 2021 va anche all’incredibile tenacia che ha dimostrato durante la pandemia facendola risultare come una delle voci più influenti e ascoltate durante il buio del ping pong tra didattica a distanza e in presenza.

Nei suoi ultimi emendamenti, come dice lei stessa, frutto di un lavoro corale, ci sono tantissimi progetti e iniziative interessanti, anche relative agli strumenti digitali per la pandemia.

A partire dall’introduzione nella sua scuola di spazi di co-working e relax per studenti e docenti, nuovi laboratori per le materie STEM e per nuovi indirizzi (robotica, geotecnica, costruzioni) e nuovi strumenti digitali, come iPad e monitor touch con sistemi di mirroring per le lezioni. Ha previsto un supporto agli studenti con fragilità, con un team di quattro esperti, tra psicologi e counselor, sportelli di ascolto e azioni nelle classi. Tra le attività didattiche ha inserito le soft skills, che i ragazzi sperimentano con lavori in gruppo e public speaking, più autoanalisi di sé e del proprio progetto di vita. Davvero un risultato incredibile.

Quando le fanno la domanda: “La pandemia ha costretto le scuole, il personale, gli alunni a un avanzamento tecnologico straordinario. Gli strumenti innovativi saranno utilizzati nel futuro?” Lei risponde: “Alla fine useremo sempre questi strumenti. Pensiamo di fare così anche il prossimo anno. Vogliamo tenere abilitato ciò che abbiamo sperimentato. Ma anche i consigli di classe abbiamo sperimentato che funziona svolgerli a distanza e tante altre riunioni. Ma si pensi ai messaggi video che potrebbero sostituire le Circolari. Io ho sostituito in questi mesi le circolari con brevi messaggi video”.

Proprio in queste ore l’Istituto Einaudi ha approvato in collegio dei docenti, l’attivazione del percorso sperimentale quadriennale di un Tecnico economico curvato sull’economia sostenibile, avendo aderito al bando ministeriale che sta impegnando tante scuole secondarie di secondo grado nei pochi giorni messi a disposizione per prendere questa decisione importante e impegnativa, che pure ha destato tante preoccupazioni tra gli insegnanti per la perdita dui cattedre che potrebbe verificarsi a seguito dell’eliminazione di un anno di scuola superiore.

Laura Biancato, lei ha detto che “dimostrare che si può fare una scuola all’avanguardia e dare ai ragazzi e alle ragazze le migliori opportunità formative è una bellissima esperienza”. Come ha preso questo riconoscimento?

“Mi ha fatto molto piacere quando il responsabile mi ha scritto per comunicarmelo”.

Nel 1983, quando aveva 20 anni, diventa docente di scuola primaria, professione che svolgerà per 13 anni. Com’era la scuola primaria quando lei l’ha lasciata?

“Quando l’ho lasciata da insegnante, la scuola mi appassionava molto. Uno degli aspetti più belli di questa piacevole giornata è rappresentato dai commenti ricevuti sul mio profilo Facebook da parte di ex alunni delle elementari che ora sono quarantenni. Mi hanno lasciato dei ricordi che mi hanno commossa. Mi piaceva molto quello che facevo, grazie alla passione per i bambini, per la didattiaa e per la formazione”.

E allora come si fa a lasciare la carriera di docente, che tanto appassiona, per assumere la dirigenza, un ruolo burocratico?

“Sono stata mossa dalle stesse motivazioni. Ho pensato che avrei potuto spendere le energie per l’istituto intero e fare un buon servizio alla scuola e non soltanto a una classe”.

Si è mai pentita della scelta?

“Non sono pentita, anche se nel 1996 era tutto diverso. All’epoca, da direttrice didattica, l’obiettivo era quello di coordinare l’attività didattica. Prima non c’era l’autonomia, non c’erano compiti organizzativi, occorreva fare solo consulenza didattica. Poi nel 1999 ho avuto l’incarico in uno degli istituti comprensivi italiani. In quell’anno è cambiato tutto con l’autonomia, fino alla gestione del bilancio diversa, ancora però si lavorava bene”.

E ora?

“Ora ci sono arrivate addosso responsabilità enormi sotto tutti i punti di vista. Le dimensioni degli istituti sono ora abnormi perché abbiamo tanto personale e migliaia di studenti da gestire, tanti fondi da usare. L’ampiezza del tipo di lavoro che si fa è vasta, e va dalla sicurezza alla prevenzione sanitaria. Da tempo ormai non stiamo più facendo i presidi, ma i presìdi: cambia l’accento, cambia il lavoro. La responsibilità patrimoniale e amministrativa, un lavoro enorme. E’ cambiata la complessità della scuola e delle persone da gestire”.

La scuola ha bisogno più che mai di cura e di attenzione. Attenzione che non può non partire dai docenti e dalla formazione: questa è una sua convinzione. E’ così?

“Bisognerebbe ripartire dalla selezione all’ingresso e indirizzare la selezione agli obiettivi di un docente preparato bene. Bisognerebbe far conoscere a un docente appena arrivato le competenze che deve avere. Invece la selezione non viene fatta su questi parametri ma viene fatta in modo diverso”.

Come?

“Con dei quiz, ad esempio. In questi giorni la selezione viene fatta nella primaria con dei test che non hanno attinenza con il lavoro che questi docenti saranno chiamati a svolgere, né con le competenze che dovrebbero possedere. Bisognerebbe partire dalla formazione. La formazione universitaria dovrebbe prevedere non dei Cfu ma percorsi specifici per chi vuole insegnare, così come avviene per la laurea in Scienza della formazione primaria. Ecco: lo stesso percorso dovrebbe essere previsto per la scuola secondaria. Invece non c’è una preparazione specifica e così finisce che la preparazione si fa sul campo e spesso sulla pelle degli studenti e su questo occorre riflettere molto. Il livello degli insegnanti può essere ottimo ma se ci fossero dei percorsi universitari indirizzati verso l’insegnamento sarebbe meglio”.

Proprio nelle ultime ore il collegio dei docenti della sua scuola ha approvato la sua proposta di partecipare al bando ministeriale per l’istituzione di un perocorso quadriennale, che coinvolgerà una nuova prima classe. E’ una decisone impegnativa su una questione che vede i docenti di tutta Italia preoccupati e anche agguerriti. Il collegio si è spaccato? Che tipo di percorso è stato individuato?

“Il collegio si è spaccato, ma sarebbe stato peggio avere una maggioranza bulgara. Abbiamo fatto una lunga discussione. Certo è un problema discutere in tempi brevi una questione tanto importante. Proponiamo un Tecnico economico curvato sull’economia sostenibile. Comporta un piano di studi particolarmente attento all’economia circolare secondo l’Agenda 2030, prevista a salvaguardia dell’ambiente. Noi ci occupiamo della parte economica e cioè di ciò che l’azienda deve mettere in campo a tutela dell’ambiente”.

I docenti vedono nel bando ministeriale una futura e progressiva perdita di cattedre.

“La perdita di cattedre è una favola metropolitana. In realtà devi fare le stesse ore che fai in cinque anni. La somma delle ore è la stessa del quinquennio”.

A chi è rivolto il nuovo percorso? Ci sarà una selezione all’ingresso? E i docenti saranno obbligati?

“E’ un percorso rivolto a ragazzi disposti a sottoporsi a un elevato impegno nello studio. Nessun test, il bando lo vieta. In orientamento renderemo chiaro alle famiglie che il percorso sarà impegnativo. Anche la didattica dev’essere diversa. Il Consiglio di classe di questa nuova prima sarà formato su base volontaria, assegnerò i docenti che lo vorranno, ma loro hanno già aderito”.

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Studente e docente dell’anno

Per il 2021 il titolo di “Studente dell’Anno” è stato assegnato a Mirko Cazzato.

Mirko Cazzato ha 20 anni, è di Lecce ed è il co-fondatore e team leader della giovanissima startup sociale “Mabasta”, la quale ha la natura e la mission descritta nel suo stesso acronimo, ossia “Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti”. Ha ideato un originalissimo e innovativo protocollo di sei azioni che rendono, per la prima volta, gli studenti stessi protagonisti nella prevenzione e lotta ad ogni forma di bullismo, cyberbullismo e bodyshaming in età scolare. Il protocollo si chiama “Modello Mabasta” e negli ultimi anni ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per la validità. Anche Mirko ha ricevuto recentemente un riconoscimento internazionale, è stato selezionato nella Top 10 al mondo del “Global Student Prize”, meglio conosciuto come il premio “Nobel” degli studenti. È risultato tra i dieci studenti più impattanti al mondo non per i voti conseguiti a scuola, ma per l’impegno sociale profuso con “Mabasta”.

Il titolo di “Docente dell’Anno 2021” è stato assegnato a Daniela Di Fiore.

Daniela Di Fiore non è solo una grandissima professionista dell’educazione, ma anche una donna dall’umanità unica. Professoressa presso il reparto di Oncologia pediatrica dell’ospedale Gemelli di Roma, le è stata attribuita da poco anche l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per la passione, la professionalità e la sensibilità con cui svolge il servizio d’insegnamento a favore dei piccoli ricoverati. Il suo lavoro consiste nell’insegnare italiano e storia ai ragazzi delle secondarie ricoverati nella sezione ospedaliera del Policlinico romano. Come se non bastasse, Daniela Di Fiore è anche autrice con Roberto Ormanni, del libro “Ragazzi con la bandana” e, con Gabriele Manzo, di “Storie di incredibile felicità”. Inoltre, il ricavato della vendita dei libri viene devoluto ad Agop (Associazione Genitori Oncologia Pediatrica) Onlus per il progetto “La casa a colori”, una struttura di accoglienza per i piccoli pazienti del Gemelli e delle loro famiglie.

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