Dirigente condannato al carcere, Anief: Stato non tutela i Presidi. La nostra checklist

di redazione
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Comunicato UDIR – Nel 2011 uno studente rimase coinvolto in un grave incidente qualche giorno dopo aver terminato le prove di maturità.

La Suprema Corte ha confermato un mese di reclusione e il pagamento di un risarcimento danni per la preside imputata, insieme ad altri, per lesioni colpose gravi in relazione all’incidente.

Marcello Pacifico (Udir): Per salvaguardare la loro attività abbiamo predisposto una checklist con richieste di pertinenza del DS. A noi sembra che lo Stato non riesca a tutelarli e abbiamo creato, grazie al contributo dei nostri esperti, un documento da inviare ai comuni su cui ricadono gli istituti di pertinenza

Il caso

I fatti risalgono all’estate del 2011 e sono avvenuti in un liceo di Sapri: uno studente rimase coinvolto in un grave incidente qualche giorno dopo aver terminato le prove di maturità; si era recato a scuola per assistere all’esame orale di un compagno.  Come riporta Sky Tg24, “il giovane, inciampando, era caduto su un lucernario precipitando per oltre 7 metri e riportando ferite gravi. Il solaio-lucernario era accessibile attraverso una porta finestra solitamente chiusa con un piccolo lucchetto, ma che talvolta veniva aperta, come accadde quella mattina, a causa del gran caldo”. La Suprema Corte ha confermato un mese di reclusione e il pagamento di un risarcimento danni per la preside imputata, insieme ad altri, per lesioni colpose gravi in relazione all’incidente.

Quindi la Cassazione ha stabilito che “il dirigente scolastico riveste una posizione di garanzia in relazione alla sicurezza nelle scuole e può andare incontro a una condanna penale nel caso di infortunio di una persona all’interno dell’istituto”. La pena inflitta alla preside costa di un mese di reclusione (condizionalmente sospesa) e del pagamento di un risarcimento danni (della DS e dell’ingegnere responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell’istituto).

Come specifica la rivista specializzata Orizzonte Scuola, “per i giudici non ha rappresentato attenuante neppure il fatto che lo studente in questione fosse a scuola per assistere all’esame orale di un suo amico, avendo già sostenuto la sua prova giorni prima. Una causa civile stabilirà l’entità del risarcimento che i due responsabili dovranno versare alla vittima, oltre ai 15mila euro di provvisionale immediatamente esecutiva”.

La posizione di Udir

Udir, sindacato che tutela l’operato dei DS, qualche giorno fa, ha proprio sottolineato quanto sia complesso e delicato il ruolo di chi è a capo di una scuola e come, molte volte, le responsabilità siano da imputare ad altri; non a caso, ha messo a disposizione dei soci una checklist con richieste di pertinenza del DS.

Il commento del presidente Pacifico

Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato come sia “necessario, per tutti i dirigenti scolastici, inviare un’istanza che abbia il fine di dispensare il DS da responsabilità che non gli competono. A noi sembra che lo Stato non riesca a salvaguardare la posizione dei presidi; a tal proposito, abbiamo reputato opportuno predisporre un documento, da inviare ai comuni su cui ricadono gli istituti di pertinenza”.

Si ricorda che il servizio è riservato ai soci; per maggiori informazioni e per ricevere l’istanza scrivere una e-mail all’indirizzo [email protected].

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