Da direttore generale a docente: un ruolo che arriva dopo 23 anni

di Giulia Boffa
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GB – E’ stata assunta a tempo indeterminato nella scuola dopo 23 anni, avendo superato il concorso ordinario nella scuola nel 1990 e dopo una carriera professionale di tutto rispetto in altro ambito, che l’ha portata a diventare direttore generale dell’istituto per anziani "Brignole" di Genova.

Il suo nome è Michela Costa e racconta di quel concorso di cui non aveva saputo più nulla:"Dopo poco tempo avevo iniziato un altro percorso professionale", ricorda.

GB – E’ stata assunta a tempo indeterminato nella scuola dopo 23 anni, avendo superato il concorso ordinario nella scuola nel 1990 e dopo una carriera professionale di tutto rispetto in altro ambito, che l’ha portata a diventare direttore generale dell’istituto per anziani "Brignole" di Genova.

Il suo nome è Michela Costa e racconta di quel concorso di cui non aveva saputo più nulla:"Dopo poco tempo avevo iniziato un altro percorso professionale", ricorda.

.Quando la lettera di assunzione è arrivata, Michela lavorava come direttore di distretto sociale al comune di Chiavari, anche se con un contratto a tempo determinato, a scadenza. "Ero già sintonizzata a pensare alla pensione, invece è arrivata la proposta di assunzione  –  racconta  –  ci ho pensato un attimo e mi sono detta, ma sì, mettiamoci di nuovo in gioco".

Nel 2010 Michela Costa è stata nel consiglio di amministrazione di Aster. Prima ancora, dal 2001 al 2003, nel consiglio di indirizzo della Fondazione Carige. E ancora più indietro negli anni, presidente del consiglio di amministrazione e direttore di Coseno, società per i servizi integrati di consulenza.

A metà degli Anni Ottanta esce dall’università di Genova e poi passa dalla scuola di specializzazione di Pisa.

Adesso è titolare su una cattedra di Geografia Economica dell’istituto tecnico Einaudi-Casaregis di Sampierdarena.

Aveva fatto il concorso regionale nel ’90: aveva finito le prove (scritte ed orali) nel ’92 e le aveva superate entrambe, ma il numero di posti disponibili era nettamente inferiore a quello dei vincitori. Non era stata immessa in ruolo, tantomeno chiamata ad insegnare, anche per una sola supplenza.

Ora guadagna 1400 euro netti al mese, un quarto meno di quello che guadagnava acome direttore di ditretto sanitario e meno della metà di quello che guadagnava al Brignole, ma dice:"Mi accontento. In cambio, sono molto più rilassata".

 

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