Violenza sulle donne, Valditara: “Invito alla cultura del rispetto in tutte le materie. Docenti al centro del progetto” [VIDEO]

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Presentato un piano per introdurre l’educazione sentimentale a scuola. I ministri dalla Famiglia, Natalità e Pari Opportunità Eugenia Roccella, dell’Istruzione e Merito Giuseppe Valditara e della Cultura Gennaro Sangiuliano hanno tenuto una conferenza stampa per presentare iniziative rivolte al mondo della scuola per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne.

“Questa iniziativa non è partita dopo gli ultimi fatti di cronaca, ma per mia personale iniziativa”, ha detto il ministro Valditara, iniziando a illustrare le principali caratteristiche di quanto pensato per “togliere i rimasugli di cultura macista dalla nostra società”. L’obiettivo è quello di promuovere il rispetto e la consapevolezza sulle conseguenze degli abusi e delle violenze legate. Si chiamerà “‘Educare alle relazioni’ e sarà trasmesso agli istituti con una direttiva ministeriale”. Saranno previsti gli interventi e gli aiuti di psicologi, avvocati e assistenti sociali, ma anche di influencer, cantanti, attori e personaggi pubblici.

“Per la prima volta in Italia si affronta di petto il tema del maschilismo e della violenza. La scuola si occupa del maschilismo che impone alle donne forme di violenza in strada, a scuola, al lavoro”, aggiunge. “Occorre dire basta a quei residui di cultura maschilista che inquinano il Paese. Inaccettabili le vessazioni e violenze quotidiane” sulle donne.

Il ministro è poi tornato sul libro di Alessandro Amadori, docente e consulente del Ministro: “Voglio fare chiarezza, ho letto il libro del prof Amadori, non c’è alcuna frase contro le donne in generale né che si giustifichi atteggiamenti di prevaricazione contro le donne. Si parla di un rapporto conflittuale tra uomo e donna, si stigmatizza persino il patriarcato e l’atteggiamento violenza e si dice che in alcuni casi ci sono atteggiamenti prevaricatori da parte del genere femminile; non c’è alcun atteggiamento discriminatorio in quelle pagine, lui ha la sua tesi, io potrei averne altre”.

Il docente universitario, a La Stampa, respinge le accuse mosse dal quotidiano Domani, che ha pubblicato alcuni passaggi del suo libro, scritto insieme a Cinzia Corvaglia, ‘La guerra dei sessi‘. “Il libro è molto complesso per il linguaggio che utilizza – afferma – Sette anni fa dall’analisi dei dati ho notato un aumento della conflittualità tra i generi e ho fatto un approfondimento che mi ha portato a un’iperbole che in realtà è anche una verità e cioè che sia nata una guerra tra i sessi”. Per Amadori “gli uomini non hanno mai fatto il percorso di crescita che hanno fatto le donne con il femminismo quindi rimangono delle porzioni di strutture mentali che sono arcaiche, le stesse di 2-300 anni fa”. Poiché, continua, “l’aggressività maschile è palese ho tentato di capire la natura di quella femminile che è meno brutale, meno frequente, ma quando si manifesta sa essere cattiva”. E, tuttavia, sottolinea le violenze contro le donne e l’aggressività che le donne possono manifestare nei confronti degli uomini “non sono comparabili, lo spiego nel libro. E nella mia analisi concludo che bisogna disinnescare l’aggressività maschile. Per farlo dovremmo sederci intorno a un metaforico tavolo e fare un patto tra i generi, un’alleanza”.

“Il progetto Educare alle relazioni è stato scritto dal Dipartimento del Ministero dell’Istruzione e del Merito dopo aver sentito il parere delle associazioni dei genitori, degli studenti, dei docenti, dei sindacati, dell’ordine degli psicologi e di diversi esperti fra cui anche giuristi e pedagogisti. Il documento è stato letto, condiviso e sottoscritto da me. È questo il documento che domani presenteremo ed è questo documento che va giudicato”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in una nota.

Così il ministro durante la conferenza stampa: “L’ispirazione per questo progetto nasce da eventi sconcertanti, come gli episodi di violenza a Palermo e Caivano, che hanno scosso l’opinione pubblica l’estate scorsa. L’obiettivo è chiaro: dire basta alla normalizzazione delle vessazioni quotidiane subite dalle donne.  Per la prima volta in Italia, un’iniziativa di questa portata si propone di affrontare frontalmente il problema del maschilismo, integrando la cultura del rispetto in tutti gli ambiti educativi. Il cuore del progetto risiede nell’Educazione Civica, con un focus particolare sulle scuole secondarie di secondo grado. Qui, gruppi di discussione, composti e moderati dagli studenti stessi, esploreranno le tematiche legate al rispetto e alle conseguenze legali derivanti da comportamenti inappropriati. Questi gruppi saranno un fondamentale strumento di supporto e prevenzione. I docenti avranno un ruolo centrale come moderatori di questi gruppi di discussione, che avranno una durata di trenta ore. In aggiunta, il supporto di esperti qualificati garantirà una trattazione approfondita e professionale delle tematiche. Ogni scuola avrà un docente referente per il progetto, assicurando così una gestione efficace e coordinata. Il Forum nazionale Associazione dei Genitori gioca un ruolo vitale nel progetto. La collaborazione con i genitori, attraverso osservazioni e suggerimenti, sarà fondamentale per il successo dell’iniziativa. Questo permetterà di allineare gli obiettivi educativi con le aspettative e le preoccupazioni delle famiglie. Con un investimento di 15 milioni di euro provenienti dai fondi Pon, questo progetto si pone come una risposta proattiva alle crescenti esigenze di supporto psicologico nel contesto scolastico. Il progetto prevede la creazione di presidi territoriali psicologici, strumenti vitali per fornire un supporto concreto agli studenti. Questi presidi saranno sviluppati in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi, garantendo così un approccio professionale e mirato. Inoltre, Indire avrà il compito di gestire la formazione, assicurando che il personale sia adeguatamente preparato per affrontare le sfide uniche presentate dal contesto scolastico. Il progetto si svolgerà in orario extracurriculare per evitare conflitti con le materie curriculari, tra cui l’educazione civica. Inizialmente, il progetto sarà lanciato come sperimentazione con la partecipazione facoltativa delle scuole superiori. Al termine di questa fase, verrà condotta una valutazione approfondita delle migliori pratiche, con l’obiettivo di comprendere l’efficacia del progetto e la possibilità di renderlo un elemento obbligatorio nel curriculum scolastico”.

Il piano

Secondo indiscrezioni, si tratta di un’ora a settimana di “educazione alle relazioni” nelle scuole superiori con incontri per tre mesi all’anno e un totale di dodici sessioni. L’obiettivo è promuovere il rispetto e la consapevolezza sulle conseguenze degli abusi, dopo la tragedia di Giulia Cecchettin, l’ennesimo caso di femminicidio in Italia.

La proposta prevede anche l’intervento di influencer, cantanti e attori per ridurre le distanze con i giovani e coinvolgerli a pieno in un percorso di educazione sentimentale che non può più aspettare.Secondo la bozza del progetto, gli studenti, guidati da un  docente in qualità di moderatore, prenderanno parte a discussioni di gruppo, esponendosi in prima persona sul tema.

Il progetto prevede anche di introdurre il supporto occasionale di psicologi, avvocati, assistenti sociali, e organizzazioni contro la violenza di genere e si inserisce in un contesto più ampio di sensibilizzazione che coinvolge anche il ministero delle Pari Opportunità e della Famiglia, nonché quello della Cultura. Un aspetto chiave sarà la diffusione del numero verde antiviolenza 1522, con il coinvolgimento anche del mondo dello sport per far conoscere questo strumento ad una vasta platea.

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