Riforma reclutamento nel PNNR, Bianchi: “Fondamentale attivare il tirocinio nelle scuole” [VIDEO e TESTO]

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La Commissione Cultura, nell’ambito dell’esame della Relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), svolgono l’audizione del Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

SITO UFFICIALE

INDICAZIONI

STATO DI ATTUAZIONE DEL PNRR

Durante il suo intervento, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha fatto una ricognizione degli obiettivi da raggiungere, in particolare un passaggio è stato dedicato alla riforma del reclutamento e alla formazione iniziale degli insegnanti. Il ministro ricorda che è stata organizzata una task force interna per seguire l’andamento dei lavori del PNRR: “Il Pnrr, per quanto riguarda il ministero dell’Istruzione, prevede sei riforme e due blocchi di investimenti sulle infrastrutture e sulle competenze, che nel loro insieme determinano un riposizionamento, una riorganizzazione e un ripensamento del ruolo centrale della scuola oggi per permettere al Paese la ripresa e l’innovazione. Nel Pnrr, per la scuola e l’istruzione, tra le risorse ci sono “12,1 miliardi, di cui 10 essenzialmente in edilizia, e i restanti per il Piano ‘Scuola 4.0’, cioè la possibilità di dotare tutte le nostre scuole del pieno utilizzo di tutta la gamma di strumenti tecnologici. Poi ci sono 5,46 miliardi sulle competenze. Noi abbiamo subito costituito una task force interna al ministero che possa gestire queste attività di natura straordinaria, che però devono a loro volta collegarsi con l’attività ordinaria”.

“Mi ero impegnato a realizzare almeno il 40% di questi interventi nel Mezzogiorno, ma in molte di queste aree abbiamo raggiunto il 55%.  Con l’Autorità anticorruzione e grazie a un accordo specifico con la Guardia di Finanza abbiamo creato un nucleo interno al ministero per essere sicuri che non vi siano infiltrazioni malavitose o cattivi utilizzi delle risorse. dobbiamo salvaguardare questo investimento straordinario che lo Stato sta facendo. Per le 195 scuole sono arrivate oltre 500 candidature. Sarà una vera selezione segno che queste misure erano molto attese”.

“Sul tema della formazione continua è in atto un confronto anche con i sindacati. La professione di docente richiede un aggiornamento costante, non solo sul lato della digitalizzazione. C’è un tema di preparazione di tutto il personale, anche dirigente. Va posta l’enfasi sul come si insegnano le discipline, non solo sul contenuto delle materie stesse. E poi c’è il tema del middle management: ci sono figure che curano il rapporto con l’esterno, il responsabile dei tirocini e della sicurezza; sono figure che vanno preparate e remunerate. Abbiamo investimenti significativi su questo”.

E ancora: “Nel Pnrr abbiamo un intervento importantissimo per le scuole tecniche e professionali. Per noi è un elemento cruciale, non solo per rendere credibile il Pnrr ma per dare possibilità a tutti i ragazzi di poter effettivamente raggiungere risultati positivi e avere più canali a disposizione per poter realizzare sé stessi”.

Poi: “Abbiamo in molte zone di montagna gli effetti della caduta demografica: rischiamo di non riuscire a tenere
aperta la porta delle nostre scuole. Ve lo dico quasi con angoscia. Io ho intere aree del Paese che mi domandano ‘come facciamo a tenere aperte scuole’ che oggettivamente fanno riferimento a Paesi con quella caduta demografica e poi l’allontanamento successivo è diventato tale da mettere in difficoltà proprio i fondamenti stessi che è quello l’essenza della scuola cioè la base della comunità”.

Infine aggiunge: “Ritengo di poter affermare che siamo in condizione di poter eseguire gli obiettivi che ci sono stati dati. Ho già firmato un decreto di programmazione generale che allinea tutte le attività del ministero a queste tempistiche. Tutta la macchina organizzativa si sta muovendo in questa direzione. Dopo tanto tempo, si sta muovendo una nuova attenzione a questo processo di riposizionamento della scuola, non lo voglio chiamare di riforma, della scuola. È qualcosa che va sottolineato”.

PNRR Istruzione

Le risorse destinate all’istruzione sono pari a 17,59 miliardi di euro (comprensive dei progetti “in essere”), con 11 linee di investimento, 6 destinate alle infrastrutture e 5 alle competenze. I beneficiari delle risorse stanziate per l’istruzione, che saranno assegnati attraverso avvisi pubblici, sono le scuole, gli Its e gli enti locali proprietari degli edifici per quanto riguarda gli interventi di edilizia scolastica.

PNRR Istruzione, le prime misure

Oltre cinque miliardi per la realizzazione e messa in sicurezza di asili nido e scuole per l’infanzia, per la costruzione di scuole innovative, per l’incremento di mense e palestre, per la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico.  Un pacchetto di interventi che mette subito a disposizione un terzo dei fondi complessivi previsti nel PNRR per il sistema di Istruzione che ammontano, in tutto, a 17,59 miliardi.

Asilo nido e Scuola dell’Infanzia

3 miliardi di euro per il Piano per gli asili nido e le Scuole dell’infanzia: l’obiettivo è ridurre il divario esistente nei servizi educativi per la prima infanzia e potenziarli su tutto il territorio nella fascia di età 0-6 anni. I 3 miliardi saranno così divisi: 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni (il 55,29% di queste risorse andrà al Mezzogiorno) e 600 mln per la fascia 3-5 (40% al Mezzogiorno). Si tratta della seconda tranche di uno stanziamento complessivo di 4,6 miliardi previsti nel PNRR per questo capitolo, grazie ai quali si realizzeranno complessivamente 1.800 interventi di edilizia scolastica e saranno creati 264.480 nuovi posti per accogliere bambine e bambini, migliorando il servizio offerto alle famiglie a supporto, anche, dell’occupazione femminile.

Scuole innovative

800 milioni di euro per il Piano di costruzione di 195 nuove scuole che sostituiranno vecchi edifici (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Si tratterà di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica, inclusive e in grado di garantire una didattica basata su metodologie innovative e su una piena fruibilità degli ambienti didattici. Una volta individuate le aree per la costruzione delle scuole, il Ministero dell’Istruzione bandirà un concorso di progettazione.

Mense scolastiche

400 milioni di euro per il potenziamento del tempo pieno attraverso l’incremento delle mense scolastiche (il 57,68% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Lo stanziamento consentirà di realizzare circa mille interventi, costruendo nuovi spazi o riqualificando quelli esistenti.

Palestre

300 milioni di euro (il 54,29% delle risorse andrà al Mezzogiorno) per aumentare l’offerta di attività sportive attraverso la costruzione di palestre o la riqualificazione di quelle esistenti, per un totale di 230.400 metri quadrati da realizzare o riqualificare.

Messa in sicurezza delle scuole

710 milioni di euro per il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno): le Regioni individuano gli Enti da ammettere a finanziamento sulla base delle programmazioni regionali per garantire la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico esistente.

Le altre riforme in cantiere

Le altre sei riforme contribuiscono a mettere il sistema scolastico al centro della crescita del Paese, integrandolo pienamente alla dimensione europea. Le misure afferiscono, infatti, agli aspetti più strategici della scuola: la riorganizzazione del sistema scolastico, la formazione del personale, le procedure di reclutamento, il sistema di orientamento, il riordino degli istituti tecnici e professionali e degli Istituti Tecnici Superiori (ITS).

In conformità alle linee guida della Commissione Europea e al Regolamento UE n. 241/2021 tutte le riforme saranno adottate entro il 2022.

Riforma degli istituti tecnici professionali

La riforma mira ad allineare i curricula degli istituti tecnici e professionali alla domanda di competenze che proviene dal tessuto produttivo del Paese, in particolare verso l’output di innovazione del piano nazionale Industria 4.0 e la profonda innovazione digitale in atto in tutti i settori del mercato del lavoro.

L’elevata qualità del curriculum offerto incoraggerà l’occupabilità, grazie anche all’armonizzazione dei programmi di formazione in base alle esigenze di ciascun territorio.

La riforma investe sul capitale umano in un approccio mirato e adeguato alle condizioni geografiche, economiche e sociali di ogni contesto locale, con benefici diretti di breve e lungo termine sulle potenzialità di crescita del Paese.

Reclutamento del personale docente

La riforma punta alla revisione dell’attuale sistema di reclutamento dei docenti, legato ad un ripensamento della loro formazione iniziale e lungo l’intera carriera.

L’obiettivo è determinare un significativo miglioramento della qualità dei percorsi educativi, per offrire a studentesse e studenti sempre migliori livelli di conoscenze, capacità interpersonali e metodologico-applicative, nonché coprire con regolarità e stabilità le cattedre disponibili con insegnanti di ruolo.

La formazione e la sperimentazione con metodologie innovative consentiranno inoltre un processo di selezione basato non solo sul livello di conoscenza ma anche sui metodi didattici acquisiti e sulla capacità di relazionarsi con la comunità educativa.

Una volta approvata la riforma è previsto il reclutamento, attraverso il nuovo sistema, di 70.000 docenti entro il 2024.

Riforma dell’orientamento

La riforma introdurrà moduli di orientamento nelle scuole secondarie di I e II grado (non meno di 30 ore per le studentesse e gli studenti del IV e V anno) e verrà realizzata una piattaforma digitale di orientamento relativa all’offerta formativa terziaria degli Atenei e degli ITS. Mettere in sinergia il sistema di istruzione, quello universitario e il mondo del lavoro favorisce una scelta consapevole di prosecuzione del percorso di studi o di ulteriore formazione professionalizzante e contrasta dispersione scolastica e crescita dei neet.

Nella riforma è previsto anche l’ampliamento della sperimentazione dei licei e tecnici quadriennali, con ulteriori 1.000 classi in altrettante scuole (in aggiunta rispetto alle 100 attuali).

La riforma sarà adottata entro il 2022.

Scuola di alta formazione continua

La riforma garantirà un continuo sviluppo professionale e di carriera del personale scolastico attraverso l’istituzione di una Scuola di Alta formazione e formazione continua per dirigenti scolastici, insegnanti e personale ATA. Saranno coinvolti Indire, Invalsi e Università italiane e straniere, al fine di garantire un sistema di formazione continua di qualità, in linea con gli standard europei. L’obiettivo è fornire una formazione pedagogica e didattica che, insieme a una conoscenza approfondita della materia, consenta di affrontare efficacemente la sfida della trasmissione di competenze metodologiche, digitali e culturali nell’ambito di una didattica di alta qualità.

Si tratta dell’unica riforma con un budget pari a 34 milioni di euro.

Riorganizzazione del sistema scolastico

La riforma intende intervenire su due aspetti strategici: il numero delle studentesse e degli studenti per classe e il dimensionamento della rete scolastica.

Il numero degli iscritti alle scuole diminuirà nei prossimi anni a causa della denatalità, comportando una riduzione della necessità di personale scolastico: uno scenario che offre l’occasione per ripensare l’organizzazione del sistema scolastico.

Il risultato finale sarà una riduzione del numero medio di studentesse e studenti per classe, a vantaggio della qualità dell’insegnamento.

Riforma del sistema ITS

La riforma mira a semplificare il modello organizzativo e didattico, aumentare il numero degli istituti e degli iscritti, migliorare la qualità del collegamento con la rete degli imprenditori nei territori, al fine di colmare il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro.

Gli ITS, grazie anche a partnership con imprese, università, centri di ricerca ed Enti Locali, potranno offrire così corsi terziari job-oriented sempre più avanzati per la formazione di tecnici che gestiscono sistemi e processi ad alta complessità in sei aree: efficienza energetica; mobilità sostenibile; nuove tecnologie della vita; nuove tecnologie per il Made in Italy; tecnologie innovative per il patrimonio culturale e attività connesse; tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

La piena attuazione della riforma, che sarà adottata entro il primo semestre del 2022, è prevista nel 2025.

Ecco il sito del Pnrr per l’istruzione con un portale unico che consentirà al mondo scuola di trovare dati, avvisi pubblici, informazioni.

Istruzione e Ricerca: stanzia complessivamente 31,9 miliardi di euro, di cui 17 per la scuola (30,9 miliardi dal Dispositivo RRF e 1 dal Fondo) con l’obiettivo di rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico.

PNNR [PDF]

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