Crisi di governo, Conte incassa la fiducia anche del Senato: 156 sì, 140 no, 16 astenuti [VIDEO]

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Dopo aver ottenuto ieri la fiducia alla Camera con con 321 sì, il governo Conte ottiene anche la fiducia del Senato: 156 sì, 140 no, 16 astenuti. I numeri per il governo a Palazzo Madama restano però molto stretti, rendendo difficile la governabilità. Vedremo gli sviluppi nelle prossime ore.

Senatori 321
Presenti 313
Votanti 312
Astenuti 16

Favorevoli 156 ✅
Contrari 140

Dopo l’esame dei video delle telecamere dell’Aula di Palazzo Madama è stato verificato che il senatore ex M5S Ciampolillo e il senatore del Psi Nencini hanno annunciato il loro voto prima che la presidente del Senato,  Casellati, chiudesse la votazione. I voti a favore sono stati 156.

In una nota il Quirinale afferma di “aver preso atto” del voto sul governo Conte. Il Capo dello Stato ha seguito dal suo studio il dibattito e il voto del Senato, come ha fatto ieri per il dibattito e il voto della Camera. E alla fine di una giornata sul filo dei numeri constata l’esito del voto parlamentare. Ha osservato con attenzione le fibrillazioni di questi giorni e di queste ore, dispiaciuto che, in un clima come questo, non si sia ricomposta la crisi.

fonte YouTrend

Il discorso di Conte nel pomeriggio

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte:“Il tema della scuola ci sta a cuore a tutti, dobbiamo lavorare perché resti centrale nell’agenda non del governo ma del Paese. Abbiamo realizzato 40mila aule in più, merito di una grandissima sinergia con sindaci, presidenti delle Regioni, autorità territoriali. Eabbiamo mobilitato 10 milardi in più sulla scuola, archiviando la stagione dei tagli che avevamo ereditato”. 

Poi aggiunge: “Un intero capitolo del Recovery è dedicato all’istruzione. La curva epidemiologica non accenna a migliorare. Ci preoccupa ma continueremo a fare di tutto, l’obiettivo è la didattica in presenza”.

E ancora: “Un tema toccato dalla senatrice Drago è il calo demografico: è un problema serissimo, è uno dei cali tra i più severi degli ultimi anni. Anni fa in Germania successe la stessa cosa. Se non interveniamo adesso in tempo, rischiamo di compromettere il futuro dei nostri figli. Occorrono investimenti economici strutturati, dobbiamo investire sul futuro e non possiamo farlo creando una crisi di governo o cercando di far cadere un governo”.

Poi: “Il Covid sta mettendo in ginocchio Paesi anche più strutturati, che hanno investito più di noi nella sanità e dovevano risultare più resilienti. Ma la contabilità dei morti è questione molto delicata. Teniamola fuori dalla contesa politica, perché le polemiche rischiano di essere tristi. Avete ritenuto che la cabina di regia non era accettabile? Ma quando mai non è stata discussa? Il risultato è che ora dobbiamo affrettarci e il lavoro è urgente, perché ce lo chiede anche l’Ue. Quando si sceglie la via del dialogo, e voi lo sapete, non avete mai trovato porte chiuse. A un certo punto avete scelto la strada dell’aggressione e degli attacchi mediatici, avete cominciato a parlare fuori e non dentro. La rispettiamo ma possiamo dire che forse non è la scelta migliore negli interessi del Paese? L’effetto finale è stato bloccare per 40 giorni il Recovery: avremmo potuto incontrarci e in una ventina di giorni dare al Parlamento una versione aggiornata che è stata migliorata anche grazie al vostro contributo, ma grazie a tutte le forze di maggioranza e nessuno può avere la pretesa della verità nelle soluzioni più proficue per il Paese”.

Infine: “Noi abbiamo chiesto contributi ad un progetto, con scelte chiare e valoriale, con una chiara vocazione europea e atlantica. Si basa su un solido dialogo sperimentato già da almeno tre forze di maggioranza ma è ben aperto a chi vuole migliorarlo, a chi vuole dare un contributo leale. È un patto di fine legislatura, ci sono tutti i margini per offrire un rendiconto ai cittadini su ciò che stiamo facendo. Se non ci sono il governo va a casa, non va avanti”.

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