Dalla verifica di governo fino al Recovery Plan passando per scuola e lavoro, le parole di Conte in conferenza stampa [VIDEO]

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Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha tenuto la conferenza stampa di fine anno organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare.

Il premier ha tracciato il bilancio di un anno gravemente segnato dalla pandemia di Covid-19. Nella conferenza stampa non è previsto un discorso introduttivo del presidente del Consiglio. Dopo un breve saluto, Conte è passato direttamente alle domande dalla platea.

La tradizionale conferenza stampa di fine anno è iniziata con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del Covid-19.

Le parole del premier Giuseppe Conte

Sulla riapertura delle scuole, Conte afferma: “Auspico che il 7 gennaio le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con una didattica integrata mista almeno al 50% in presenza, nel segno della responsabilità, senza mettere a rischio le comunità scolastiche. Se, come mi dicono, i tavoli delle prefetture, hanno lavorato in modo efficace, potremo ripartire quantomeno col 50%. Abbiamo approfittato di dicembre per un ulteriore passo avanti, in una logica di massima flessibilità. Abbiamo coinvolto i prefetti, con tutte le autorità coinvolte, per una sintesi. Abbiamo compreso che il sistema è cosi’ integrato che non è possibile decongestionare i flussi attorno alla scuola, anche per il trasporto pubblico locale, se non si integrano i comparti diversi. Le prefetture hanno avuto il compito di coordinare soluzioni flessibili, da valutare paese per paese, scuola per scuola. C’è stata disponibilità a differenziare gli orari di ingresso anche negli uffici pubblici. Sul trasporto pubblico locale si è rivelato uno dei momenti più critici, perché se dovessimo rispettare il distanziamento, dovremmo quintuplicare la flotta dei mezzi di trasporto. Ma abbiamo stanziato tre miliardi per sostituire la flotta dei bus e stanziato 390 milioni per favorire il noleggio dei mezzi privati. Sono iniziative che vanno messe a terra a livello regionale”. 

Riapertura scuole 7 gennaio, Conte: “Ritorno in classe almeno al 50% con flessibilità oraria e sicurezza per studenti, docenti e Ata”

Sugli stipendi degli insegnanti: “Il mio stipendio da professore universitario era molto più modesto rispetto ad altri Paesi. Sugli  stipendi siamo intervenuti con 400mln per il contatto del pubblico  impiego e con 850mln all’anno nella legge di Bilancio come indennità a medici e infermieri da riconoscere già dal 1 gennaio 2021. Per gli insegnanti gli stipendi non sono elevati, dovremo fare  qualcosa di più. Ma stiamo lavorando per migliorare la qualità  dell’insegnamento: il Piano pluriennale con 25mila insegnanti di sostegno è qualificante, sarà a favore degli alunni con disabilità. È un grande segnale che diamo al comparto scuola che tradizionalmente su questo fronte non è negli standard più elevati del mondo occidentale”.

Stipendi scuola, Conte: “Non sono elevati, dobbiamo e faremo di più. Miglioreremo anche la qualità dell’insegnamento”

Sul possibile rimpasto: “Dobbiamo affrettare delle risposte che il Paese attende, oggi è in approvazione la legge di Bilancio e il prossimo passaggio urgente è il Recovery. Ci sono stati degli incontri con le delegazioni e dopo la bozza tecnica ora dobbiamo fare la sintesi politica, la sintesi politica è urgente, va fatta nei prossimi giorni e non valgono i giorni di festa. Dobbiamo aprirci al confronto con le parti sociali, mandare il documento di aggiornamento al Parlamento il prima possibile o rischiamo di andare in ritardo. E’ una occasione storica e dobbiamo procedere a questo confronto, l’atteggiamento di critica costruttiva ci predispone ad arrivare prima a una sintesi. Non dobbiamo disperdere questo patrimonio e non dobbiamo disperdere l’occasione storica offerta dal Recovery Plan. Questo governo è nato nel segno integralmente politico, è nato nel segno dello sviluppo sostenibile. Ci confronteremo sulle priorità e tutti saremo chiamati ad assumerci le rispettive responsabilità. Un presidente del Consiglio non sfida nessuno, ha la responsabilità di operare una sintesi politica e portare avanti un programma di governo. Fino a quando ci sarò io ci saranno sempre passaggi chiari e franchi, tutti i protagonisti di questi passaggi si assumeranno le loro responsabilità. Se dovesse venire meno la fiducia di un partito, vado in Parlamento. Ma mi auguro che non si verifichi uno scenario simile”.

Sul vaccino Covid-19: “All’Italia 470mila dosi ogni settimana. Ragionevolmente entro Gennaio arriveremo a 2 milioni e 370 mila. Il Parlamento ha approvato il 2 Dicembre il piano. L’Italia si dimostrerà all’altezza. Entro gennaio ci saranno oltre 2 milioni di dosi. Aspetterò il mio turno per farlo. I primi risultati significativi li avremo quando si concluderà la fase 1, con 10-15 milioni di persone vaccinate, non prima di aprile, dunque. Non valutiamo la vaccinazione obbligatoria, la escludiamo, lasciamo che parta il piano”.

Sulla situazione nelle carceri: “Per la situazione delle carceri, in un periodo così complesso ci sono ulteriori preoccupazioni che si  aggiungono. Se posso, nel complesso, per fortuna, la situazione è  sotto controllo per la pandemia, su 53mila detenuti abbiamo 844 casi  di positività al Covid, di cui sintomatici 35, ricoverati solo 25. Nel complesso le cautele adottate, ho verificato io stesso, ci sono. I problemi più complessivi vanno in quadrati nel confronto con le forze politiche, qualsiasi intervento sistemico non può che passare da una sintesi politica. Ma comunque c’è stato un alleggerimento, perchè  circa 2mila detenuti hanno beneficiato di alcune misure. Altre misure  vanno vagliaste e discusse con le forze di maggioranza rappresentate in Parlamento. C’è la massima disponibilità anche a investire per l’ediliza penitenziaria per migliorare le condizioni delle carceri e anche per  la Polizia penitenziaria: abbiamo programmato assunzioni straordinarie per circa 2mila nuove unità, stanziato circa 3mln e mezzo per il  pagamento degli straordinari. La situazione delle carceri è  all’attenzione del governo, tutte le discussioni per le soluzioni sono all’ordine del giorno e dovremo discuterle tutte insieme”.

Sul futuro del governo: “Io sono qui per programmare il futuro, non potrei mai distogliermi da questo obiettivo e mettermi a programmare un ruolo in campagna elettorale. Ci sono due aspetti che non riesco a fare miei. Uno sono gli ultimatum, non appartengono al mio bagaglio. Nell’ultimo discorso, l’ultimo fatto nel febbraio 1978, Moro ha detto che gli ultimatum non sono ammissibili in politica, significano far precipitare le cose e impedire una soluzione. Io sono per il dialogo e il confronto e trovare una sintesi per il Paese”.

Sul mercato del lavoro: Con la fine del blocco dei licenziamenti, il mercato del lavoro si preannuncia molto critico dopo marzo, uno scenario molto preoccupante. Fin qui abbiamo costruito una cintura diprotezione sociale che più o meno sta funzionando, ma occorre pensare alla riforma degli ammortizzatori sociali e rendere più incisive le politiche attive del lavoro. Dobbiamo assolutamente lavorare nei prossimi giorni per non farci trovare impreparati, ci stiamo lavorando. Abbiamo costruito una cintura di protezione sociale che più o meno sta funzionando, ha scongiurato il licenziamento per 600mila persone. Ma dobbiamo lavorare alla riforma e riordino degli ammortizzatori sociali e rendere più incisive le politiche attive del lavoro”.

Sull’evoluzione della pandemia: “Come sarà l’estate? Mi chiedete presagi.  Noi lavoriamo con gli esperti, aggiorniamo continuamente le nostre previsioni. Non ho detto che completata la prima fase risolveremo i problemi, ho detto che 10-15 milioni vaccinati ad aprile avremo un primo impatto,  non l’immunità di gregge, potremo ancora durante l’estate non aver  risolto il problema. Guardando all’esperienza vissuta nel periodo  estivo la curva tende ad abbassarsi. Confidiamo che man mano che il  piano vaccinale va avanti potremo far correre l’economia e non  comprimere la vita sociale dei cittadini. Ora preoccupiamoci della  ripartenza delle scuole, dei prossimi mesi, non con predizioni da chiromanti”.

Sui decessi: “Dei decessi per il Cofid ne ho parlato, sono in contatto con famiglie che hanno sofferto, del lodigiano, ci siamo fatti gli auguri nelle festività, con direttori sanitari degli ospedali più colpiti. Ho parlato più volte dei decessi, il numero resterà nella storia, è indelebile. È ingeneroso dire che trascuro questo tema ho detto  che il dolore più grande per me è stato l’amento del numero dei decessi”.

Sulla terza ondata: “La potenziale terza ondata Covid-19 l’affronteremo con le nostre misure. Dobbiamo solo capire se le varianti, come quella inglese, che hanno un tasso di contagiosità più elevato, ci richiederanno o meno l’aggiornamento delle nostre misure. Altrimenti il sistema per fasce col monitoraggio è assolutamente adeguato anche per la terza ondata. Lo stato di emergenza sarà prorogato finché sarà necessario”.

Sul reddito di cittadinanza: “Sul reddito di cittadinanza sono molto soddisfatto di questa misura, perchè abbiamo 2,8 milioni di persone che non avevano mezzi di sostentamento. L’impatto di questa misura sulla povertà c’è, è stato dello 0,7 per cento. In un Paese e in governo che ha come obiettivo l’inclusione sociale, è chiaro che non si possono lasciare ai margini della società civile persone che non possono acquistare mezzi di sostentamento. Tanti mi hanno scritto ho potuto da anni non compravo una bistecca, ho potuto comprare un paio di occhiali, una protesi dentaria. Sono orgoglioso dell’introduzione di questo  meccanismo. Lo possiamo senz’altro migliorare”, promuovendo ad esempio”politiche attive per il lavoro”.

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