DIRE FARE SOSTENIBILE: Film + Live scuole. Per ricolorare il mondo di verde (speranza)

Stampa

Il tempo sta per scadere. Tic, tac… tic, tac. L’affermazione netta, semplice e tagliente di quel “How dare you” rivolto da Greta Thunberg ai grandi della Terra, viene raccolta e custodita come monito da giovani pronti a far sentire la propria voce. Una presa di coscienza sull’importanza della salvaguardia del nostro pianeta, questa, che sta sempre più facendosi largo tra le menti degli adolescenti, mutando il loro approccio verso un consumo più eco-sostenibile.

Dopotutto, al netto di quanto si possa credere, al mondo esistono soluzioni efficienti per medicare questo mondo malato e ferito. Invenzioni, esperimenti, intuizioni geniali, nuove condotte di vita che concorrono alla salvaguardia della Terra, e il cinema, finestra aperta sulla nostra realtà, è pronto a mostrarceli uno a uno, come una pinacoteca ricca di quadri rivelatori.

E così, alla velocità di 24 fotogrammi al secondo, anche la lotta allo spreco e alle devastazioni ambientali si veste di possibilità concrete grazie alla sua nuova natura cinematografica.

Lo fa soprattutto grazie a tre documentari proposti alle scuole sulla piattaforma Keaton (streaming.keaton.eu) in occasione della Giornata mondiale della Terra: 2040 Salviamo il Pianeta! / La fattoria dei nostri sogni / Antropocene sono tre riflessi di uno specchio rivolto a un futuro che si ammanta di presente mostrandoci fatti e soluzioni.

Una triade perfetta, colorata di verde, come la Terra e i suoi delicati equilibri in cui tutto, anche un piccolo insetto, gioca un ruolo essenziale all’interno del cerchio della vita.

Giocando su fatti reali, sebbene ancora in fase di sperimentazione, 2040 Salviamo il Pianeta! è un viaggio alla scoperta di un futuro possibile, alimentato da scoperte e invenzioni che possono fornire alternative di sviluppo sostenibili e risposte concrete per invertire la rotta.

L’uomo, come dimostrato dal protagonista Damon Gameau, dopo essere stato per secoli carnefice, può divenire salvatore. Per vivere in un mondo pulito e più equo entro il 2040, non servono bacchette magiche, ma una giusta dose di consapevolezza, altruismo e senso di responsabilità.

È uno sprazzo di vita lungo otto anni, La fattoria dei nostri sogni. Il cuore pulsante del docu-film di John Chester batte al ritmo di un desiderio reale: la creazione di un luogo in cui coltivare, allevare e vivere in perfetta armonia con la natura. Nessun uso del tempo condizionale nel mondo raccontato da John Chester, ma fatti concreti nati in seno a una famiglia coraggiosa che con la propria storia dimostra l’importanza di uno stile di vita che sfrutta appieno ciò che la natura offre, per volgere il proprio sguardo verso un futuro migliore.

Come suggerito dal suo stesso titolo, Antropocene si propone come uno sguardo diretto e senza orpelli su un’epoca geologica (l’Antropocene, per l’appunto), nella quale l’essere umano con le sue attività è riuscito con modifiche territoriali, strutturali e climatiche a incidere sui processi geologici. Un film con una tesi non certo nuova, ma che riesce ad aprire gli occhi e mutare il nostro pensiero. Sviluppato in maniera organica e complessa con immagini (aeree o subacquee) dal forte impatto visivo e sonoro, Antropocene prende per mano il proprio pubblico per accompagnarlo tra i cerchi di un futuro oggi infernale, ma pronto a “riveder le stelle”.

La visione entro il 21 aprile di uno o più di questi film sulla piattaforma Keaton Streaming,permetterà di partecipare all’incontro live del 22 aprile 2021 con gli esperti che, in pieno stile Unisona, non si propone come una conferenza unidirezionale, bensì come un’occasione di dialogo e confronto tra gli studiosi e i ragazzi.

La quota di partecipazione (Film + Incontro Live) è definita in base al numero di studenti partecipanti al film, o ai film scelti.

Un’occasione imperdibile, dunque, perché sebbene l’orologio continui a scorrere inesorabilmente, è ancora possibile trasformare il tempo che scorre in un alleato per consegnare un meraviglioso pianeta alle generazioni future.

Elisa Torsiello

Stampa