Diplomi, lauree e titoli di specializzazione, M5S: verificarne veridicità

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Il M5S, dopo lo scandalo successo a Foggia riguardo ai falsi titoli di specializzazione su sostegno, ha presentato un'interrogazione parlamentare per capire quali azioni intentde intraprendere il Miur, al fine di verificare la veridicità delle dichiarazioni dei docenti in merito ai titoli d'accesso all'insegnamento.  

Il M5S, dopo lo scandalo successo a Foggia riguardo ai falsi titoli di specializzazione su sostegno, ha presentato un'interrogazione parlamentare per capire quali azioni intentde intraprendere il Miur, al fine di verificare la veridicità delle dichiarazioni dei docenti in merito ai titoli d'accesso all'insegnamento.  

 “Alla luce dello scandaloso caso avvenuto a Lesina, in provincia di Foggia, dove la procura ha indagato ben 64 persone con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato per compravendita di diplomi, lauree e titoli di specializzazione sul sostegno, chiediamo al ministro dell’Istruzione quali iniziative intenda intraprendere per verificare presso gli istituti scolastici italiani la veridicità e la correttezza delle dichiarazioni da parte dei docenti.  Il rischio infatti è che quello di falsi diplomi e lauree non sia un fenomeno isolato. Dunque, riteniamo necessario adotattare accorgimenti e contromisure adeguate”. 

Lo affermano i parlamentari M5s in commissione Cultura di Camera e Senato commentando l’interrogazione a prima firma Silvia Chimienti.

“Se il fenomeno di falsi diplomi, lauree e titoli di specializzazione è di per sé inaccettabile, diventa particolarmente preoccupante qualora questi casi si verifichino rispetto agli insegnanti di sostegno. Nel nostro Paese gli alunni diversamente abili sono 234 mila e non conoscere le patologie di cui soffrono o come affrontarle, per garantire un'educazione specifica che miri all'integrazione, può causare conseguenze negative sotto diversi aspetti.

Ricordiamo che al momento della presentazione dei moduli precompilati da consegnare alle scuole per accedere ad una supplenza, ciascun istituto deve effettuare il controllo sulle autodichiarazioni. Dal momento che il caso di Lesina ha dimostrato come tali controlli non fossero svolti, certamente non si può escludere che casi analoghi si possano verificare in altre scuole del Paese. Per questa ragione riteniamo necessaria una 'stretta' da parte del  Miur, attraverso provvedimenti che facciano sentire fattivamente la presenza del ministero”.

ROMA, 17 giugno

Area Comunicazione M5S Camera

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