Diplomato magistrale, non ho aderito a nessun ricorso nè aderirò: nessun giudice può valutarmi. Lettera

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Emilio Iovane Surjan – Buongiorno, chi vi scrive è un docente di scuola primaria che esercita la propria professione da ormai 13 anni.

Ho un diploma magistrale e più di 36 mesi di servizio. Nonostante ciò non ho aderito ad alcun ricorso perché ritengo che nessun sindacato, avvocato o giudice possa decidere se una persona è qualificata o preparata per esercitare una professione che è rivolta all’istruzione e alla cultura (didattico/educativa) delle future generazioni. Ad i miei piccoli alunni oltre al programma didattico Ministeriale insegno valori come amicizia, famiglia, condivisione, accettazione delle diversità come ricchezza, quindi altruismo ma soprattutto onestà.
Il mio è un lavoro di coscienza!
È voglia di un futuro equo, senza distinzioni. È soddisfazione nell’osservare la magia del crescere!
Per questo motivo non ho partecipato e non parteciperò a nessun ricorso, non combatto guerre di egual classe sociale ed eguale cammino.
Ad i bambini insegno che la discriminazione è un danno per chi la attua e per chi la subisce. Non sarò assunto valicando i tortuosi sentieri della burocrazia, qualcuno potrà dire che è una mia scelta ideologica, io dico che è coerenza d’insegnamento. Non smetterò d’insegnare nonostante la retribuzione bassa ed i ritardi nei pagamenti (anch’io non percepisco stipendio da aprile 2017 senza giusta causa). Non smetterò d’infondere speranza nelle “menti fanciulle” nonostante non sappia mai (ribadisco da 13 anni) se rivedrò gli stessi banchi ed i volti sorridenti dei miei alunni lasciati (trattenendo a stento le lacrime… perché siamo umani) a fine scuola.
Non smetterò di sperare e combattere affinché la scuola diventi un punto di riferimento, un posto protetto dove poter insegnare ed imparare senza “l’ansia della competitività” e senza “mode di arrivismo”.
Non smetterò… …
ed a voi, cari “luminari” che ci governate, ricordo che questo mestiere, lavoro è missione! Perché, ripeto, noi insegnanti lavoriamo con esseri Umani volti al futuro di questo paese, di questo Mondo è come un dottore cura il corpo, noi coscienziosi ci ritroviamo sempre più spesso a curare le ferite dello spirito, le insicurezze, le fragilità, le insicurezze e la mia ricompensa non è il quattrino ma la gioia che risplende negli occhi dei bambini, i loro sorrisi, la loro insaziabile fame di Sapere!

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