Diplomati magistrali, perché non prevedere fascia aggiuntiva alle Gae? Lettera

di redazione
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Inviato da Prof. Fabio Manzo – Spettabili “rappresentanti degli italiani”, sono un professore di ruolo di scuola media, ma credo che la scuola sia una e quindi i problemi della scuola devono essere interesse di ciascuno.

Sono mesi ormai che siamo bloccati sulla discussione tra i colleghi diplomati magistrale ed i laureati in scienze della formazione primaria. È noto a tutti che tale situazione è complessa, soprattutto per il numero ingente di persone interessate. Premesso che avete già accettato l’idea di un concorso non selettivo, perché non definire la possibilità di entrata da questo concorso in una fascia aggiuntiva delle Gae? È chiaro che ciò che osta è il valore non concorsuale dell’abilitazione.

Per le diplomate magistrali con poco servizio (meno di 36 mesi negli ultimi otto anni) si potrebbe prevedere un percorso d’aggiornamento (come il “pas”). Per coloro che hanno 3 anni su posto vacante e libero, si potrebbe prevedere un punteggio suppletivo.

Di certo in questo modo si risolverebbero alcuni problemini, come l’avvio dell’anno scolastico, stabilità per famiglie che la ricercano da tempo, qualità dell’istruzione data da corsi di aggiornamento ed esperienza, legge Mascolo e sue successive (nuovi ricorsi presentati).

Potreste prevedere inoltre la possibilità, per coloro che non sono abilitati, di frequentare dopo 36 mesi di servizio l’abilitazione e quindi poi entrare nelle Gae in fasce aggiuntive. Per garantire continuità didattica e programmazione delle immissioni in ruolo, si potrebbero prevedere aggiornamenti delle Gae ogni 10 anni.

Per coloro che vorranno accelerare i tempi, ci sarà sempre il concorso selettivo da prevedere ogni 2 anni. Speriamo di mettere finalmente pace e stabilità nella scuola.

Colgo l’occasione per dimostrare solidarietà al sen. Pittoni. Tale linguaggio dovrebbe essere vietato ad educatori. Porgo distinti saluti

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