Diplomati magistrali. Non assegnare posti prima del giudizio di merito se potrebbe non essere giusto. Lettera

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Inviato da Ciriaco Genua – Gentile Redazione, fino a qualche mese fa, i diplomati magistrali che aveva prodotto ricorso, erano stati inseriti nelle GAE ed avevano ottenuto un incarico a T.D. o a T.I. erano molto soddisfatti e non si erano posti per nulla il problema di valutare che quell’incarico, se non fosse stato assegnato a loro, sicuramente sarebbe toccato al altri.

Ora, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, chiedono ancora di restare ai loro posti, cercano di arrampicarsi su giustificazioni varie (presunta retrocessione, continuità didattica, … ).

Alcuni sindacati dicono che bisogna trovare una “soluzione politica” (leggasi pasticcio).

I sindacati, gli avvocati e gli stessi ricorrenti devono sapere che quanto si presenta un ricorso si può anche avere torto.

I sindacati dovrebbero battersi perché se una norma è ingiusta, deve essere modificata per tutti e non solo per qualcuno che presenta ricorso.

Nessuno pensa a chi dovrà risarcire gli effettivi aventi diritto!

Per quanto riguarda la presunta “retrocessione”, per chi non ha buona memoria, bisogna ricordare alcune cose che riassumo di seguito:

1) i diplomati degli Istituti Magistrali, in origine, potevano inserirsi nelle graduatorie di circolo dei “NON ABILITATI” (una sorta di graduatoria di seconda fascia) e potevano accettare solo supplenze conferite dal Direttore Didattico;

2) per essere inclusi nelle graduatorie di circolo degli “ABILITATI” bisognava anche aver superato un “CONCORSO ORDINARIO” o un “CORSO ABILITANTE”. Gli abilitati erano estratti da una graduatoria provinciale, potevano accettare supplenze ed incarichi conferiti dal Provveditore agli Studi e, a livello scolastico, precedevano i “NON ABILITATI” (una sorta di graduatoria di prima fascia);

3) successivamente sono state previste, a livello provinciale le Graduatorie Permanenti (prima) e le Graduatorie ad Esaurimento (dopo), a livello di Circolo o Istituto le Graduatorie di Prima e Seconda Fascia. Per accedere a tali graduatorie bisognava essere in possesso di abilitazione e di un certo numero di anni di servizio. Chi possedeva il solo diploma magistrale non poteva essere inserito in tali graduatorie, poteva accedere solo alle graduatorie di terza fascia e poteva accettare solo le supplenze conferite dal Capo d’Istituto;

4) con l’istituzione dei corsi di laurea in Scienze della Formazione, è stato previsto che i laureati potessero accedere direttamente alle Graduatorie ad Esaurimento (a livello provinciale) e nelle Graduatorie di Prima Fascia a livello di Circolo o Istituto;

5) già la legge 270/82 aveva prescritto il possesso della laurea per l’insegnamento nella Scuola Primaria e nella Scuola dell’Infanzia.

Come si può facilmente comprendere, la sentenza del CdS non provoca alcuna retrocessione (dal ruolo alle supplenze), riporta solamente la discussione nel giusto binario.

A mio avviso, quando ci sono dei ricorsi di questa portata, prima di dar provvisoriamente ragione e false speranze al ricorrente (facendogli assumere servizio su un posto che non si è certi essere suo), bisogna aspettare la decisione finale e poi, se il ricorrente prevale, assegnargli il posto richiesto ed il giusto risarcimento danni.

Sicuramente, alla luce della sentenza del CdS, ci saranno altri ricorsi, prodotti da chi aveva diritto ai posti assegnati ai diplomati magistrali ricorrenti, per richiedere l’assegnazione dell’incarico o del ruolo, il riconoscimento giuridico ed economico del servizio ed eventualmente anche del danno.

Le spese a carico di chi saranno?

Ora sta crescendo un altro “bubbone”: si tratta dei diplomati degli Istituti Magistrali che hanno frequentato corsi di studio ad indirizzo linguistico. Anche molti di loro hanno proposto ricorso e sono stati “accontentati” alcuni con l’incarico ed altri con il ruolo prima della sentenza definitiva. Come finirà?

Preciso che non sono un insegnante e non ho nulla contro i diplomati degli Istituti Magistrali né contro i sindacati.

Ho fatto delle semplici riflessioni che vorrei condividere con i vostri lettori.

Grazie per l’attenzione.

Ciriaco Genua

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