Diplomati magistrali. Consiglio Comunale Venezia: evitare che gli alunni perdano la continuità scolastica

di redazione
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Davide Ubizzo Gruppo Docenti Magistrali Veneto – Si allunga in Veneto l’elenco delle amministrazioni locali che appoggiano i diplomati magistrali nella loro battaglia per veder riconosciuto il diritto all’insegnamento e all’accesso alle graduatorie ad esaurimento, sancito nel tempo – a partire dal 2014 – da diverse sentenze e oggi messo in discussione dalla sentenza della Plenaria del Consiglio di Stato del 22 dicembre scorso.

Ieri 18 aprile Venezia, con l’alto valore simbolico di capoluogo della Città Metropolitana e della Regione, si aggiunge a Chioggia, Marcon, Rovigo, Mira, Cavallino Treporti, Martellago, Meolo, Codevigo, Piove di Sacco, Cavarzere, Camponogara, Veggiano e Mestrino.

La mozione presentata dal consigliere Bruno Lazzaro è stata votata all’unanimità. Il Consiglio comunale veneziano, per voce della Presidente Ermelinda Damiano, ha approvato il testo che impegna Sindaco e Giunta a “Promuovere, attraverso i propri mezzi, un’opera di sensibilizzazione relativa al problema in tutto il territorio nazionale. Difendere la posizione degli insegnanti coinvolti. Sensibilizzare il nuovo Governo a compiere atti volti a salvaguardare i contratti stipulati a tempo indeterminato e la tutela dei diritti dei docenti in possesso del diploma magistrale.

Presso la sede cittadina di Ca’ Farsetti, nella seduta serale di ieri, era presente una rappresentanza di insegnanti del gruppo Veneto Docenti Magistrali, la cui rappresentante Michela Bortoletto è stata invitata a presentare la situazione dei diplomati magistrali ai consiglieri presenti.

La Bortoletto ha affermato. “Ci teniamo a precisare che la nostra non è una lotta tra diplomati e laureati, ci sono molti laureati tra noi. Dobbiamo dare l’esempio ai nostri alunni. Noi non perdiamo la fiducia nelle istituzioni, anzi, è cresciuta verso le istituzioni locali, quelle che ci rappresentano.”

Il consigliere Lazzaro ha sottolinea che l’obiettivo è: “evitare che gli alunni coinvolti possano perdere la propria continuità scolastica a causa della possibilità di licenziamento per le rispettive maestre che per moltissimi anni hanno avuto il merito di promuovere e sostenere la scuola pubblica. Se perdiamo questi insegnanti sono a rischio i tempi pieni scolastici del Veneto e la tutela dei bambini disabili”.

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