Diplomati Magistrali, abilitati o no? Dopo l’incontro in Commissione si spera nella risposta dal Ministero

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Daniela Sala – “Siamo abilitati o no? Dopo 13 anni sarebbe ora che il Ministro ci rispondesse”. Filomena Vassallo fa parte del Coordinamento diploma magistrale ed è una degli ormai storici Diplomati Magistrali, circa 10mila in tutta Italia, che hanno conseguito il titolo entro l’anno scolastico 2001/2002.

Daniela Sala – “Siamo abilitati o no? Dopo 13 anni sarebbe ora che il Ministro ci rispondesse”. Filomena Vassallo fa parte del Coordinamento diploma magistrale ed è una degli ormai storici Diplomati Magistrali, circa 10mila in tutta Italia, che hanno conseguito il titolo entro l’anno scolastico 2001/2002.

Recentemente hanno anche scritto al Ministro Profumo, per avere finalmente una risposta inequivocabile riguardo al valore abilitante o meno del titolo in loro possesso, una risposta che ancora non è arrivata. Giovedì, il coordinamento dei diplomati è stato ricevuto in Commissione cultura alla Camera: “È stato un successo – racconta soddisfatta Vassallo -. Finalmente, grazie all’onorevole Zazzera, abbiamo avuto al possibilità di presentare ai deputati un dossier che raccoglie memorie e regolamenti degli ultimi 13 anni, a sostegno del valore abilitante del nostro titolo. Ci hanno ascoltato con attenzione e oserei dire che sono rimasti senza parole”. Ora quindi i deputati della Commissione cultura inoltreranno al Ministro un provvedimento urgente chiedendo di rispondere ai quesiti posti dal Coordinamento. “Fino ad adesso siamo sempre stati ignorati – spiega Vassallo -, e noi personalmente abbiamo interpretato questo silenzio come un assenso. D’altra parte nel bando di concorso del 24 settembre siamo esplicitamente considerati tra gli abilitati e quindi tra ammessi a partecipare. Insomma siamo abbastanza ottimisti”.

Il problema è nato dalla riforma del reclutamento, “tutte a nostro svantaggio”, commenta Vassallo. Nella lettera inviata al Ministro alcuni giorni fa si legge che “Il titolo conferisce ai diplomati, la qualifica professionale di insegnante di scuola primaria e costituisce a tutti gli effetti di legge, titolo di abilitazione all’insegnamento, pertanto visti i seguenti decreti: decreto legislativo del 1994 t.u, decreto interministeriale 10/03/1997,decreto del presidente della repubblica n. 323 23/07/98, circolare miur 18/03/2003, sentenza n.466 del 30/12/97 ed infine il contratto di moblita’ del personale docente anno 2012, il diploma conserva in via permanente il valore abilitante”. La confusione è nata nel momento in cui “la legge ha posto come unico accesso alle GaE la laurea in Scienze della formazione – spiega Vassallo – così si è arrivati al paradosso che molti colleghi hanno fatto tutoraggio a studenti di Scienze della formazione che poi sono finiti davanti a loro in graduatoria. Mentre infatti i laureati finiscono in II fascia a noi tocca la III fascia delle graduatorie di istituto e da lì accedere al ruolo è praticamente impossibile. Molti sindacati – aggiunge – hanno tentato di convincerci a iscriverci a Scienze della formazione per risolvere la questione, ma io personalmente mi sono sempre rifiutata: una laurea ce l’ho già e il titolo che ho preso mi è stato detto che era sufficiente, non si possono cambiare le regole a posteriori”.

Ora, forse, la questione dovrebbe essere definitivamente risolta: “Ci tengo a sottolineare – conclude Vassallo – che la conferma della nostra abilitazione non è a discapito dei giovani laureati in Scienza della formazione, al contrario di quanto pensano: si tratta semplicemente di riconoscerci gli stessi diritti”.

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