Diplomati magistrali il 3 febbraio in presidio a Ravenna

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COMITATO DIPLOMATI MAGISTRALI ABILITATI – Il Comitato Diplomati Magistrali Abilitati di Ravenna recentemente costituitosi, apartitico e non aderente ad alcun movimento sindacale, desidera invitare la cittadinanza intera, le rappresentanze Istituzionali ed i sindacati a partecipare, nella giornata di sabato 3 febbraio 2018, al presidio che si terrà dalle ore 10:30 alle 17:00 circa in Piazza del Popolo a Ravenna davanti agli uffici della Prefettura.

Il Comitato Diplomati Magistrali Abilitati desidera rendere noti alla stampa i motivi di tale presidio: a causa di una mancanza normativa ed alla decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato di non riconoscere le sentenze pregresse che hanno portato migliaia di insegnanti a conseguire il titolo abilitativo all’insegnamento, 57 000 docenti verranno licenziati. Tali docenti sono tutti quei precari storici che da decenni garantiscono, con la loro assidua presenza nella scuola, il buon funzionamento del servizio pubblico.

Il Miur, oltre a sostenere che tale abilitazione è oramai “datata” ed “atipica”, ritiene che i diplomati precedenti alle normative entrate in vigore nel 2001 non siano sufficientemente formati per poter firmare un contratto a Tempo Indeterminato ed accedere al ruolo in quanto privi di laurea. Ciò entra in contraddizione con il fatto che tali insegnanti da sempre possono comunque insegnare nelle scuole italiane con contratti annuali, senza limitazioni didattiche e siano a pieno titolo responsabili degli aspetti didattici, metodologici e gestionali delle classi a loro affidate. Ad essi viene riconosciuto potere valutativo, scrutinante e devono, parimenti agli insegnanti di ruolo, essere attivi nella vita scolastica assumendo tutti i doveri e le responsabilità legate alla professione.

Entro pochi mesi, con scadenza al 30 di giugno, 57 000 docenti saranno colpiti dal provvedimento emesso dall’Adunanza Plenaria che toglierà ad alcuni di essi il ruolo già conseguito e impedirà, a chi è in attesa di un contratto a tempo indeterminato, di poter finalmente uscire dal tunnel del precariato. Anziché regolamentare il diritto alla stabilizzazione dei docenti e garantire continuità didattica agli alunni, l’organo legislatore ha preferito delegare ai tribunali il compito di riconoscere o meno il valore abilitante di tanti diplomati magistrali. Ciò comporta una serie di conseguenze pesanti dal punto di vista di una stabilizzazione dei posti tuttora mantenuti vacanti sia per tante famiglie italiane che vengono colpite sia dal punto di vista economico che da quello pensionistico.

La sentenza dell’Adunanza Plenaria costringe infatti a ghettizzare questi 57 000 docenti nelle graduatorie di istituto mantenendoli in uno stato di precariato perenne e a subire gli effetti della legge 107/15, comma 131, dopo tre anni di contratti annuali, invece di essere assunti come prevede la legge italiana, essi verranno estromessi dal mondo scolastico. Migliaia di docenti della scuola primaria, in prevalenza donne, verranno totalmente estromessi dal mondo della scuola, nonostante abbiano contribuito negli anni a mantenerla aperta, offrendo a tutti un servizio di qualità fondato sull’esperienza diretta e sulla formazione continua.

In queste settimane migliaia di lavoratori hanno autonomamente dato vita a proteste imponenti e radicali per sensibilizzare il mondo politico, i sindacati e la popolazione su quanto sta accadendo.

Chiediamo pertanto alla stampa un supporto affinché la voce di tanti docenti possa giungere ovunque, essendo questo un problema che non riguarda solamente chi si vede privato dei suoi diritti, ma anche intere classi che si vedranno private di quegli insegnanti che per tanti anni sono stati a fianco, in modo continuativo, dei propri alunni.

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