Diplomati magistrale, Turi (Uil): insegnanti in ruolo possono non essere licenziati, ecco la soluzione

di Elisabetta Tonni
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Nel momento in cui si entra nel vivo della discussione a Montecitorio sul testo di conversione in legge del Decreto dignità che contiene passaggi importanti anche in fatto di scuola, la Uil lancia una proposta nuova.

Segretario Turi, la Uil ha chiesto al ministro Bussetti un incontro?

Sì, ma non ci ha ancora risposto.

Che cose gli deve dire?

Volevamo un confronto su tutta la materia. Per il momento ci stiamo basando solo sulle notizie che filtrano dai giornali. Noi invece, volevamo sentirlo proprio dal Ministro e proporgli anche quali sono le proposte della Uil anche per la questione dei diplomati magistrali interessati dalla sentenza di Stato.

Ci sono nuove proposte?

Una in particolare: una sanatoria per tutti quei casi in cui l’immissione in ruolo dei diplomati magistrali non vede controinteressati. Non si capisce che motivo ci sia per licenziare un docente assunto a tempo indeterminato e cambiargli il contratto a tempo determinato e poi metterli in attesa. Mi sembra che sia il caso di verificare situazione per situazione.  

E dove stanno questi casi?

Per esempio al Nord. Nel Nord-Est ci sono carenze di docenti e cattedre scoperte. Lì per esempio si può sciogliere la riserva con cui sono stati ammessi gli insegnanti. Magari avremmo risolto un pezzo del problema. Qui nessuno mette in dubbio il titolo abilitante dei diplomati magistrali, anche se nella semplificazione giornalistica delle testate non specializzate sta passando questo messaggio sbagliato.

La materia del contendere è sul ruolo.

Infatti, il problema è il reclutamento. I diplomati magistrali ante 2002 sono abilitati a pieno titolo e nessuno può mettere in discussione questo diritto. Si tratta di risolvere la questione della loro presenza nelle GaE.

E dove invece ci sono controinteressati?

Allora diamo corso alle proposte contenute negli emendamenti: concorso straordinario per titoli per fare una graduatoria finalizzata alle assunzioni in cui convogliare diplomati magistrali ante 2002 e laureati in Scienze della Formazione Primaria. Bisogna evitare di fare una guerra fra poveri.

Lei dice che non c’è motivo per licenziare un docente assunto con riserva. C’è una sentenza…

Sì, ma la sentenza dice che si scioglie la riserva in maniera negativa. Qua stiamo facendo una legge per dire che in caso in cui non ci sono controinteressati, si sana la situazione; che poi di fatto si sana da sola con lo step successivo della selezione sulla base dei titolo che queste persone già possiedono. E se i docenti hanno questo titolo, perché allora metterli in condizioni di incertezza? Non vogliamo usare il termine sanatoria? Allora diciamo che la riserva si scioglie in maniera positiva. Questo dovrebbe essere un emendamento, ma io non sono in Parlamento: posso solo suggerire questa soluzione.

Se il Ministro non vi riceve, come porterà avanti questa proposta?

Chiederemo un’audizione e cercheremo anche di pubblicizzare al massimo questa ipotesi. Qualcuno potrebbe prenderla come un’idea positiva. Il nostro interlocutore è il Ministro, ma se lui delega il Parlamento, allora andremo a parlare con i Parlamentari.

Al Ministro parlerete anche della questione dei docenti precari che teoricamente non possono superare i  36 mesi di supplenze?

Ma quella è una storia che si risolve solo eliminando la differenza fra organico di diritto e organico di fatto. Il problema va risolto alla radice. E’ chiaro che il tetto dei 36 mesi di lavoro precario (che poi il decreto abbassa a 24) non può essere calato sui docenti.

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