Diplomati magistrale, Tribunale di Pavia: non si può licenziare maestra già assunta per sentenza negativa

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Anief –  Il giudice ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento di una maestra diplomata magistrale, disposto dopo sentenza negativa, ordinandone la reintegrazione nel posto di lavoro e condannando il ministero dell’Istruzione al risarcimento danni.

Questo significa che sui maestri con diploma magistrale non è affatto scritta la parola fine: l’Anief lo ha sempre sostenuto, anche e soprattutto dopo i pareri in contraddizione del Consiglio di Stato.

Il parere di Pavia, tra l’altro, si somma a quello recente del Consiglio di Stato che, con l’Ordinanza n. 3237/2020, ha ritenuto meritevoli di approfondimento nel merito le questioni processuali poste con il ricorso patrocinato dagli avvocati Walter Miceli e Nicola Zampieri contro la sentenza TAR dello scorso anno sul diritto all’inserimento in GaE dei docenti con diploma magistrale abilitante. L’udienza di merito è stata fissata al prossimo 12 novembre.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Siamo sempre più convinti, alla luce anche delle tante pronunce favorevoli dei tribunali, l’ultima delle quali a Pavia, che questi docenti vadano collocati nel ruolo che meritano, quindi a tempo indeterminato: non è possibile perdere la loro lunga esperienza professionale, ancora di più oggi che c’è un altissimo numero di cattedre vacanti. La politica deve prendersi le sue responsabilità, andando prima di tutto a sanare la situazione dei diplomati magistrale assunti in ruolo ‘con riserva’, che hanno superato l’anno di prova o che sono in procinto di svolgerlo. Per vincere questa battaglia siamo convinti anche che serva infatti un impianto normativo ad hoc: per questo abbiamo presentato emendamenti al Decreto Scuola e in questi giorni a quello Rilancio”.

Continua la parodia sull’assunzione a tempo indeterminato di maestri diplomati magistrale. Adesso, sulla liceità del titolo per l’accesso nei ruoli dello Stato si è espresso favorevolmente il Tribunale di Pavia, che ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento di una diplomata magistrale, ordinandone la reintegrazione nel posto di lavoro e condannando il ministero dell’Istruzione al risarcimento.

La posizione del Tribunale è stata commentata dall’on. Flora Frate (del Gruppo Misto), che l’ha definita “un precedente importante, che riapre una questione mai del tutto risolta e le cui contraddizioni, sul piano normativo e politico, appaiono evidenti”.

La parlamentare ha aggiunto che “i diplomati magistrale, la maggior parte dei quali assunti già di ruolo con riserva, sono stati depennati dalle graduatorie a seguito delle sentenze 2762/2019 e 2764/2019 del Consiglio di Stato. Dopo anni di supplenze temporanee hanno perso il ruolo, la serenità lavorativa e la stabilità economica non potendo nemmeno beneficiare della Naspi. Un vero e proprio dramma umano e sociale passato in sordina, nell’indifferenza generale”.

“Per tutto questo tempo – ha proseguito la deputata – una certa politica ha pensato bene di ignorare il problema, utilizzando le sentenze come pretesto per non decidere. Il tema, però, non è più rinviabile. Occorre pensare ad un intervento del Legislatore che sia chiaro, omogeneo e che possa ridare giustizia ed equità a questi insegnanti. Ci saranno altri contenziosi e numerose sentenze, la politica dimostri il coraggio di decidere, di farlo in fretta e soprattutto bene. Quella dei diplomati magistrale – ha concluso l’on. Frate – è la dimostrazione evidente che il mondo della scuola necessita di interventi concreti e lungimiranti”.

Secondo l’Anief la posizione assunta dall’on. Flora Frate è corretta: il pronunciamento dei giudici di Pavia rimette in discussione quanto espresso dal Consiglio di Stato, che nel corso degli anni ha smentito anche sé stesso, sulla questione dei diplomati magistrale ante 2001/2002. Cosciente di questa situazione, di cui hanno fatto le spese tantissimi docenti, oltre 7 mila dei quali pure già immessi in ruolo e con l’anno di prova espletato, il giovane sindacato ha chiesto da diverse settimane un tavolo politico urgente, con l’amministrazione scolastica centrale e anche le altre organizzazioni sindacali rappresentative, proprio per riuscire a trovare delle soluzioni costruttive al contenzioso specifico che si trascina da troppo tempo con al centro il personale docente della scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, così anche da trovare le modalità più idonee, da adottare senza danneggiare nessuna altra tipologia di precari, per la copertura dei posti vacanti e disponibili.

Il sindacato autonomo Anief ritiene che debba infatti innescarsi un processo virtuoso, coinvolgendo tutte le parti coinvolte, in modo da permettere la stabilizzazione progressiva di questo personale e, nell’immediato, di garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico, che già si presenta difficoltoso per via del rispetto dei protocolli di sicurezza e dell’esigenza di assicurare lezioni in presenza, senza ricorrere al più alto numero di sempre di contratti a termine, anche da conferire a tanti maestri con diploma magistrale.

Va anche ricordato che per gli immessi in ruolo con riserva dalle GaE o con incarico al 31 agosto 2020 da GaE, e poi licenziati, stanno per avere fine le disposizioni attuative del decreto legge n. 126/2019, convertito in legge n. 159/2019, introdotte per salvaguardare almeno la continuità degli alunni con la trasformazione dei contratti originari in contratti a tempo determinato: a fine mese, infatti, è prevista la scadenza della loro supplenza annuale, con un salto nel buio che non meritano.

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