Diplomati magistrale. Parere pro veritate: validi i ruoli, anno di prova sufficiente. Anief lo invia a Miur e Avvocatura dello Stato

di redazione
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Anief – È incessante l’azione del sindacato Anief contro la sentenza n. 11/2017 del 20 dicembre 2017 del Consiglio di Stato in adunanza plenaria: dopo aver denunciato l’Italia al Consiglio d’Europa, il giovane sindacato si accinge ad inviare un parere pro veritate al Ministero dell’Istruzione e all’Avvocatura dello Stato che ancora si deve esprimere sull’attuazione della sentenza

Il parere è stato redatto dall’ex presidente della sezione Lavoro della Cassazione Michele De Luca, il quale conferma la validità dell’assunzione a tempo indeterminato dei docenti individuati con o senza clausola rescissoria, con superamento dell’anno di prova. Nel documento si spiega che sul caso dei diplomati magistrale assunti in ruolo in forza di provvedimenti cautelari d’inserimento nelle GaE, oggi messi in discussione dalla sentenza dell’adunanza plenaria, per l’eminente giurista, infatti, sarebbe sopravvenuta la cessazione della materia del contendere.

“Il parere del presidente De Luca – dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal – garantisce la continuità didattica per quelle seimila maestre che sono state assunte con o senza riserva, dopo le assunzioni disposte per altre duemila loro colleghe a seguito di sentenze passate in giudicato. Per tutti quei docenti, individuati per scorrimento da GaE, ancorché inseriti con riserva, indipendentemente dalla clausola rescissoria, il superamento avvenuto o prossimo dell’anno di prova è un segno di per sé sufficiente per la conferma dei ruoli. Ora sta all’Avvocatura dello Stato condividerlo e all’Amministrazione applicarlo per trovare una prima soluzione urgente per tutte le immissioni in ruolo disposte”.

Nel frattempo, anche il Consiglio di Stato aspetta di conoscere le decisioni del Miur, visto che in una Camera di Consiglio per l’ottemperanza di un’ordinanza cautelare per l’inserimento in GaE di alcune diplomate magistrale, a seguito della sentenza plenaria sopravvenuta, chiede, entro 90 giorni «quali iniziative sul piano regolatorio, macro-organizzativo o di gestione dei singoli rapporti la stessa [amministrazione] intenda assumere in conseguenza della menzionata sentenza, con specifico riferimento alle posizioni del personale docente da immettere nelle graduatorie di esaurimento in forza di pronunce cautelari, quali gli odierni ricorrenti, tenuto conto anche delle posizioni di eventuali controinteressati, collettivi o individuali».

E dopo l’ennesima pronuncia cautelare della VI sezione del Consiglio di Stato che riapre le GaE ai docenti abilitati in Scienze della Formazione primaria, iscritti entro l’a.s. 2010/11, dopo che sette sentenze passate in giudicato avevano consentito l’ingresso in GaE di migliaia di maestre con diploma magistrale conseguito entro l’a. s 2001/2 – prima dell’adunanza plenaria – è evidente che il problema deve essere risolto dalla politica e in maniera definitiva con un’ultima riapertura delle Graduatorie ad esaurimento a tutto il personale abilitato, come indicato da settimane dall’Anief, così da chiudere una volta per tutte la gestione del transitorio prima della messa a regime del nuovo sistema di formazione e reclutamento degli insegnanti.

Il Consiglio di Stato, nel frattempo, chiede all’amministrazione cosa voglia farne delle richieste di ottemperanza delle pronunce cautelari per l’inserimento in GaE. Ora la parola passa al nuovo Governo e Parlamento. Ecco perché la richiesta dell’approvazione di un decreto o disegno di legge urgente sarà messa all’attenzione dei nuovi parlamentari che s’insedieranno il prossimo 23 marzo, dopo le elezioni del 4 marzo, attraverso lo sciopero proclamato dall’Anief. Non possono le nostre famiglie rimanere con il fiato sospeso e con la sorpresa di trovarsi ogni giorno una nuova maestra o un nuovo professore, giunto o tolto dalla cattedra in base alla decisione del giorno di un giudice. Serve un impegno chiaro e una decisione ragionevole e immediata, come in passato il Governo e il Parlamento sono stati in grado di dare quando hanno riaperto le GaE nel 2008 e nel 2012, rispettivamente con la Legge 30 ottobre 2008, n. 169 e poi con la Legge 24 febbraio 2012, n. 14 grazie a due emendamenti presentati dal Pd e suggeriti dall’Anief.

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