Diplomati magistrale, MIDA: no ad inserimento in una quarta fascia. Vanno i terza

di redazione
ipsef

 Nel  novero delle fantasiose soluzioni proposte dai tecnici Miur per risolvere lo spinoso problema dell’inserimento dei diplomati magistrali in Gae, duole constatare che laddove la presenza di rettitudine ed equità da parte del governo sia stata totalmente disattesa si sia dovuti ricorrere alla tutela della giustizia ordinaria per ravvisare il riconoscimento dei diritti di tutti i coloro i quali potessero vantare la spendibilità del loro titolo abilitante.

 Nel  novero delle fantasiose soluzioni proposte dai tecnici Miur per risolvere lo spinoso problema dell’inserimento dei diplomati magistrali in Gae, duole constatare che laddove la presenza di rettitudine ed equità da parte del governo sia stata totalmente disattesa si sia dovuti ricorrere alla tutela della giustizia ordinaria per ravvisare il riconoscimento dei diritti di tutti i coloro i quali potessero vantare la spendibilità del loro titolo abilitante.

Non paghi delle vessazioni subite e delle sperequazioni perpetrate ai danni dei Diplomati Magistrali, oggi apprendiamo che il Comitato Tutela Docenti Precari Gae, chiede addirittura ai rappresentanti di questo governo di infierire su questi docenti “meno fortunati” ma non meno preparati degli illustri colleghi collocandoli, laddove dovessero vincere i ricorsi, illegittimamente della IV fascia delle Graduatorie ad esaurimento, quindi in subordine rispetto a colleghi – è bene ricordarlo- vantanti lo stesso titolo.

Si palesa così l’ennesima richiesta di compiere un ulteriore sopruso nei confronti di tutti quei docenti che da anni lavorano nella scuola e lottano per vedersi riconosciuto un diritto che – di facto – la legislazione gli riconosce già.

Giova ricordare al Comitato che nessuno può legittimamente arrogarsi il diritto di stabilire dove debbano essere collocati i colleghi, poiché in passato l’inserimento è sempre stato disposto, secondo la norma, in base al punteggio posseduto e troviamo alquanto meschino cercare di svilire il lavoro e la professionalità dei colleghi per mero calcolo opportunistico. Nessuna persona di buon senso dividerebbe ancora una categoria tanto vessata come quella degli insegnanti, proprio perché questo tipo di comportamento dimostra che non si possiede nulla da insegnare agli altri, se non si conoscono i valori della legalità e del rispetto delle regole come fondanti della nostra società.

Il Mida Precari ribadisce l’irricevibilità di questa proposta tanto penalizzante per i molti colleghi in attesa di un giudizio definitivo ed auspica invece l’apertura di un tavolo di lavoro per giungere ad una proposta equa e condivisa, nell’interesse di TUTTI gli insegnanti e degli alunni di scuola primaria e infanzia.

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione