Diplomati magistrale, Malpezzi: sì a prova selettiva, poi graduatoria da cui assumere

di Elisabetta Tonni
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I diplomati magistrali interessati dalla sentenza plenaria del Consiglio di Stato sono tornati a manifestare davanti al Miur. Sono nel limbo.

Ognuno di loro aspetta che ci sia una sentenza di merito che andrà applicata, come previsto dal decreto dignità, dopo 120 giorni dal pronunciamento su ogni caso specifico. Intanto il ministro all’Istruzione, Marco Bussetti, ha rimesso la questione in mano al Parlamento, dove al momento esiste solo il disegno di legge depositato dalla Senatrice del Pd, Flavia Malpezzi.

Senatrice Malpezzi, ha visto? Oggi i diplomati magistrali sono di nuovo in piazza davanti al Miur. Lei andrà a sentire le loro richieste?

No, sono a Milano e ho altri impegni a Firenze. Arriverò a Roma solo in serata.

La questione è scottante: è stato congelato per 120 giorni il destino dei maestri interessati dalla Plenaria del Consiglio di Stato. Perché secondo lei si è scelto per un rinvio?

A mio avviso hanno avuto paura di decidere; si è cercato solo di prendere tempo, sperando che nel merito di ogni singolo docente qualcuno riesca a salvarsi. Ma la sentenza parla chiaro e non può essere aggirata.

In questi 120 giorni assisteremo a uno stillicidio di licenziamenti?

D’altra parte lo ha detto lo stesso Ministro rispondendo a un question time alla Camera. È stato molto chiaro: i 120 giorni servono a mettere in evidenza le richieste giudiziarie, in modo che l’amministrazione possa rispondere in maniera adeguata. Significa che a scuola iniziata avremo insegnanti che saranno bloccati e rispediti da altre parti.

Ci sarà il caos più totale…

In questo modo non si agevola l’avvio dell’anno scolastico, ma si mette a rischio. Perché allora non mettere mano alla situazione con una proposta seria come quella che abbiamo fatto noi all’indomani del parere dell’Avvocatura dello Stato?

Lei fa riferimento al Disegno di legge che lei ha presentato in Senato.

Quel testo tiene conto delle esigenze di tutti gli insegnanti convolti. Dà una risposta a tutti i diplomati magistrali con contratto a tempo indeterminato, senza aggirare la legge.

Mi spieghi meglio.

In molte regioni, come per esempio in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, ma anche in Veneto, ci sono graduatorie provinciali già esaurite. Gli stessi dirigenti scolastici erano preoccupati, per il vuoto che si andava creando. Lì, i diplomati magistrali sono stati assunti, semplicemente perché non c’erano altri docenti.

Quindi?

Esiste una bella mappatura. Laddove sono stati dati i ruoli con riserva, non potendo riconfermare il ruolo perché la sentenza lo impedisce, manteniamo lì quei docenti assunti con contratto a tempo indeterminato e li rinnoviamo fin quando non diventano di ruolo. A quel punto, abbiamo ipotizzato la realizzazione di una graduatoria, provinciale o regionale che sia, in cui inserire anche i laureati di scienza della formazione e i diplomati magistrali dopo una prova selettiva orale sul modello degli DM59, cioè la secondaria, che tenga conto anche dei titoli e degli anni di esperienza.

Che ne pensa allora della proposta del presidente della Commissione Cultura al Senato, Mario Pittoni?

Quella proposta non l’ho proprio capita. Lei l’ha capita?

Non le piace l’idea di creare una stessa graduatoria per diplomati magistrale e laureati in Scienze della formazione primaria, alla quale accedere senza il superamento di alcun concorso. Diplomati magistrale a laureati in Scienze della formazione primaria verrebbero inseriti nella graduatoria del concorso 2016 in coda ai vincitori naturali.

Vuole fare un altro concorso? Vuole temporeggiare e fare poi un altro concorso. Confermo che non si capisce. Aspetto di vedere il testo scritto.

Risolvere il problema dei diplomati magistrale rischia di creare uno squilibrio con l’accesso al ruolo dei laureati.

Infatti vanno tutelati anche i diritti di tutti gli altri. Il testo unico ha ancora valore. Per cui si deve andare avanti ad assumere il 50% dalle Gae e il 50% dalle Gm. Non bisogna dimenticare, infatti, che ci sono anche i vincitori di concorso. In questo modo non si ledono i diritti di nessuno, soprattutto quelli dei bambini: garantiamo continuità didattica; garantiamo ai diplomati magistrali un percorso costante; garantiamo a scienze della formazione primaria e a Gae storiche e a Gm le possibilità di non vedersi sorpassati e scavalcati.

Questo risolverebbe tutto?

No. Manca un tassello: il Sud, dove tutte le graduatorie sono congestionate. Nel Disegno di legge che è depositato da marzo al Senato prevedo 18mila assunzioni in tre anni; e le prevedo al Sud con un piano di potenziamento nell’infanzia e nelle aree di emergenza educativa. Nella scorsa legislatura ho tentato e non sono riuscita a farlo passare nella legge di Bilancio. Eppure anche gli ultimi Invalsi testimoniano che i bambini del Sud conoscono l’italiano meno bene di quelli del Nord. Vogliamo potenziare il tempo scuola lì?

Lei giustamente parla di assunzioni, ma qui siamo di fronte a ipotesi licenziamenti.

Il Sud assuma e intanto cominciamo a svuotare le graduatorie. Da dove può assumere? Da chi ha diritto ad essere assunto e intanto le graduatorie scorrono.

Il suo Disegno di legge non rischia di essere poco tempestivo? La situazione deve essere sbloccata entro 120 giorni e i tempi dell’iter parlamentare potrebbero essere più lunghi.

No, ora non più. Con il nuovo regolamento del Senato, una legge può essere discussa e approvata direttamente in Commissione senza parlare per l’Aula. I tempi si accorcerebbero notevolmente.

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